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Il Governo spezzetta la Scuola?Calabria condannata alla povertà, addio trasferimenti

Il 22 ottobre il Governo potrebbe varare un disegno che rappresenterà il primo passo verso un’autonomia sempre più crescente del Veneto.  Un’idea leghista portata avanti dal Governatore Zaia e che traccia una strada che presto potrebbe essere intrapresa anche da Lombardia ed Emilia Romagna.  E poi, con buona probabilità, toccherà ad altri territori “ricchi” del nord.

Cosa cambia? Il sistema scolastico sarà sempre più “spezzettato”.  La scuola calabrese non avrà più alcun tipo di legame con quella veneta e appare difficile persino le supplenze e o “cattedre” possano toccare docenti meridionali.

Moltiplicando il tutto per ogni regione del Nord ci si troverebbe di fronte ad una realtà in cui gli scenari che per anni hanno caratterizzato l’emigrazione dei professori potrebbero essere cancellati.  I concorsi diventeranno regionali e ci si potrà trasferire da Padova a Treviso, ma non verso un’altra regione considerato che bisognerà dimettersi e partecipare eventualmente ad un altro concorso.

Il disegno di legge non potrà essere variato, potrà unicamente essere

E non è finita, perché da ora in avanti gli investimenti in istruzione saranno regolati da alter logiche.  A rivelarlo è l’assessore  al Bilancio, al Lavoro e alle Attività Produttive del Comune di Napoli, Enrico Panini.

Una volta spezzettata – evidenzia –  l’istruzione, sarà spezzettato anche il suo finanziamento. Non, si badi bene, in base al numero di bambini e di ragazzi da istruire. No, troppo facile. Il principio sarà in base alla ricchezza dei territori. Quindi una scuola di mille studenti a Padova riceverà fondi in base al Pil del Veneto e una di mille studenti in Calabria in base al Pil della Calabria. Ovvero la metà. Senza alcuna tutela sul livello essenziale di servizio da garantire ovunque sul territorio nazionale. 

 La scelta di collegare le risorse non ai fabbisogni dei territori ma alla loro ricchezza fa della proposta del Veneto – scritta da un governatore leghista veneto e da una ministra leghista veneta – una richiesta di di secessione di fatto.
Questo è quanto sta per accadere. Tra breve. A giorni”.

 

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