Ecomafia
Ecomafia: Calabria seconda anche nel ciclo del cemento PDF Stampa E-mail
Lunedì 23 Giugno 2008 13:02

SEMPRE PIU' INQUIETANTI I DATI DIFFUSI DA LEGAMBIENTEedilizia.jpg
di Anna Foti
Con 972 infrazioni accertate la Calabria, guadagna il secondo posto dopo la Campania, nella classifica delle illegalità nel ciclo del cemento. Il rapporto ecomafia stilato da Legambiente e relativo allo scorso anno, continua a non riservare buone notizie per la nostra regione e a denunciarne un profondo ed espanso tessuto criminale.

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Il Rapporto Ecomafia 2008 di Legambiente. (Audio conferenza) PDF Stampa E-mail
Sabato 14 Giugno 2008 19:30

legambienteLegambiente presenta l'annuale rapporto sulla criminalità ambientale. Aumentano i reati contro l'ambiente crescono gli incendi dolosi e i clan e nei terreni agricoli spunta il seme dell'illegalità. Il volume è edito da Edizioni Ambiente.

Aumentano i reati, le persone denunciate, i sequestri effettuati e i clan: nel 2007 tutti i numeri dell'illegalità ambientale in Italia crescono in maniera preoccupante. Crescono in particolare gli incendi boschivi dolosi e gli illeciti accertati nei cicli del cemento e dei rifiuti. Sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta poco meno di 2000 metri.

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Calabria: seconda regione per illegalità ambientali PDF Stampa E-mail
Venerdì 06 Giugno 2008 12:02

rifiuti_radiodi Anna Foti

Scarti o avanzi della più diverse attività umane, i rifiuti possono divenire risorsa se correttamentre riciclati oppure, se irresponsabilmentre smaltiti o illegalmente gestiti e accumulati in siti abusivi, possono divenire causa di inquinamento ambientale e veleni che danneggiano la salute. Ebbene in alcune regioni di Italia, prevalentemente meridionali con la Calabria al quarto posto dopo la Campania, il Veneto e la Puglia, la questione rifiuti degenera in rischio e non rappresenta una risorsa. La risposta risiede nel fatto che essa è legata a doppio filo con le attività criminali di stampo mafioso. Ospitante significative quantità di rifiuti autoprodotti o importati dalla Croazia, dalla Serbia e dall'Albania, l' Italia non disdegna di esportarle anche all'estero, verso Hong Kong, Tunisia, Pakistan, Cina e Senegal. 

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