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Storie di calabresi lontani da casa – I fratelli Milito

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di Damiano Praticò – ”Sono orgoglioso delle mie origini calabresi. Essere qui mi suscita una grande emozione”. Era il 6 novembre del 2011 quando Diego Milito pronunciava queste parole a Terranova da Sibari,

provincia di Cosenza, il paese dal quale, circa 60 anni prima, i suoi nonni erano partiti per raggiungere l’Argentina. In quell’occasione, oltre agli incontri con parenti come le due cugine Anna Rosa e Franca Borrelli, il Consiglio comunale di Terranova ha attribuito a Milito la cittadinanza onoraria in quanto, si legge nella motivazione, ‘interpreta con professionalità gli autentici valori dello sport nella sua straordinaria carriera di calciatore, dando lustro alla cittadina che diede i natali ai nonni paterni’. “Mi è venuta la pelle d’oca” – aveva detto El Principe – “nel vedere tutta la gente che mi ha accolto. E’ una giornata che non dimenticherò mai. Ho sempre sognato di visitare questa terra dato che ho avuto la fortuna di vivere con i miei nonni. Me ne parlavano sempre con grande ammirazione”.

Salvatore Milito e Caterina Borrelli non avrebbero mai immaginato, alla partenza dalla Calabria, di essere un giorno i nonni di due dei calciatori più famosi nella storia del football contemporaneo. Salvatore nasce da una famiglia di braccianti a Terranova da Sibari, oggi 5mila abitanti, quasi un secolo fa: il primo gennaio del 1913. Trascorre gli anni della sua fanciullezza studiando ed aiutando i genitori a causa delle difficoltà economiche familiari.

In paese, Turi conosce Caterina, nata il 26 aprile 1918. Insieme coltivano un grande progetto: andare all’estero. Raggiunta la maggiore età, i due concretizzano il loro sogno americano. Partono per l’Argentina. E’ qui che nasce il loro primogenito: Jorge Salvador Milito.

Quando quest’ultimo incontra Mirta Alicia Elizar, i due si innamorano e si sposano dopo un breve periodo di fidanzamento. Diego e Gabriel nascono a Bernal da questo amore, rispettivamente il 12 giugno 1979 ed il 7 settembre 1980.

Diego, attaccante: “El Principe”, soprannome dovuto alla sua somiglianza con il giocatore uruguayano Enzo Francescoli. Gabriel, difensore: “El Mariscal”, il maresciallo della difesa, oggi in forza all’Independiente di Buenos Aires.

Ci sono momenti nella storia del calcio, però, in cui il destino fa brutti scherzi, generando scontri ‘fratricidi’. E’ quello che è successo nelle semifinali di Champions League del 2010 tra Inter e Barcellona; tra Diego, con casacca neroazzurra, e Gabriel, con maglia blaugrana. Uno contro l’altro, attaccante contro difensore. La Storia del Calcio ne ha lasciato invitto soltanto uno: il Principe, infatti, ha sconfitto il Maresciallo, trascinando l’Inter in finale e, ancor di più, sul tetto d’Europa con una doppietta magistrale ai danni del Bayern Monaco. Chi l’avrebbe mai detto che, solo grazie alle gesta di un piccolo grande calabrese, l’Inter avrebbe ripetuto, dopo 45 anni, la stessa impresa di Corso, Mazzola e Suarez?

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