Home / Primo piano / La cristianità e la letteratura di Dostoevskij: cioccolata con Tat’jana Kasatkina
Elena Mazzola e Tat’jana Kasatkina

La cristianità e la letteratura di Dostoevskij: cioccolata con Tat’jana Kasatkina

di Anna Foti – Ritrovare le linee del cuore dell’uomo tra le righe delle opere letterarie dello scrittore russo Fedor Michajlovič Dostoevskij, tra quelle citazioni bibliche portate alla luce da una ‘lettura da soggetto a soggetto’ delle sue opere e da una traduzione fedele all’esito di questo nuovo metodo di indagine. Ecco come nasce “Scritti dal sottosuolo”, edito da La Scuola in collaborazione con la fondazione San Benedetto nel 2016. A distanza di oltre un secolo e mezzo, grazie all’opera della filosofa, scrittrice e critica letteraria moscovita Tat’jana Kasatkina, dal 2009 direttrice del dipartimento di Teoria della letteratura presso L’Istituto di Letteratura Mondiale dell’accademia delle Scienze russa, e della linguista, traduttrice e docente universitaria Elena Mazzola, Dostoevskij rivela tutta la sua attualità e la sua centralità nel panorama dell’ermeneutica letteraria e nella riscoperta della dimensione cristiana dell’umanità.
Uno scrigno di storie e personaggi che Tat’jana Kasatkina, autrice di cinque monografie e di più di duecentocinquanta articoli scientifici sullo scrittore russo e guida della commissione per lo studio dell’opera di Dostoevskij da lei stessa fondata nel 2001, ha valorizzato attraverso il suo metodo di indagine denominato ‘lettura da soggetto a soggetto’, in cui il lettore-interprete si apre ad un vero e proprio dialogo con il testo che diventa interlocutore vivo e dinamico, con il quale si entra in una relazione inesorabilmente foriera di cambiamento.
Grazie alla collaborazione con la traduttrice, docente universitaria e linguista Elena Mazzola, originaria di Desio ma residente a Mosca dal 2002, nel segno dell’autore russo ‘cristiano’ e ritenuto uno dei massimo esponenti dell’Esistenzialismo, oggi arricchiscono il panorama culturale del nostro Paese anche le edizioni italiane di opere di Tat’jana Kasatkina come “Dal Paradiso all’inferno, i confini dell’umano in Dostoevskij” (Itaca edizioni 2012), “Dostoevskij. Il sacro nel profano” (Rizzoli 2012), “È Cristo che vive in te”, (Itaca edizioni 2012), “Scritti dal sottosuolo” (La Scuola 2016). Da alcuni anni lo scrittore russo e il metodo di lettura da soggetto a soggetto sono al centro dell’attività di insegnanti di scuola secondaria, docenti e ricercatori universitari di lingua e letteratura italiana e straniera, tutti appassionati di Dostoevskij, che tra Modena, Mirandola e Brescia conducono un percorso di formazione sull’ermeneutica letteraria con la sapiente collaborazione di Tat’jana Kasatkina ed Elena Mazzola. L’esperienza della Summer School, in cui culmina questa attività, consente che studenti e docenti siano entrambi coinvolti nella ricostruzione del significato dell’opera di Dostoevskij (www.ilmondoparla.com) attraverso l’esperienza di leggere da soggetto a soggetto. L’avventura partita tra le righe de “Le Notti bianche” spazia fino agli “Scritti da una casa morta”, passando per i racconti tratti dal “Diario di uno scrittore” (1876), “Il contadino Marej”, “Il bambino alla festa di Natale di Cristo” e “Il sogno di un uomo ridicolo”.
Leggere un libro come fosse viva testimonianza dell’umanità, lasciarsi raggiungere nell’animo dalle storie, dalle persone, dai personaggi e dai luoghi che hanno non solo il merito di essere state ben scritte ma anche il destino di non poter essere impunemente esplorate. La lettura è un’esperienza portatrice di un cambiamento rivoluzionario capace di restituire all’uomo la sua originaria e primigenia dimensione di essere tra gli esseri, in un mondo che torni ad essere ‘soggetto’, portatore di sentimenti, emozioni, gioie e dolori, speranza e fede e non più oggetto, posto a distanza per le ferite che è stato in grado di cagionare e subire, per l’orrore che è stato in grado di contenere e esprimere, per la disumanità che mostrato di poter alimentare e tramandare. Nel cielo di questa affascinante e vitale sfida, come una stella polare che si propone di orientare i lettori presenti e futuri, si staglia il metodo di ‘lettura da soggetto a soggetto’ che la scrittrice e critica letteraria russa Tat’jana Kasatkina invita a sperimentare nella lettura di colui che, con Tolstoj, è ritenuto il romanziere russo più importante di tutti i tempi, Fedor Michajlovič Dostoevskij.
“(…)Ogni rilettura del testo opera qualcosa anche in noi, perché leggere un testo impunemente non è possibile. Come qualsiasi personalità con cui entriamo in rapporto, anche il testo agiste, fa qualcosa a chi si relazione con lui realizzando, come accadeva nell’alchimia, un’influenza reciproca: noi influiamo sul testo e il testa agisce su di noi; ci trasformiamo reciprocamente (…)”, scrive Tat’jana Kasatkina.
