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Catanzaro – Straordinario Gullotta protagonista in Pensaci Giacomino

Il pubblico delle grandi occasioni gremiva in ogni settore il Teatro Comunale di Catanzaro dove Martedì 11 dicembre alle ore 21 si è esibito il grande attore Leo Gullotta protagonista assoluto in Pensaci Giacomino di Luigi Pirandello per la stagione di Prosa AMA Calabria.

Leo Gullotta non ha deluso le aspettative attraverso una prova viva, ironica con punte di garbata comicità nella quale sono emerse tutte le qualità del suo enorme talento e il pubblico ha tributato allartista un vero e proprio trionfo con numerosi applausi a scena aperta e una standing ovation finale.
Accanto a Leo Gullotta in scena i bravissimi Liborio Natali, Rita Abela, Federica Bern, Valentina Gristina, Gaia Lo Vecchio, Marco Guglielmi, Valerio Santi e Sergio Mascherpa ottimamente diretti da Fabio Grossi.
La scenografia dello spettacolo di Angela Gallaro Goracci che firma anche costumi, è in uno stile pittorico che richiama lespressionismo tedesco tanto caro a Pirandello. I protagonisti sono sovrastati da Giganti, atti a rappresentare lenorme peso del becero commento, della calunnia sociale, del perbenismo fasullo dei baciapile. Non abbandoneranno mai la scena, proprio come corsi e ricorsi storici vocazionali, tòpoi pirandelliani sempre presenti nelle sue opere. La musica, non di semplice commento, ma forte e propositiva, propone la voce critica della regia, permutante liriche scritte da Pirandello e usate a commento della tragedia civile che si va consumando sulla scena. Durante lo spettacolo il pubblico ha potuto registrare tutta lattualità del testo pirandelliano dove si affrontano in singolar tenzone, la solitudine, la condizione femminile, larrivismo dei burocrati, linvadenza dei rappresentanti ecclesiastici, luomo depauperato fino al riscatto dorgoglio. Tra questi ingranaggi, chi ci rimette di più è la donna, che si vuole sottomessa al giudizio di una società benpensante. E penalizzato è anche il ruolo dellinsegnate bistrattato e mal pagato, ieri come oggi, in barba alla delicata funzione sociale che soprintende. Da qui il matrimonio di facciata contratto da Agostino Toti per sottrarre Maddalena al destino di ragazza madre, dal momento che il coetaneo Giacomino, che ama e da cui è riamata, non ha il coraggio di assumersi le giuste responsabilità e vincere le resistenze della propria famiglia. Tutto questo è stato restituito dalla superba prova di Leo Gullotta al quale al termine dello spettacolo è stata donato un omaggio dal Maestro orafo lametino Eugenio Rocca.

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