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    In materassino da Scilla a Messina: potrebbe essere una bufala

    Il ventottenne di Reggio Calabria, protagonista della vicenda più incredibile dell’estate, non pare intenzionato a rilasciare un’intervista che potrebbe svelare definitivamente la verità su un fatto che è diventato una sorta di caso sociale.

    Al momento la vicenda è passata alla storia come quella di un ragazzo che si addormenta su un materassino a pochi metri dalla riva di Scilla e dieci ore dopo si risveglia a Messina.

    A ben leggere, infatti, (leggi qui), la ricostruzione della Capitaneria di Porto si fa riferimento al fatto che le ricerche, effettuate con tanti mezzi, abbiano dato esito positivo rintracciando il disperso a due miglia dalla costa di Scilla.

    Tuttavia, il Corriere della Sera ha inteso sottolineare come è improbabile che si possa essere verificato l’attraversamento dello Stretto senza che nessuno se ne sia accorto.

    Soprattutto di giorno, infatti, viene messo in evidenza come lo Stretto, in questo periodo, sia solcato in lungo e in largo da barche occupate nella caccia al pesce spada che hanno torri di avvistamento da dieci metri. A ciò si aggiungono le tante imbarcazioni private e le crociere che passano ad ogni ora.

    Subito dopo l’allarme, inoltre, è scattata una ricerca spasmodica con l’ausilio di tre motovedette, un gommone, un’unità navale proveniente da Catania e un elicottero.

    Un uomo su un materassino, con la luce del giorno, sarebbe stato facilmente individuabile. Attualmente la pista più accreditata nella ricostruzione dei fatti è che l’uomo non si sia mai allontanato troppo dalla riva e che sia alla fine rimasto sempre vicino ad una scogliera nei pressi del castello Ruffo.

    Verrebbe dunque a cadere l’ipotesi di un’avventura leggendaria.

    Leggi qui l’ultima precisazione della Capitaneria di Porto.