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"Restare in Calabria si può", De Masi contro la 'ndrangheta da Di Maio

“Restare in Calabria si può”, De Masi contro la ‘ndrangheta da Di Maio

La sua mission è sempre stata questa “Restare in Calabria si può”, De Masi, l’imprenditore calabrese Nino De Masi, lo ha ribadito all’incontro con il ministro Luigi di Maio

Dalla Calabria si può ripartire e si può rivendicare il diritto a vivere in un territorio normale. “Al Sud a Gioia Tauro abbiamo la capacità – dice Nino De Masidi essere competitivi e si può continuare a fare il proprio mestiere“. L’imprenditore calabrese è arrivato al ministero del Lavoro per incontrare il ministro Luigi De Maio e presentargli le sue proposte. Le aziende come la sua, che produce macchine agricole a Gioia Tauro, devono essere protette da una “barriera sociale” contro le mafie. “Ho scritto una lettera al governo perché credo di poter rappresentare una parte di Calabria operosa che ha l’incoscienza e la follia di mettersi contro i poteri criminali“, aggiunge De Masi. In particolare De Masi intende presentare a Di Maio due strumenti per la lotta alla criminalità: la partecipazione dei lavoratori agli utili della sua azienda è uno di questi. Poi c’è il progetto di “public company non a fini speculativi, ma sociali, per costruire una barriera sociale e poter dire cosche ‘ora provate a toccarmi'”

Nino De Masi l’imprenditore della lotta alle banche

De Masi è stato anche l’imprenditore calabrese che ha “scoperchiato la pentola dell’illegalità bancaria“, spiegando come il sistema “abusi di ruolo dominante”. “Al ministro Di Maio – ha proseguito – voglio spiegare che esiste in Calabria una realtà come la mia che può avere capacità di fare e gli chiederò se se la sente di tutelarci. Non chiedo e non ho mai chiesto pietà e assistenzialismo, ma solo di fare il mio mestiere da cittadino libero. Voglio fare progetti di sviluppo come un’impresa nel nord”.

E la risposta del ministro Di Maio a De Masi è stata chiara

“Ci mettiamo subito al lavoro perché quello che è successo a lui non debba capitare ad altre aziende. Questo è il tipo di imprenditore con cui questo governo vuole stare. Gli imprenditori che hanno a cuore i loro indipendenti e la legalità. Noi non staremo mai con chi ha campato di fondi pubblici. Con quel genere di aziende noi non vogliamo stare. Se gli imprenditori italiani sono degli eroi quelli del Sud sono dei supereroi perché combattono anche l’isolamento”.

 

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