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    Inaugurata la fontana “Terre di Pietro” a San Roberto

    E’ stata inaugurata oggi, fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale di San Roberto (RC), la fontana “Terre di Pietro”, sita a S. Angelo, lungo la strada che da Melia conduce ai Piani d’Aspromonte.

    Una fonte naturale, potabile, messa a disposizione della comunità, che ha dimostrato di apprezzare vivamente l’iniziativa promossa dall’ente comunale attraverso l’impegno costante e quotidiano del Vicesindaco Carmelo Sgarlato.

    Una inaugurazione che è un gesto simbolico di grande attenzione, che dimostra l’impegno dell’esecutivo a sostegno dei cittadini (anche per il risparmio economico che deriva dall’uso gratuito dell’acqua pubblica), ma, soprattutto, per la valorizzazione dell’acqua come “bene pubblico”, tema assai caro alla nostra regione, ed infine per il miglioramento della qualità ambientale, considerata la riduzione dei rifiuti, di plastica in particolare, che può derivare dall’approvvigionamento di acqua pubblica.

    Alla cerimonia erano presenti autorità militari, civili e religiose. Tra loro Padre Pasquale Triulcio, guida spirituale della comunità di Melia che ha benedetto l’opera e che, riprendendo il messaggio di Papa Francesco, ha parlato di “acqua, elemento tanto semplice e prezioso, simbolo essenziale di purificazione e di vita, di rinascita, come testimonia Gesù sulla Croce. Preghiamo affinché le acque non siano segno di separazione tra i popoli, ma di incontro per la comunità umana. Preghiamo perché sia salvaguardato chi in acqua rischia la vita in cerca di un futuro migliore”.

    “Ci ritroviamo qui oggi – ha esordito il Sindaco di San Roberto, Roberto Vizzari, per un’altra importante manifestazione. Un’altra tra le tante inaugurazioni effettuate in questi anni, che stanno lì a certificare il lavoro svolto al servizio del territorio e dei cittadini. Noi siamo per l’acqua pubblica, lo abbiamo sempre dimostrato. L’acqua è un bene comune, non c’è bisogno di argomentarlo. E’ fondamentale garantire l’acqua a tutti – a prescindere dalle loro possibilità economiche – quella privata persegue il profitto. E non è quello che vogliamo”.

    “Desidero ringraziare – ha continuato – tutti quelli che hanno dato il loro contributo per la realizzazione dell’opera, venuta alla luce anche grazie ai lavoratori in mobilità a disposizione del nostro ente. Noi – ha concluso – crediamo nell’idea delle ‘città come bene comune’. Luoghi dove non si consuma il territorio e non si creano zone marginali ma, anzi, si rigenerano gli spazi e si recuperano i beni. Crediamo nelle opere pubbliche innovative e di qualità, utili a rafforzare l’orgoglio di appartenenza dei cittadini nonché l’identità e la riconoscibilità del territorio. Queste idee vogliamo svilupparle nel corso di un cammino che deve continuare per creare sviluppo”.

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