Home / Primo piano / Calabria: terra di vaccinati, scarsa prevenzione e lunghe attese: i numeri

Calabria: terra di vaccinati, scarsa prevenzione e lunghe attese: i numeri

I problemi sanitari in Calabria non hanno colore politico. Nel senso che nessuna amministrazione regionale è mai riuscita a dare la sensazione ai cittadini di aver risolto buona parte dei problemi.

I numeri che vengono rilevati dal “Osservatorio civico sul federalismo fiscale in sanità di Cittadinanza” raccontano ancora una volta quanto la forbice tra Nord e Sud resti ampia, soprattutto in materia di assistenza sanitaria ai cittadini.

Non solo in negativo: perchè in pochi sanno che, al Sud, le coperture vaccinali raggiungono il 95% della popolazione, sebbene al nord gli investimenti in ammodernamento di strutture e strumenti siano decisamente più corposi e prificui.

E allo stesso modo accade che per una protesi d’anca ci sia da aspettare più in Veneto che in Calabria. Il quadro, però, resta non positivo.

Non a caso da più parti si chiede che l’attuale modello di autonomia sanitario regionale venga rivisitato per evitare che le disuguaglianze tra i territori di uno stesso Stato si amplino fino a ledere i principi fondamentali del Sistema Sanitario Nazionale.

Sanità: i numeri della Calabria

La Regione Calabria, rispetto ai Livelli essenziali di Sanità, viene ritenuta assieme alla Campania l’unica inadempiente. Il Veneto, in tal senso, risulta essere la migliore.
Il territorio calabrese risulta tra i più penalizzati, ad esempio, quando c’è da ricevere un intervento chirurgico reso necessario tumore al polmone (bisogna aspettare 61 giorni).
Come, evidenziato, è quasi una mosca bianca il dato relativo alle protesi d’anca: basta aspettare 28 giorni, in Veneto, invece, ne occorrono 107.

Per ciò che riguarda gli investimenti, invece, la Calabria riesce a destinare le risorse in ammodernamento solo per il 57,5% del potenziale. In Campania (31,1%), Molise (21,1) e Abruzzo (36,5) fanno peggio, ma in regioni come Veneto, Emilia, Romagna e Toscana si raggiunge il 100%.

In Calabria, però, si raggiunge una percentuale di vaccinati superiore al 95% per vaccinazioni anti-polio, anti-difterica, anti-tetanica, anti-pertosse, anti-epatite B e anti haemofilus influenza B.

La regione risulta una delle tre (con Umbria e Molise) ad avere una percentuale di vaccinati contro l’influenza che supera il 60%.

Male, invece, sul fronte della prevenzione oncologica considerato che, assieme alla Puglia, si raggiunge il punteggio minore relativo al numero di screening per abitante .

La Calabria risulta, inoltre, la regione che consuma meno farmaci equivalenti, affidandosi ai brand più conosciuti (solo il 15,8%)

 

Leggi qui!

Le mani della ‘ndrangheta di Reggio Calabria sul gioco on line. 68 arresti in Italia

Le mafie si sono spartite e controllano il mercato della raccolta illecita delle scommesse online. …