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Carabinieri - operazione Via col Vento

“Via col vento”, Lombardo: “Relazione costante e continua tra ‘ndrangheta e PA”

di Grazia Candido – “Dal lavoro che stiamo facendo, abbiamo tracce di relazione costante e continua tra ‘ndrangheta e Pubblica amministrazione”. Il Procuratore Aggiunto Giuseppe Lombardo lo evidenzia durante la conferenza di questa mattina al Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria dove sono stati illustrati tutti i dettagli dell’operazione “Via col Vento” che ha visto tra gi arrestati anche il sindaco di Cortale, Francesco Scalfaro, eletto con una lista civica, al quale sono stati concessi i domiciliari.

“Il provvedimento odierno costituisce l’esito di un’articolata attività d’indagine avviata nel 2012 dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Reggio Calabria, sotto la direzione della locale DDA, con il coordinamento del Procuratore Aggiunto Giuseppe Lombardo e dei Sostituti Procuratori Antonio De Bernardo, Giovanni Calamita e Antonella Crisafulli – ricorda il procuratore Giovanni Bombardieri – ed emerge il grande impegno di uomini dello Stato che sono riusciti ad entrare negli interessi della ‘ndrangheta per la realizzazione di parchi eolici. Dalle indagini poi, risulta che Giuseppe Evalto, imprenditore di Pizzo Calabro nel settore trasporti ritenuto affiliato ai Mancuso di Limbadi, è una figura presente in tutti gli episodi collegati alla realizzazione delle opere. Attraverso il controllo di questo personaggio che si relazione con gli imprenditori dell’area a nome dei vari gruppi ‘ndranghetisti, emerge il suo ruolo di rappresentante delle cosche. Inoltre, spicca la posizione di un pubblico amministratore, il sindaco, al quale è contestato il reato di concussione e deteneva in casa circa 30 mila euro”.
Il procuratore aggiunto Lombardo si sofferma sull’attività d’indagine collega alla più ampia operazione “Ultima spiaggia” avvenuta nel 2014 dove vennero eseguiti arresti nella consorteria mafiosa “Paviglianiti” ma “il nostro lavoro non è finito con quell’ordinanza sfociata con sentenza di condanna nel 2016, si è allargato verso quelle famiglie di ‘ndrangheta che monopolizzano settori di ampio profitto economico sia sul territorio calabrese che siciliano”.
“Evalto imprenditore e collettore degli interessi delle consorterie, rappresenta una figura “cerniera” in grado di relazionarsi con le due realtà, quella criminale e quella imprenditoriale – continua il PM Lombardo – e riesce ad imporre alle società impegnate nella realizzazione dei parchi eolici l’affidamento dei lavori, a favore di ditte colluse o compiacenti. Nel territorio della provincia reggina, gli imprenditori dovevano interfacciarsi con Antonino Paviglianiti, elemento di spicco dell’omonima cosca, egemone nei comuni di San Lorenzo e Bagaladi e, dalle ricostruzione fatte, abbiamo ulteriore dimostrazione di struttura stratificata della ‘ndrangheta”.
Il procuratore aggiunto si sofferma su “un ulteriore dato: la ‘ndrangheta estremamente potente nella gestione deglii affare privati, nel momento in cui interagisce con la Pubblica Amministrazione, subisce il rapporto con il pubblico amministratore, in questo caso il sindaco. Evalto infatti, cede alla richiesta del sindaco Scalfaro che aveva preteso l’assunzione di operai da lui indicati. In caso contrario, ci sarebbe stata la provvisoria chiusura di un nevralgico tratto di strada, causando, in tal modo, onerosi ritardi al cronoprogramma dei lavori”.
Il comandante provinciale Giuseppe Battaglia e il tenente colonnello Stefano Romano ribadiscono “l’operazione articolata che ha messo in luce anche il regime economico altamente non concorrenziale e numerosi episodi estorsivi in danno a delle aziende committenti, perfezionati grazie all’apporto di imprese colluse con le compagini mafiose egemoni sulle aree in cui sono state realizzate le opere. Grazie al lavoro certosino dei carabinieri sono state sequestrate 6 imprese per un valore di 42 milioni di euro”.

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