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Il porto di Gioia Tauro perde pezzi, spera nella Zes, ma il MIT è attento

Gioia Tauro, Filt Cgil: “Lavorano i non autorizzati e non lavoratori Port Agency”

La Filt Cgil denuncia “la situazione che si è verificata nel porto di Gioia Tauro, dove, nonostante l’accordo con il Governo, le Istituzioni locali e Regionali, che abbiamo sottoscritto a Palazzo Chigi nel 2016, di fatto è ancora aperta la ferita operata sull’occupazione dei lavoratori del porto di Gioia Tauro, in seguito alla crisi aperta da Medcenter Container Terminal (MCT).
È stato individuato un percorso, ritenuto da noi fondamentale, che ha salvaguardato almeno una parte dei livelli retributivi dei lavoratori licenziati da MCT, con oneri a carico dello Stato, nelle more di riqualificazioni professionali e ricollocazioni lavorative nel breve medio periodo.
Un accordo che abbiamo firmato, convinti che non dovessero essere scaricate sui lavoratori, le responsabilità del calo dei flussi di traffici che si sono registrati nel porto di Gioia Tauro, i quali, meritavano un procedimento a loro tutela “istituzionalizzato”, a garanzia di una prospettiva di reimpiego.
Ciononostante, abbiamo appreso, da nostre verifiche fatte in ambito portuale, che per rispondere a carichi di lavoro eccessivi, la società Auto Terminal Gioia Tauro, (ATGT) ha adottato soluzioni lavorative non previste dalla Legge 84/94 e s.m.e i., reclutando personale dalla Compagnia Portuale di Napoli-Pontecagnano-Civitavecchia, ad integrazione del proprio personale dipendente del Terminal.
Un fatto gravissimo, che oltre a meritare l’apertura di una indagine da parte degli Organi Istituzionali Competenti alla vigilanza e al controllo, a partire dall’AdSP, lede la dignità dei lavoratori, delle loro famiglie e mette in discussione accordi nazionali più complessivi che prevedono anche investimenti infrastrutturali.
Non possiamo permettere che ciò accada, pena la rivisitazione di impegni già assunti che ricaccerebbero il porto di Gioia Tauro ed il suo sistema portuale in una condizione di indeterminatezza sul futuro.
Considerata la gravità della situazione, chiediamo che si faccia immediatamente luce sull’accaduto, confidando negli esiti di un’istruttoria, che accerti i fatti e soprattutto, ne impedisca eventuali strascichi o repliche, convocando un incontro tra tutti i soggetti coinvolti per scongiurare gravi conseguenze di carattere sociale”.

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