Allarme nel reggino per la piena del Valanidi PDF Stampa E-mail
Mercoledì 10 Marzo 2010 10:29

Riceviamo e pubblichiamo: E’ il caso proprio di dirlo, stamani la goccia ha fatto traboccare il vaso. Le continue piogge che da giorni ci stanno martoriando hanno notevolmente ingrossato i torrenti creando in qualche caso disagio e preoccupazione.

Nel caso particolare i due torrenti Valanidi, che stanno scendendo a valle una quantità di acqua che da anni non si vedeva, hanno isolato completamente decine di abitazioni e numerose aziende che operano nell’area.

Stamani è stato impossibile allontanarsi dalle proprie abitazioni, e solo qualche temerario con qualche grosso fuoristrada è riuscito a sfidare a proprio rischio e pericolo la furia dell’acqua.

Non vorrei immaginare, in caso di necessità o malessere di qualcuno, come possa essere prestato soccorso.

Esiste una strada di collegamento, che da monte porta a valle, utilizzata storicamente da sempre dai cittadini del luogo e che garantiva l’unica possibilità di collegamento con le strade asfaltate.

Bene questa strada da 3 anni è stata chiusa , ostruendola con alcuni massi, si dice per mettere in sicurezza il cantiere per la costruzione del ponte che attraversa lo stesso torrente e che porta alla costruenda area della comarc.

I lavori di costruzione del ponte sembrerebbero da tempi ultimati, almeno per quella parte che potrebbe rappresentare un pericolo per chi ci transita sotto.

Come mai questa strada non viene riaperta al transito almeno delle autovetture?

Perché costringere la gente a non potersi muovere da casa,  anche in  caso di grave necessità, privandola di questa ulteriore alternativa?

Perché almeno in tali situazioni metereologiche non si pensa di liberare questa strada da quei massi artificiali e garantire un minimo di mobilità e sicurezza alla gente?

Perché non si pensa a completare quel progetto di mobilità, di cui si parla da anni, e che sarebbe la soluzione definitiva alle reali necessità della gente e alle numerose aziende del luogo?

Inoltre a valle il torrente ha ormai portato tanto di quel materiale da aver ostruito quasi completamente il lume sotto il ponte della linea ferroviaria.

Ancora alcuni giorni in tale situazione  e l’acqua inonderà la ferrovia rappresentando un serio pericolo anche per gli abitanti di San Gregorio.

L’alluvione del 1953 ha insegnato poco o è stata già dimenticata?

 

 

dott. Demetrio De Stefano

 
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