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Memorie | Maria Mariotti, una vita al servizio di Dio e della Chiesa

Di Anna Foti – “Degna del nome di Grazia che le era stato dato”, così monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, ha parlato di Maria Mariotti, in occasione dell’estremo saluto che la comunità ha riservato nella cattedrale del Duomo alla concittadina, donna dolce nell’animo e rigorosa nello spirito.

“Quando Maria ha pensato al suo ritorno alla casa del Padre – ha proseguito l’arcivescovo Fiorini Morosini – lo ha fatto immaginando una festa. Per questo, testimoniando il dono e la felicità che si ricevono durante l’esistenza terrena, quando si vive andando incontro al Padre, aveva scelto la parabola del banchetto di nozze del vangelo di Matteo per questo momento di distacco”.

Un’intensa omelia è stata dedicata a Maria Mariotti dalla Chiesa reggina per voce dell’arcivescovo, che l’ha ricordata come una donna vitale e piena di attenzione al Prossimo e di talenti, una persona alla quale continuare ad ispirare pensieri ed azioni, un esempio al quale guardare per forgiare caratteri e assumere comportamenti. “Lei vedeva la morte come la celebrazione della Vita e già pregustava l’incontro che il Padre avrebbe vissuto con lei al momento della morte. Lei è andata ogni giorno con Gioia incontro al Signore, testimoniando fedelmente la centralità del cammino verso il Padre dei credenti, la Speranza e la Fiducia che lo scandiscono. Forte del suo mistero interiore, il mistero della Croce, Maria è sempre andata avanti serena e salda nella sua Fede. Un cammino al quale ha dato ufficialità con la Consacrata dell’Ordo Virginum”.Filosofia e Fede, impegno sociale e attività politica. Maria Mariotti classe 1915, laureatasi alla Cattolica di Milano e poi rientrata in Calabria, è stata, con semplicità e coerenza, limpida protagonista della storia del suo tempo. Fervente anima del Movimento cattolico femminile in Calabria, attiva nell’Azione Cattolica, nelle sezioni della Fuci e del Meic, fu attiva anche nel Centro italiano femminile, nato a Reggio nel 1945 con la prima presidente Maria Cappelleri. Visse tra i suoi libri impreziositi dalla sua elegante calligrafia, toccò la vita di tanti giovani ai quali insegnò la filosofia, animò la sezione calabrese della Deputazione di Storia Patria che diresse a lungo e fu direttrice onoraria della Rivista Storica Calabrese.

Contribuì con la stesura di alcune biografie al Dizionario storico del movimento cattolico italiano e nel1969 pubblicò, con i caratteri dell’Editrice Antenore di Padova, l’opera Forme di collaborazione tra vescovi e laici in Calabria negli ultimi cento anni.

“Attesa e operosità – ha evidenziato ancora l’arcivescovo Fiorini Morosini nella sua omelia – hanno caratterizzato il cammino di Fede di Maria Mariotti. Rigore morale e intellettuale hanno permeato ogni suo pensiero ed ogni sua azione, fino al momento della fine della sua vita ultracentenaria, fino al momento della morte che non ha mai temuto, alla quale non ha mai guardato con paura ma alla quale è andata incontro con Fiducia. Una Gioia e una serenità che la sofferenza e le prove della vita non hanno scalfito ma rafforzato. Segno dell’Amore che ha donato intorno a sè sono state l’affetto e la stima che l’hanno sempre circondata”.

Grazie al suo impegno per la comunità declinatosi anche nella politica, pure Reggio Calabria in occasione delle elezioni amministrative, che si svolsero tra il marzo e l’aprile 1946, in cui le donne poterono candidarsi e votare per la prima volta, ebbe la prima consigliera comunale della sua storia amministrativa. Preludio del referendum repubblicano del 1946, furono quelle le prime elezioni ad essere espletate con il suffragio universale e dunque con la partecipazione di tutti i cittadini e di tutte le cittadine, finalmente senza esclusioni e senza discriminazioni. Con 18 mila preferenze, per poco Maria Mariotti non venne eletta anche all’assemblea Costituente. “Affido all’istituto di Scienze religiose, il compito di promuovere una ricerca sulla sua vita politica di Maria Mariotti da offrire come modello di politica vera ai giovani”, ha dichiarato ancora l’arcivescovo Fiorini Morosini.

Presso l’archivio di Stato di Reggio Calabria è custodita ed esposta la documentazione che attesta le elezioni amministrative dell’epoca (a Reggio Calabria si votò il 7 aprile 1946) e l’elezione di Maria Mariotti, prima donna consigliera comunale di Reggio Calabria.

“Il lavoro di Maria Mariotti in ogni settore fu un prezioso tributo alla Cultura e alla Calabria, un costante e appassionato servizio reso a Dio e alla Chiesa con la capacità che ha sempre avuto di trasformare ogni gesto e ogni iniziativa in un impulso di crescita dell’intera comunità e in un’occasione di approfondimento della riflessione sociale collettiva. Rientrata in Calabria dopo gli studi a Milano, furono decisivi gli incontri con monsignor Antonio Lanza e con don Domenico Farias. Maria Mariotti, con il suo poliedrico impegno per la Calabria, ha incarnato il contributo che la Chiesa può dare nello sviluppo della comunità testimoniando Amore, Rigore, Responsabilità e Speranza e prospettando alternative concrete e costruttive alla sudditanza morale e all’ignoranza. Ci lascia un ricordo prezioso. Ci basta chiudere gli occhi per riconoscerla in chi dona con semplicità e in chi compie opere di misericordia con gioia, invitando tutti noi ad amarci con affetto fraterno, a gareggiare nello stimarci a vicenda, a non essere timidi nel fare il Bene, a perseverare nella preghiera, ad essere generosi nell’ospitalità e a proseguire nel cammino verso il Padre cantando la Speranza”, ha concluso l’arcivescovo Fiorini Morosini.

 

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