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“Le stanze di Ulrike”, terrorismo e lotta armata stasera all’HorcynusFest

Perché una colta, intelligente e raffinata giornalista nota, inizia a sentirsi scomoda nel paese in cui vive? Perché non si riconosce più nel ruolo che la società le cuce addosso? Come mai finisce per diventare il capo ideologico di una banda di terroristi in parrucca? Sono le domande a cui tenta di rispondere “Le stanze di Ulrike” che stasera alle 21:00 inaugura la sezione teatrale dell’Horcynus Festival Metamorfosi.

 

Lo spettacolo,di e con con Silvia Ajelli, per la regia di Rosario Tedesco, produzione Teatro Biondo di Palermo in collaborazione con Orestiadidi Gibellina,affronta sul palco in chiave umana e non ideologica le utopie rivoluzionarie novecentesche attraverso la vicenda personale, storica e politica di Ulrike Meinhof, giornalista tedesca e attivista che dal ’68 orientò il suo pensiero verso una posizione sempre più radicale, fino a entrare in clandestinità e a votarsi alla lotta armata: dall’indignazione per la guerra in Vietnam e il dilagare dell’imperialismo americano alla protesta a fianco del movimento studentesco; dalla difesa dei diritti delle donne alle contestazioni contro la politica repressiva del governo tedesco, fino alla proclamazione della lotta armata. Accusata di quattro omicidi e 34 tentati omicidi fu processata, incarcerata e infine vittima, insieme ad alcuni compagni, di una morte violenta dalle cause mai del tutto chiarite.

 

«Per raccontare la storia di Ulrike Meinhof – racconta il regista – sono partito dai luoghi, dalle stanze che Ulrike ha abitato, anche solo per una notte, nella sua vita. Immaginandola per forza in fuga da una stanza all’altra. Le stanze diventate luoghi mentali, quasi astratti: la cella; una strada di una città in Germania con un bidone della spazzatura da cui salta fuori un telefono; un campo di addestramento in Giordania; un podio da cui fare comizi all’università; un albero dalla chioma ondeggiante, simbolo anche di famiglia, il centro della corsa centrifuga che spinge la protagonista verso le sue ultime stanze; uno stretto corridoio che per noi è la Sicilia, rifugio delle sue due bambine tra gli sfollati del terremoto del Belice. Le diverse stanze sono anche le voci e le identità con cui il personaggio si trova a confrontarsi e a volte duramente a scontrarsi.Una volta individuato lo spazio anche mentale dove far vivere il nostro personaggio, sono rimasto sempre più sorpreso di trovarmi non tanto di fronte ad una storia di terrorismo in Germania durante gli anni ‘60\’70, bensì di fronte a domande scomode che improvvisamente il nostro presente torna a proporre».

 

I biglietti per “Le stanze di Ulrike” (5 euro) e per il reading-concerto “Bestemmia d’amore” del 31 marzo (10 euro) sono in prevendita al botteghino del Teatro Cilea.

 

 

I PROSSIMI APPUNTAMENTI DELL’HORCYNUS FEST

L’Horcynus Festival Metamorfosi(evento a cura della Fondazione Horcynus Orca, in collaborazione con Fondazione di Comunità di Messina, Fondazione con il Sud e Cineclub Internazionale Distribuzione, con il finanziamento del PAC Offerta culturale Azione 1 Tipologia B – Annualità 2018) continua con il cinema damercoledì a venerdì al Cineteatro Metropolitano (ex dopolavoro ferroviario), con una selezione di titoli a ingresso gratuito: mercoledìfocus Balcani alle 19:00 con il documentario Cinema Komunisto di Mila Turajlic e alle 21:00 con il film Dall’altra parte di ZrinkoOgresta; giovedì alle 19:00 Sami Blood di Amanda Kernell, una storia di razzismo tra Svedesi e Lapponi; venerdì alle 19:00 il documentario Vangelo di Pippo Delbono, tra storie e volti dei migranti di un centro per richiedenti asilo, per terminare alle 21:00 con la proiezione a inviti del film Sofia di MeryemBenm’Barek.

Sempre per gli appuntamenti teatrali, invece, giovedì al Cineteatro MetropolitanoHorcynus propone un reading dalla nuova co-produzione del festival e Mana Chuma Teatro: “f-Aìda” di Salvatore Arena e Massimo Barilla, un racconto di guerre fratricide, un amore omosessuale mai consumato, una segregazione attenuata solo da vecchi dischi d’opera.

Domenica al Cileaun concerto in cui le parole diventano musicacon “Bestemmia d’amore” di Enzo Avitabile (voce, arpina, tamburo e sax sopranino) e Pippo Delbono(voce recitante e canto), per parlare di questo tempo volgare e sacro, nero e luminoso, duro e dolce (ticket 10€).

Infine, fino al 4 aprile al Castello Aragonese (Torrione Sud, ingresso di fronte alla Chiesa degli Ottimati) è in mostra l’installazione “Casalaina – Primo movimento: prologo del grillo” di Emilio Isgrò, a cura di Marco Bazzini.

Per info: horcynuorca.it o seguici sull’evento Facebook.

 

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