Home / Primo piano / Pd calabrese spazzato via. Ora Oliverio liberi l’ostaggio

Pd calabrese spazzato via. Ora Oliverio liberi l’ostaggio

di Giusva Branca – Possiamo, come sempre, far finta di nulla, ma il dato sociopolitico del voto in Calabria esattamente nulla non è. E’ evidente che il Movimento stappa e festeggia al Sud cavalcando il malcontento, è altrettanto evidente che la coalizione di centrodestra, data per morta solo un paio di anni addietro tiene più che dignitosamente (e il dato della Lega, pur sorprendente con più del 5%, tuttavia non rappresenta il traino del quale si veste, invece, al Nord).

Ma, sempre se non vogliamo far finta di nulla, il voto calabrese ci consegna un dato inoppugnabile che non è né controvertibile e né interpretabile.

Il Pd calabrese, che governa moltissimi enti locali e, in primis la Regione, è stato spazzato via; di fatto non esiste più.

La bocciatura è fragorosa, la dignità politica è sparita dai radar del Pd e, con essa, una classe dirigente regionale che, con Magorno e Oliverio in testa, non può – ripeto – far finta di nulla.

Il Governatore supremo delle Calabrie, Mario Oliverio, porta in saccoccia un imbarazzante dato che proviene non solo su scala regionale, ma soprattutto a casa sua. I dati, ad esempio, che escono fuori dalle urne di San Giovanni in Fiore non lasciano scampo: il candidato dei 5 stelle ha totalizzato il 53,65% dei consensi contro un modestissimo 22,28% del Partito Democratico.

E’ agghiacciante, si, ma sorprendente no…

Cioè, ma veramente qualcuno pensava che il partito di governo nazionale e regionale, avrebbe rimediato una figura men che barbina in quella Calabria che è – sotto gli occhi di tutti – il simbolo della arretratezza, del sottosviluppo?

Quella Calabria abusata più e più volte da una classe dirigente che ha utilizzato la cappa opprimente della ‘ndrangheta come un alibi – perché, oltre alla cappa suddetta, c’è anche una evidente incapacità, inadeguatezza, arretratezza (culturale e politica) di chi governa – e il dato del Pd è la pagella a tutto questo, il voto finale a chi per non far nulla si è nascosto dietro il paravento della criminalità organizzata, pur invasivamente esistente.

La Regione Calabria è paralizzata da anni, solo per mettere insieme una mezza giunta Oliverio ci mise più di un anno (ah, il vizio della memoria che brutta cosa…), le politiche economiche – ammesso che esistano – si sono ribaltate non alla prima curva ma in parcheggio e sul piano sociale Oliverio ha lavorato fin dal primo giorno abbeverandosi all’antico brocardo del “divide et impera”, facendo di tutto per disgregare, disunire, per sfavorire quella coesione sociale (tra classi e zone geografiche) di cui la Calabria ha sempre difettato, alimentando una becera lotta tra poveri e rinfocolando pericolose guerre di campanile mai del tutto sopite, come accade a quelle cicatrici che ad ogni cambiamento climatico tornano a dolere.

Il conto finale, per il Pd calabrese e per il governo regionale è lì, impietoso e già bello e stampato. Resta solo un problema, che pare di poca importanza ma non lo è: chi lo presenta a Oliverio?

Di solito lo porta il cameriere, ma stavolta, a pagarlo, oltre al cliente, sarebbe il cameriere stesso che, con Oliverio, dovrebbe andare a casa lasciando libere le poltrone e liberando l’ostaggio, come a gran voce richiesto nelle urne dai Calabresi.

Fuor di metafora, un’opposizione nemmeno fintamente esistente dovrebbe chiedere alla maggioranza un atto di etica politica, di coscienza e di buon senso.

Ma stia tranquillo Oliverio, non sarà neppure chiamato a dover decidere, perché nessuno avrà le palle di chiederglielo.

E questa è un’altra storia.

O forse no…

Leggi qui!

Reggio Calabria – Incendiavano cavi di rame per venderli, arrestati due fratelli

Nella serata del 14 aprile scorso, gli Agenti della Polizia di Stato delle Volanti, nell’ambito …