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    Reggio Calabria – Marra (Map): ‘A volte dignità e comprensione zero presso il G.O.M’

    “Non posso che esprimere le mie sentite condoglianze e di tutto il nostro movimento, alla famiglia anonima che qualche giorno (leggi qui) fa ha voluto mettere a conoscenza l’ennesimo caso di dignità e comprensione zero presso il Grande Ospedale Metropolitano”.

    Lo scrive in una nota  Pietro Marra, presidente del Map  (Movimento Autonomo popolare). 

    “Purtroppo – prosegue –  leggendo tutto il racconto del figlio per la tragica morte del padre, non rimango per niente stupefatto in quanto negli ultimi cinque anni ho fatto vari e dettagliati comunicati stampa per evidenziare la crisi presso il Pronto Soccorso e in qualche reparto dell’ospedale; mancanza di infermieri, di barellieri, di ambulanze e dei turni massacranti a cui il personale deve provvedere per non lasciare scoperti alcuni reparti.

    Purtroppo tante volte alcuni medici non si rendono conto che stando dall’altre parte quando si arriva d’urgenza in Pronto Soccorso si pensa soltanto al bene del proprio caro quindi l’agitazione è d’obbligo specialmente se sono bambini, ma questo non vuol dire che se arrivi con un malato oncologico o con un anziana di 93 anni i comportamenti del personale devono essere diversi. Invece è così anche perché ci siamo passati personalmente negli ultimi anni con i miei nonni, e volendo citare soltanto uno dei tantissimi casi , dal reparto di medicina ci dicono che “ se vogliamo riportare a casa la nonnina visto che avrà 24/48 ore di vita “ conviene farlo subito. Dopo una valutazione si decide di firmare e portarla a casa ma non ci arrendiamo e chiamiamo due infermieri per continuare antibiotici e punture ( causa calcoli alla colecisti ) nello sperare soprattutto di alleviare il dolore. Morale della favola è che facendo i dovuti scongiuri, la nonnina passato circa un’anno è a casa, ogni tanto con qualche ricaduta ma seguendo la cura tampona il problema e quindi preferisco non esprimere giudizi sui quei medici.

    Ritornando al caso del signore che se fosse stato seguito con più attenzione e amore si sarebbe potuto salvare non spetta a me dirlo, ma visto che è stata richiesta la cartella clinica, forse si potrà sapere qualcosa di più. Dico forse perché la mia famiglia ha fatto molto di più per la morte sospetta della propria cara di 64 anni nel dicembre 2017 presso il G.O.M., cioè denuncia al Comando Provinciale dei Carabinieri con successiva autopsia, ma a quasi due anni dall’accaduto e dopo il primo tentativo della Procura di chiudere tutto come se nulla fosse successo e il nostro ovvio ricorso, siamo ancora in attesa di essere chiamati da qualcuno per spiegare l’accaduto sconvolgente presso il reparto di Urologia.

    Tutto ciò contribuisce a fare scappare la gente verso gli ospedali del nord, ad aumentare la paura per quando accade un’emergenza familiare in quanto devi pensare non solo al problema del tuo caro ma a quando arrivi al Pronto Soccorso se ti faranno entrare senza fare “commedie”, all’incomprensione di alcuni medici che si “scannano” tra loro o pensano a dire che le carenze portano a tutto questo.

    Ovviamente la politica ha le sue colpe principali, dalle notizie degli ultimi giorni ho letto che si rischia di avere pochissimi medici in corsia e pronto soccorso, mancano Direttori e Dirigenti, le Asp commissariate e per ora conviene fermarsi qui. Ovviamente ringrazio la categoria di medici, infermieri e volontari che svolgono con amore il proprio dovere.

    Godiamoci la nostra festa in città, della nostra Madonna della Consolazione, che preghi sempre per tutti noi e per la città di Reggio sperando che prima o poi qualcosa cambierà”.