A questo affascinante metodo di lettura e alla sua valorizzazione maturata dall’incontro con la letteratura di Dostoevskij e con la Fede, di cui si rivela straordinario approdo esplorativo, è dedicata la pubblicazione più recente “Scritti dal sottosuolo”, editi nel 2016 da La Scuola in collaborazione con la fondazione San Benedetto. Una traduzione ritenuta innovativa rispetto alle altre, per i riferimenti alle citazioni bibliche dispersesi nelle precedenti e che invece conferiscono integrità al testo originario di Dostoevskij, così comprensibile anche nella nostra lingua in modo più autentico e profondo. Il volume ospita nella sua seconda parte anche una sezione metodologica dedicata agli esiti del lavoro sul testo condotto, secondo il metodo di ‘lettura da soggetto a soggetto’.
Nei giorni scorsi Tat’jana Kasatkina, accompagnata da Elena Mazzola ha tenuto a Messina una lectio magistralis dal titolo “Il cuore dell’uomo”. L’iniziativa è stata promossa dal Cidi Messina (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti), su impulso di Stas’ Gawronski, giornalista e insegnante di scrittura creativa, che in diverse occasioni ha tenuto dei laboratori a Reggio Calabria in collaborazione con l’associazione culturale “Pietre di scarto”. L’incontro ha avuto luogo presso l’Istituto Teologico San Tommaso di Messina, città raggiunta passando per Reggio e attraversando lo Stretto. Grazie alla collaborazione di Rossella Bruno e Giusy Zinnarello, componenti del gruppo di animatori dei laboratori di scrittura condotti da Stas’ Gawronski, ho avuto il piacere di incontrarla. Mentre Tat’jana Kasatkina gustava la sua cioccolata calda, con l’aiuto dell’interprete Elena Mazzola, abbiamo conversato.
“L’attuale metodo di conoscenza, quello più diffuso, è un metodo da soggetto a oggetto, quest’ultimo considerato senza voce e sul quale vengono operate delle manipolazioni al fine di scoprire qualcosa su di esso, senza un autentico coinvolgimento nel rapporto. L’assenza di questo coinvolgimento misura la scientificità e la ripetibilità di questo metodo. Invece il metodo da soggetto a soggetto, ossia da uomo a testo, presuppone la volontà di conoscenza e di ascolto della voce di ciò che secondo il metodo scientifico è un oggetto e che invece, secondo questo metodo, ha un vero e proprio diritto di parola. Solo attraverso la relazione, si impara veramente che l’altro è un soggetto. In realtà è il mondo intero a dover essere inteso come un soggetto che continuamente cerca di entrare in comunicazione con noi ma noi siamo invece abituati ad interrompere fin dall’inizio questa relazione”, ha spiegato Tat’jana Kasatkina. Questo metodo, quindi, apre la strada alla comprensione di cose che altrimenti resterebbero nascoste e sconosciute; ciò che questo metodo propone è un cambiamento di coscienza, per ritornare a guardare al mondo come ad un soggetto, ad un’entità viva. Vederlo come un oggetto privo di anima ha consentito e consente all’uomo di auto assolversi rispetto a tutti gli abusi commessi. C’è dunque bisogno di considerare nuovamente il mondo come soggetto e, in una dimensione religiosa, di ricucire questo scollamento tra creazione e creatura. “La Creazione ha una sua dignità originaria: il rapporto con il mondo, nuovamente soggetto di una relazione con noi, la ripristina rendendola pienamente percepibile all’uomo. L’opera di Dostoevskij si inserisce in questo percorso per il costante e immutabile Amore a Cristo che ha animato prima l’uomo e poi lo scrittore. Incontrovertibile per Dostoevskij la verità della venuta di un Uomo in cui era manifesta tutta la bellezza possibile. Fin dall’inizio del suo percorso di scrittore sono stati chiari alcuni fatti, poi saldatisi nel Cristianesimo e sublimatisi nella Fede. Il mondo è intrinsecamente legato: ad ogni accadimento seguirà una reazione”. La lettura diventa così stimolo a guardare fuori per guardare meglio dentro, a cambiare anche noi senza pretendere sempre che i mutamenti siano dovere di altri e del mondo intorno, fuori da noi stessi. Durante la nostra conversazione Tat’jana Kasatkina richiama anche Divo Barsotti, monaco cristiano, presbitero, fondatore della Comunità dei Figli di Dio e scrittore, scomparso nel 2006, ed esegeta di Leopardi e Dostoevski. Di quest’ultimo Barsotti scrisse: «Forse è la sua passione per Cristo che mi svegliò dal sonno come non mi aveva svegliato né la visione della Provvidenza in Manzoni, né la teologia di Dante (…)
Per lui mi ha parlato Dio. L’ho riconosciuto nel tormento di Raskòlnikov dopo il delitto, nella pietà e nella forza di Sonja […]; l’ho amato nell’umiltà e nella dolcezza di Sonia de L’adolescente, nella luminosa bellezza di Macario, l’ho sentito presente nell’umiltà di Tichon ma anche nell’orrore della morte di Kirillov e nella condanna di Stavrògin, finalmente l’ho veduto nello staretz Zosima e in Aljòsa. Sempre Dio era presente. La sua presenza dava un senso agli avvenimenti, dava un nome a ogni uomo. Il silenzio non era vuoto, era il silenzio di Dio che riempiva di sé ogni luogo, ogni avvenimento, era la vita nella comunione con lui, era la morte nella volontà di rifiutarlo, di volerlo negare».

Leggi qui!

Raccolta differenziata Reggio Calabria: la polvere era sotto al tappeto

Raccolta differenziata Reggio Calabria: quasi una iattura per la città.  Il risultato è  sotto gli …