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    Sanità, Codacons: ‘Il pesce puzza dalla testa’

    Il pesce puzza dalla testa, recitava un vecchio adagio; lasciando intendere che se il vertice non è “pulito”, non possiamo attenderci che i sottoposti rispettino le regole.

    E così, spulciando tra le polverose carte, che in questi giorni stiamo consegnando all’Ufficio di Procura – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – ecco che ci imbattiamo in una nomina che riteniamo essere del tutto illegittima e per la quale abbiamo deciso di chiedere conto sia all’Azienda che, ovviamente, alla Regione Calabria.

    Ci riferiamo al Dott. Maurizio Rocca che, nel mese di ottobre 2017, è stato nominato

    Direttore del Distretto Socio Sanitario di Catanzaro.

    Del resto, dopo aver denunciato quelle che riteniamo

    essere delle gravi irregolarità per i distretti di Lamezia e Soverato – ironizza Di Lieto – come potevamo non occuparci del capoluogo di regione.

    Ed allora passiamo a chiarire i motivi per i quali riteniamo illegittima questa nomina e sui quali attendiamo delle puntuali risposte.

    Già il bando ignorava la normativa vigente e curiosamente il sorteggio ha fatto si che uscissero dall’urna solamente manager Calabresi … forse per risparmiare sulle spese di viaggio e, magari, proprio per questa ragione si è preferito ridurre i componenti, rispetto a quanto previsto dal D.L.vo 502/92.

    Ma quello che balza agli occhi è che il futuro vincitore abbia “dimenticato” di indicare, nella domanda di ammissione, di avere dei procedimenti penali in corso.

    Una amnesia davvero curiosa, visto che nel luglio 2017 (tre mesi prima della nomina) il Tribunale di Lamezia Terme aveva condannato proprio il Dott. Rocca ad un anno di reclusione per omicidio colposo.

    Un processo che durava da tanti anni e di cui si è scritto tanto, poiché riguardava la morte di una ragazzina a causa di un defibrillatore scarico.

    Ma quello è stato un concorso davvero sfortunato per il povero Dott. Rocca, poiché proprio in quei giorni finiva nuovamente sotto la lente della Procura, per una presunta appropriazione indebita di fondi comunitari.

    Ci riferiamo all’inchiesta “StopandGo” che prende il nome da un progetto, cofinanziato dalla Commissione europea per oltre 760mila euro e finalizzato a migliorare i servizi socio-sanitari per gli anziani.

    Purtroppo solo sulla carta, visto che, secondo la Procura, vi sarebbe stato uno sperpero di oltre 300mila euro.

    In buona sostanza tra settembre 2014 e marzo 2016 (ben prima del concorso) gli indagati avrebbero ricevuto compensi senza svolgere nessuna attività. E lo sfortunato Dott. Rocca – sempre secondo l’ipotesi accusatoria – avrebbe illecitamente incassato 18.567,37 euro.

    Altra tegola, altro silenzio.

    Pur nella certezza che il Dott Rocca saprà far luce sulle infondate accuse a suo carico – sostiene Di Lieto – pretendiamo di conoscere i motivi per cui il candidato abbia omesso di indicare i procedimenti penali in corso ovvero, laddove li abbia indicati, per quale motivo la commissione (per come detto illegittima) non li abbia valutati.

    Ultima chicca di un concorso davvero infausto, è l’atto di nomina.

    Il Dott. Rocca, infatti, è stato nominato dal direttore generale Dott. Giuseppe Perri, che dopo alcuni mesi sarebbe finito in carcere nell’ambito dell’operazione “Quinta Bolgia”, coordinata dalla Dda, per presunte infiltrazioni mafiose nella gestione dei servizi dell’Azienda Sanitaria.