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    Ventotto chili di cocaina purissima: nuovo sequestro a Gioia Tauro

    Ventotto chili di cocaina purissima, suddivisi in 25 panetti, per un valore di 5 milioni e seicentomila euro. E’ il bilancio del nuovo sequestro eseguito al porto di Gioia Tauro Tauro dagli uomini della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Reggio Calabria e dell’Agenzia delle Dogane, coordinati dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, guidata da Federico Cafiero De Raho. Il sistema utilizzato per cercare di introdurre la droga nel nostro paese è sempre lo stesso: occultamento di borsoni pieni di cocaina all’interno di un container – in questo caso contenente un carico di caffè spedito da Puertocortes (Honduras) e diretto a Instanbul (Turchia).
    L’attenzione e lo sforzo sono massimi per cercare di limitare un fenomeno che affligge purtroppo non solo le fasce di popolazione più giovani ma anche una platea molto più vasta, cui sono da imputare anche una serie di costi “sociali” che possono essere intesi come quelli sopportati dai cittadini e dalla collettività, direttamente ed indirettamente, derivanti dalle conseguenze dell’uso di droga e del mercato ad esso connesso.
    Basti pensare alle enormi ricadute, in termini di costi per la società, in tema di sforzi volti a garantire la sicurezza pubblica, la cura e la riabilitazione dei soggetti tossicodipendenti o al finanziamento degli interventi di prevenzione e di assistenza sociale.
    Un ulteriore problema è dato anche dai costi aggiuntivi determinati dall’immissione sul mercato delle enormi quantità di denaro proveniente dal traffico e dallo spaccio di tali sostanze: tali somme infatti, una volta reinvestite e riciclate, sono in grado di inquinare pesantemente i circuiti legali dell’economia e di alterare le condizioni di concorrenza, sottraendo opportunità di lavoro alle imprese che rispettano le regole.