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Metanizzazione Reggio Calabria, Siclari chiama in causa Di Maio

«Presenterò un’interrogazione parlamentare per chiedere spiegazioni al ministro per lo sviluppo economico circa i mancanti interventi, previsti dalla legge, sulla questione metanizzazione a Reggio Calabria».

Il senatore Marco Siclari, non trascurando le segnalazioni arrivate dal partito provinciale di Forza Italia nelle denunce del responsabile degli enti locali Nuccio Pizzimenti e del consigliere comunale Pino D’Ascoli, ha inteso puntare i fari su una questione delicata che ha creato un nocumento non indifferente tanto agli imprenditori interessati quanto ai cittadini che, a distanza di anni, attendono ancora il servizio. In particolare, Siclari chiederà conto al ministro Di Maio su una vicenda che non può passare inosservata: l’affidamento della gestione del servizio di metanizzazione a ditte esterne doveva avvenire entro il 18.11.2016. Alle inadempienze della Città Metropolitana e del sindaco Giuseppe Falcomatà avrebbe dovuto supplire la Regione che, invece, è arrivata con due anni di ritardo alla nomina del commissario ad acta.

«Il ministro Di Maio, responsabile del dicastero dello sviluppo economico dovrà fare luce sulla vicenda e chiarire il perché, viste le inadempienze tanto dalla Metrocity quanto dalla Regione, non sia intervenuto per far rispettare i termini di legge consentendo, invece, che imprese e cittadini pagassero il prezzo di due anni ingiustificati di ritardo. Per l’ennesima volta, la distrazione di chi Governa ha permesso che si perdesse un’occasione di sviluppo importate tanto per gli imprenditori che avrebbero investito sul territorio creando lavoro e occupazione tanto per le famiglie che continuano ad attendere un servizio che consente un risparmio notevole. Accertare le responsabilità di queste mancanze è doveroso nei confronti di una città che per colpa di una politica assente continua a pagare il prezzo più alto rimanendo arretrata e vedendosi privata di servizi importanti. Per non parlare del danno economico creato alle tante aziende che già dal 2016 avrebbero potuto lavorare per fornire il metano. Si continuano a sperperare risorse e opportunità di crescita e questo non possiamo più consentirlo. Per i comuni inadempienti era previsto che la Regione di competenza nominasse un commissario ad acta e, in caso di inerzia, la nomina spettava direttamente dal Ministero Sviluppo Economico. Perché, dunque, nonostante le prescrizioni di legge sono passati nel silenzio più assoluto due anni?», a questa domanda del senatore azzurro sarà chiamato a rispondere Di Maio.

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