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Reggio Calabria, dossier opere pubbliche Ance

Reggio Calabria, dossier opere pubbliche Ance

Nel dossier opere pubbliche Ance Reggio Calabria emerge come queste siano paralizzate per oltre un miliardo di euro

“Gli appalti pubblici, banditi da qualsiasi committente, nella provincia di Reggio Calabria, sono avvolti in una nebulosa. Opere per centinaia di milioni di euro, a causa dei motivi più disparati, sono oggi completamente bloccate. La riattivazione delle stesse spingerebbe Reggio e la sua provincia fuori dalla crisi, facendo ripartire l’edilizia, vero motore dell’industria di questo territorio e immettendo in circolazione una grande quantità di denaro che aiuterebbe tutti i comparti produttivi”.
È quanto si legge in un dossier di Ance Reggio Calabria che denuncia il mancato avvio o il blocco di centinaia di opere pubbliche che interessano l’intero territorio metropolitano. La ricerca, che utilizza dati messi a disposizione da Cassa edile, traccia un quadro desolante di un territorio che continua a rimanere fanalino di coda, anche nell’ambito della stessa Calabria, di tutti gli indicatori socio-economici dell’intero territorio nazionale. Nel documento, che è stato inviato anche al Prefetto di Reggio Calabria, sono contenuti i dettagli degli interventi la cui cantierizzazione era prevista per l’anno in corso, come più volte assicurato dagli enti che hanno competenza sull’attivazione di programmi strategici come il Patto per il Sud – Città metropolitana, la rimodulazione del decreto Reggio, il PON Metro 2014-2020, il Patto per la Calabria ed altri finanziamenti previsti da apposite leggi.
Basta la semplice lettura dei macrodati per rendersi conto di quale sia il danno economico-occupazionale, con risvolti preoccupanti per la coesione sociale, che la situazione denunciata dall’Ance provoca allo sviluppo di questa terra.
Dal 2008 (anno d’inizio della crisi) a giugno 2017 le imprese sono diminuite di 390 unità (26,32%). La scomposizione del dato evidenzia che il maggior numero di questo drastica diminuzione è concentrato nel periodo 2012 – giugno 2017: -215 imprese (14,64 %).
Di conseguenza anche l’occupazione ha registrato un dato negativo: dal 2008 a giugno 2017, infatti, il numero di operai impegnati nell’edilizia è diminuito di 4.564 unità (52,81%) e il calo maggiore è concentrato nel quinquennio 2012 -giugno 2017: – 3136 addetti (40,12%).
In forte flessione anche il monte salari dell’intero settore edile: meno 39,066 milioni di euro (56,43%) tra il 2008 – giugno 2017; anche in questo caso il periodo di maggiore crisi è compreso tra 2012 e il giugno dell’anno in corso: -23,625 milioni di euro (39,97%).
Nel dossier viene indicato il valore degli interventi pubblici attivabili in breve tempo: opere appaltate e ferme a vario titolo per € 178.336.656,01; opere del Patto per il Sud – Città Metropolitana di Reggio Calabria (con apertura cantieri programmata al 2017) € 88.073.872,02; rimodulazione Decreto Reggio (opere già programmate) € 261.612.246,00; rimodulazione Decreto Reggio (opere di nuova programmazione) € 89.156.338,17; PON Metro 2014‐2020 per infrastrutture € 18.075.034,07; interventi previsti nell’ambito del Patto per la Calabria, localizzate in provincia di Reggio Calabria (porto di Gioia Tauro, sistema diga del Menta e Metramo, ospedale Morelli) € 382.889.824,00; opere del Patto per la Calabria comprendenti interventi nella Città Metropolitana di Reggio Calabria pari a € 1.833.671.488.
Il dossier è completato dalle tabelle dei singoli interventi, che riportano l’ammontare complessivo del finanziamento, il costo e la previsione d’inizio dei lavori e tutte le altre notizie relative all’iter tecnico-burocratico.
“I dati contenuti nella ricerca – dice Francesco Siclari, presidente di Ance Reggio Calabria – rivelano la drammaticità della situazione del comparto edilizio del territorio della Città metropolitana. Il dossier, presentato insieme alla Confindustria reggina, è stato trasmesso al Prefetto Michele Di Bari, perché, certi della sua sensibilità, intervenga personalmente e sottoponga il dramma dell’edilizia all’attenzione del Governo nazionale. Non bastano le risorse economiche – sottolinea Siclari – se non ci sono quelle umane indispensabili per portare avanti i procedimenti amministrativi. Dalla lettura dei numeri del nostro studio emerge il tracollo dell’edilizia che da sempre rappresenta l’elemento trainante dell’economia reggina. La paralisi delle opere pubbliche – termina il presidente dell’Associazione costruttori della provincia di Reggio Calabria – è la conseguenza di una serie di concause sulle quali non spetta a noi indagare, perché il nostro ruolo è quello di invocare a gran voce lo sblocco degli appalti e, di conseguenza, l’apertura dei cantieri. Il lavoro è l’unico antidoto ai mali sociali che affliggono Reggio e l’intera Città metropolitana”.

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