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Storie di calabresi lontani da casa – Fabio Mollo, Reggio applaudita al Toronto film festival

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Cosa fa la differenza tra il bruco e la farfalla? Molti, anzi tutti, sarebbero pronti a dire l’aspetto, il bozzolo, le ali. E invece no, la differenza la fa il salto e il coraggio di compierlo. Solo quel piccolo salto

che la farfalla fa per allontanarsi.

 

Quel salto, però, spesso ti porta veramente dove altrimenti non saresti arrivato, dove le fantasie hanno sempre disegnato il tuo futuro, un futuro in cui si piomba con sacrifici, rinunce e tenacia. E tutto questo il regista reggino Fabio Mollo certamente lo ha provato sulla sua pelle.

Eh sì, perché lui quel coraggio lo ha trovato ancora ragazzino, pochi giorni dopo il diploma, quando valigia in mano, ha salutato la sua famiglia, rimasta sempre a Reggio Calabria, ed è andato a cercare la sua strada. “Viaggiare e vivere in posti diversi”, a diciotto anni questo il suo intento. Londra la prima tappa, che rappresenta un importante tassello per la sua carriera. Qui si laurea nel 2002 alla University of East London con il BA Honour Bachelor of Arts in Visual Theory, Film History.

Il cinema. Questa la sfida di Fabio, un sogno custodito per tanto, una passione incredibile e, tuttavia, vissuta con così tanta intensità da sussurrare solo timidamente che di quel sogno lui avrebbe voluto realizzare ogni singola scena. E se Fabio non ha avuto “il coraggio di dirlo ad alta voce per tanto tempo”, al suo posto hanno sempre parlato i risultati.

Fabio_Mollo_durante_le_ripreseSe volessimo fare un elenco di tutti i premi, i riconoscimenti, le gratificazioni che Fabio Mollo ha avuto dal 2003, anno dopo la laurea, in poi, ci sarebbe da scrivere. Ma citiamone alcune. Nel 2005 è stato finalista al Premio Solinas. Nel 2010 è stato selezionato per l’ Universal Filmmaster Program a Los Angeles. Nel 2011 ha vinto il Premio Giovani Registi Italiani – Young Italian Filmmakers Prize dell’Istituto di Cultura Italiano di New York e una borsa di studio presso la New York Film Accademy.

Questo è quello che si legge nel curriculum, quello che chiunque è in grado di reperire e conoscere, ciò che invece conta e che è soltanto intuibile fra le righe, sono le esperienze che per il piccolo, ormai divenuto grande, regista del Gebbione (quartiere di Reggio Calabria, ndr), sono una vera fucina di ispirazione per nuove idee: “Nella mia testa le idee nascono in continuazione, per fortuna. Piano piano le raccolgo e inizio a lavorarle, le metto alla prova, le strutturo, le nutro, le estendo il più possibile e poi le riduco al minimo necessario. Alla fine provo a demolirle del tutto e se restano in piedi allora forse hanno buone possibilità di diventare una sceneggiatura”.

Al Torino Film Lab 2010 vince il Production Award con la sceneggiatura del suo primo lungometraggio. Prima ancora, però, nel 2005 Fabio partecipa ad un workshop a Cuba diretto da Gabriel Garcia Marquez presso la Escuela Internacional de Cine y Tv a Cuba, un’esperienza veramente significativa per lui: “Sono cresciuto nutrendomi di realismo magico e per me Marquez è stato una sorta di insegnante lontano. Ho sempre pensato che la Calabria e Cuba fossero due mondi estremamente vicini, a tal punto che da piccolo ero convinto che Macondo fosse il Gebbione. Quando poi ho vissuto a Cuba ho capito che il Gebbione in realtà era una traversa del Malecón”.

Il Gebbione, Reggio, una componente fondamentale per il regista dalla quale è solo lontano fisicamente per il suo lavoro. “Non credo che la mia strada sia lontana dalla Calabria, altrimenti non avrei lottato così tanto per girare il mia opera prima qui!”. Un’opera prima ispirata dalla variegata umanità che il suo quartiere e Reggio Calabria offrono. Del resto lui è il reggino che dichiara: “Faccio il regista perché sono nato al Gebbione”

SouthIsNothingFlyer“Il Sud è Niente” è il suo primo lungometraggio. Tratto dal saggio di diploma “Giganti”, girato a Reggio Calabria, che ha vinto il premio per miglior cortometraggio al Torino Film Festival 2007, la menzione speciale per la regia ai Nastri d’Argento 2008, la menzione speciale della stampa internazionale a Clermont-Ferrand 2008 e in concorso al 58esimo Festival di Berlino.

Recentemente presentato al Toronto International Film Festival, “Il Sud è Niente” ha entusiasmato la critica internazionale ed è considerata una delle migliori pellicole proiettate durante tutto il Tiff. Legalità e resistenza, due tematiche che se provieni dal Sud dell’Italia nessuno fa fatica a credere che ce le hai cucite addosso. Di lui “Il Fatto Quotidiano” ha scritto “A dispetto di quanto dice la nonna della protagonista: «Il Sud è niente e niente succede», l’esordiente Fabio Mollo, reggino classe 1980, fotografa un complicato paesaggio umano un attimo prima della sua dolorosa trasformazione, con occhio affilato e notevole capacità di sintesi”.

New York, Berlino, Londra, ma con Reggio sempre nel cuore: “Per il mio continuo viaggiare ho imparato a portare dentro di me i posti e le persone a me care, in modo da non sentirne mai la lontananza” e la voce di nonna Lucia nella testa.

Qui torna nei momenti importanti e qui ritrova la sua famiglia “molto particolare”, senza la quale, racconta, non avrebbe iniziato questo percorso. Il loro supporto è stato fondamentale. “Sono stato molto fortunato e sarò loro per sempre grato”. La mamma a cui fino a poco tempo fa, ad ogni rientro, raccontava i suoi viaggi davanti ad una birra, che tradisce uno sguardo felice se parla di lui e che alla domanda “Com’è essere la madre di un regista famoso?”, che molti le fanno, risponde: “La mamma di un regista famoso? Ma io sono sempre stata la madre di un regista famoso, per me lo era dal suo primissimo film”. La sorella Maria, che raggiunge immediatamente dopo aver disfatto le valige, per aiutarla nel bar che gestisce. “Un posto veramente speciale”, dove il calore ti avvolge e ti sembra di essere a casa in ogni poltrona in cui affondi.

 

Di strada Fabio ne ha percorsa parecchia dal suo primo cortometraggio, “super amatoriale, mai visto da nessuno”, girato costringendo due carissimi amici a recitare durante delle vacanze di natale. Di quel ragazzo, però, che mette i viaggi nella classifica delle cose che lo rendono più felice, subito dopo la birra e il cinema, che ringrazia quanti gli dimostrino fiducia pubblicamente su Fb, è rimasto tutto: spontaneità e genuinità. E se qualcuno non ha creduto in lui e, nonostante le più rosee aspettative, ha cercato di sminuire tutto, è ancora più soddisfacente sentir dire “Caspita! Hai visto…?”. E forse questa frase sussurrata davanti all’ennesimo articolo che parla di lui, il regista reggino Fabio Mollo, l’ha ascoltata nell’inconsapevolezza di chi l’ha pronunciata. Magari stando seduto alle sue spalle e abbozzando un sorriso, magari, invece, non l’ha sentita, ma certamente qualcuno, siamo pronti a scommetterci, l’avrà detto.
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