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‘Tanti disagi dopo l’accorpamento Piria – Ferraris’

Riceviamo e pubblichiamo:
Salve. Vi scrivo perché vorrei far conoscere alla gente la situazione del Piria-Ferraris, e più in dettaglio la situazione del Ferraris, dopo l’accorpamento, sperando possa interessare a qualcuno.

Sono passate giusto 2 settimane dall’inizio dell’anno scolastico e già i disagi sono stati tanti (alcuni risolti e altri no), quando, le istituzioni lo scorso anno al momento degli incontri con i rappresentanti della scuola, assicuravano invece che il passaggio sarebbe avvenuto senza particolari disagi.
Un problema importante è quello che riguarda gli spostamenti degli alunni verso la scuola e quello degli insegnanti tra le sedi. Un’intera sezione (la SIA) è stata spostata dalla sede centrale in Via Piria alla sede del Ferraris in Viale Pio XI, comportando un allungamento dei tempi per raggiungere la scuola a tutti quegli studenti provenienti dalla zona nord, che quindi dovranno uscire di casa prima per poter raggiungere la scuola in orario. Situazione più complicata per chi deve raggiungere il Ferraris coi mezzi del trasporto pubblico. Le corse ci sono, ma di tanto in tanto saltano, costringendo gli studenti a prendere un autobus successivo e facendoli arrivare tardi a scuola. Problema rilevante è pure lo spostamento degli insegnanti tra le varie sedi della scuola, infatti ci sono alcuni insegnanti che avendo classi in più sedi, sono costretti durante le ore buca tra una lezione e l’altra a prendere l’automobile o i mezzi pubblici per raggiungere l’altra sede e di conseguenza si toglie tempo per riposarsi, per correggere magari qualche compito durante quel tempo, e via dicendo…
Passando ad un altro punto, per i primi giorni di scuola c’è stato il registro elettronico non funzionante a causa della necessaria migrazione di tutti i dati delle due scuole in un nuovo registro unico, che ha reso inoltre necessaria la fornitura di nuove credenziali a tutti gli insegnanti, i genitori e gli studenti. Dalla prossima settimana il registro dovrebbe essere finalmente pienamente operativo.
C’è da dire che di sicuro questo accorpamento non è stato indolore, e neanche rapido. La scuola ha cambiato codice meccanografico, ha un nuovo albo, una nuova mail, un sito da aggiornare e parecchi problemi da risolvere. Tutto ciò ha comportato disagi a parecchie persone. In questi prossimi mesi probabilmente cambieranno ancora molte cose…
Ora, punto forte, abbiamo i problemi della sede del Ferraris, che mostra segni di mancata manutenzione fin da subito.
Allego alcune foto che mostrano la situazione: https://drive.google.com/open?id=1auajeUkKRvUpSvm5Gf3xUFbv7t3pPptH
Direttamente il primo giorno di scuola, una classe viene spostata nel laboratorio di informatica e vi resterà per una settimana intera siccome nell’aula dove sarebbero dovuti stare erano saltate le mattonelle. Per la riparazione vengono tolte le mattonelle saltate e viene coperto tutto con dell’autolivellante, che a mio avviso, non è il modo appropriato per riparare un pavimento. (foto 1 a 3)
Il cortile della scuola versa in condizioni pietose, tranne la parte dove ci sono i due campi (foto 4) che è tutto sommato usabile. Proviamo a seguire il percorso che farebbe una classe quando scende per andare a fare educazione fisica: lasciamo la classe, percorriamo il corridoio e arriviamo alle scale esterne. Scendiamo, e, appena scesi dalle scale esterne, vediamo subito dritto in alto davanti a noi una plafoniera senza neon e una lampada d’emergenza presumibilmente dismessa (foto 5), guardando a destra si nota la mancanza della parte inferiore della copertura nella parete alla fine delle scale (foto 6) e a sinistra un piccolo cumulo di erbacce e spazzatura (foto 7-1, 7 e 8). Intorno al cortile erba in ogni dove (foto 9 a 12). La porta che dal cortile permette di entrare nella scuola (foto 13 a 15) presenta il vetro lesionato su entrambe le ante e nell’anta sinistra ha proprio un buco al centro (forse è stata colpita da una palla). Entrati da quella porta, girando a destra si può raggiungere l’aula di educazione fisica dove c’è il tavolino per giocare a ping-pong (è l’unica aula del piano interrato a cui fanno accedere gli studenti, visto che il resto è tutto abbandonato, e direi che è meglio tralasciare cosa c’è in giro). Nella stanza notiamo subito che la seconda serranda, rotta, è stata riparata in modo fantasioso: una spranga di ferro, che presumo sia stata ricavata dalla sbarra di un maniglione antipanico, la ferma per evitare che si chiuda (foto 16, fatta dal cortile perché dall’interno la spranga non si vede molto siccome coperta dalle inferriate).
Il resto delle stanze presenti al piano interrato sono perlopiù vuote o usate come magazzini (o forse discariche) per materiale scolastico vario. In alcune le luci sono spente, in altre accese. I bagni sono chiusi (uno è stato sigillato usando lo scotch), i laboratori smantellati, la vernice di tanto in tanto si stacca dai muri e dal soffitto e cade per terra senza far rumore… Che quiete!
Il cortile a sinistra invece risulta adibito a discarica a cielo aperto (foto 17 e 18): cattedre, banchi, armadi, sedie, ecc… e nella parte più indietro, la scena è ancora più suggestiva, con il tutto ricoperto dalla folta vegetazione spontanea locale (foto 19). Un’incantevole spettacolo che allieta colui che l’osserva… L’ideale per una scuola… Fortuna che gli studenti non ci vanno in quel cortile.
Al piano terra la situazione è decisamente migliore e direi che come problemi stiamo nella media con altre scuole: qualche punto qui e là di vernice scrostata (foto 20), qualche plafoniera non funzionante o con un solo neon funzionante (foto 21), lampade d’emergenza con batteria bruciata o mancanza di neon (foto 22), qualche serranda bloccata a causa della rottura della corda, in laboratorio è stato usato un pezzo di polistirolo per coprire dove mancava un pannello del controsoffitto, ecc… A leggere queste cose riguardo al piano terra, sembrano chissà ché, ma con quante se ne vedono nelle scuole pubbliche, direi che qui siamo sul normale e la maggior parte degli studenti non nota nulla di strano. Alla fine il piano terra non è nulla rispetto allo stato del cortile o del piano interrato. Il piano 1 invece non saprei in che condizioni versa in quanto non ho mai avuto modo di vederlo, ma probabilmente sarà ridotto come il piano interrato.
Quella che una volta era una struttura grande e moderna, oggi è praticamente un relitto che allo stato attuale è destinato a naufragare se non si interviene. Mi mette tristezza e angoscia pensare che dove prima ci sono stati tanti laboratori, tante classi, tanti studenti e professori, dove sono passate tante idee, tanti sogni, ora è quello che è. Di funzionante e in condizioni passabili resta solo il piano terra. Al piano interrato, qui e là sui muri ci sono ancora le scritte delle classi che sono passate nella scuola anno dopo anno. Nel corridoio, in fondo, si vede un cartellone contro la violenza fatto dagli studenti, risalente ad alcuni anni fa, uno dei pochi ricordi che resta di quello che il Ferraris è stato. Come sono nostalgico certe volte…
Grazie per l’attenzione,
Emanuele Roda’

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