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Reggio Calabria: Officina dell’arte e Porto delle Grazie sinergia per il Cilea

Una nuova sinergia per valorizzare cultura e una delle risorse naturali più belle della Calabria. L’Officina dell’Arte e il Porto delle Grazie – Marina di Roccella hanno avviato una collaborazione per “continuare a portare in riva allo Stretto una stagione ricca e appassionante”.
“Pensiamo che questa cooperazione fra la Città capoluogo e la nostra struttura diportistica sulla fascia costiera Jonica colga appieno due necessità manifestate dal nostro territorio – spiega l’amministratore unico Giorgio Sotira – da un lato sorreggere, attraverso la forza della rete e del lavoro di squadra, la vocazione naturale della nostra Regione, ossia cultura e turismo quali elementi centrale di attrattività; dall’altro, favorire la conoscenza di quegli eventi e di quelle eccellenze che esistono nell’ambito della Città Metropolitana di Reggio Calabria”.
Una collaborazione che mette a confronto professionisti di questa terra che vogliono incentivare “un percorso lavorativo che sviluppa una forte imprenditoria in molteplici settori dell’economia del Paese” secondo il leader della compagnia teatrale “Officina dell’Arte” Peppe Piromalli pronto insieme ad Antonio Malaspina e a tutto lo staff a partire con la stagione artistica al teatro “Francesco Cilea” sabato 21 Ottobre con lo spettacolo “Cattivissimo Max” dell’attore romano Max Giusti.
“Insieme all’amministratore Sotira, abbiamo creato un binomio tra due entità importanti di questa terra per far conoscere i nostri tesori, le preziose risorse umane e paesaggistiche ed aprire le porte ad un target interessato a conoscere realtà ancora poco note. Il Porto delle Grazie – Marina di Roccella con 450 posti barca fino a 50 metri di lunghezza, è la più grande infrastruttura da diporto della Città Metropolitana di Reggio Calabria e, nel 2017, la struttura portuale si è distinta per essere stata insignita dell’unica Bandiera Blu degli Approdi Turistici fra Calabria e Sicilia. La relazione tra mondo imprenditoriale e quello culturale-artistico – conclude l’attore Piromalli – attraverso forme eterogenee che arrivano a toccare direttamente anche i big della distribuzione, diventa una chiave interessante per aprire nuovi asset espressivi e si inserisce all’interno di un consolidato rapporto della catena con i tesori artistici, architettonici e culturali dei nostri territori”.

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