NUBIFRAGIO A REGGIO, CITTA' IN GINOCCHIO.

REGGIO ISOLATA DA NORD, NON SI ENTRA NE' SI ESCE

MUORE PROVANDO A SCENDERE DA TRENO

IN CORSA


Quante notizie dall'incontro in Prefettura a Reggio? Pochissime.
di Francesco Creazzo - Quali notizie dall’incontro tra il ministro dell’Interno Roberto Maroni e i vertici giudiziari e amministrativi locali? Pochissime. “Rimpolperemo organici e bilanci della procura reggina” ha detto il ministro all’uscita dal lungo Leggi tutto.


Per attaccare la borghesia mafiosa serve senso di responsabilità. Anche da parte della magistratura
di Giusva Branca – No, non mi convinceranno mai. Questa non è ‘ndrangheta. O, per lo meno, lo sarà anche nella sua fase realizzativa, ma non nell’ideazione. Leggi tutto.


Scopelliti a Libero: "Non è ndrangheta, è borghesia mafiosa. Ma non ci fermeranno"
“Vogliono colpire la nuova Calabria, ma non mi fermeranno. Sono quindici anni che combatto per le istituzioni dando segnali di legalità”. Lo ha detto – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta - il Presidente Leggi tutto.


Ostacoli a De Magistris: chiesto il rinvio a giudizio per magistrati, avvocati e imprenditori
 Arrivano le prime risultanze giudiziarie rispetto alle denunce dell'ex Pm di Catanzaro, Luigi De Magistris in merito a tentativi di delegittimazione ed ostacolo alla sua attività. La procura di Salerno, infatti, ha richiesto il rinvio a giudizio per il procuratore della Leggi tutto.


La Giunta che non ti aspetti: le magliette ''Nessun proiettile fermerà il cambiamento''
foto di Attilio Morabito - L'idea è stata dell'assessore Giacomo Mancini e l'intera giunta regionale l'ha colta al volo: presieduta dal vicepresidente Antonella Stasi l'esecutivo Leggi tutto.

__________ULTIME DALLA CALABRIA E DA MESSINA____

Messina Cosenza Catanzaro Vibo Crotone Reggio
Tragedia a Milazzo, muore un sub Tragedia a Milazzo, muore un sub
di Dario Lo Cascio - Rosario Mancuso, quarant’anni, veterinario, originario di Catanzaro ma residente ad Itala, nel messinese, è morto ieri, nel tardo pomeriggio, durante un’immersione a largo di Capo Milazzo. ...Leggi tutto
L’appello alle forze politiche di Nino Foti (Pdl): “Per le prossime regionali serve un idea nuova per una Regione allo sfascio”
Giovedì 03 Settembre 2009 16:44

Non è importante quale partito vincerà le prossime elezioni regionali in Calabria ma ciò che conta veramente è quel che verrà poi realizzato entro il 2013. -  A dichiararlo è l’on. Nino Foti (PDL). -  Per questo intendo rivolgere un appello a tutte le forze politiche della Regione Calabria e ai vertici dei partiti nazionali. Prima di farlo però vorrei scorrere le ultime istantanee scattate in Calabria, da molti e autorevoli istituti di ricerca, sullo stato sociale e sui dati macroeconomici di questa regione.
 L’ormai nota emergenza - Sanità in Calabria, segmento vitale non solo per le funzioni socio – assistenziali ad esso correlate ma anche per il notevole impatto che i costi e (ahimè) gli sprechi in questo ambito hanno sulla spesa pubblica regionale,  è tale da necessitare l’intervento esterno del Ministero competente attraverso l’ormai imminente (quanto auspicato) commissariamento.  Il deficit è enorme, gli errori gestionali altrettanto e in questo clima di allarme sociale, il tragico destino o forse l’incauta mano dell’uomo ha voluto si aggiungesse al caos anche il lutto per le tristi e recenti vittime della malasanità.  
La Calabria in base all’ultimo rapporto Svimez sul Mezzogiorno è allo sfascio in tutti i campi:  dall’Agricoltura con segno meno in Calabria (-0.8%) all’Export che scende fortemente (-18%) e bisogna ricordare che la Calabria contribuisce all’export nazionale con appena lo 0,1% rispetto al totale del Paese. Sul fronte attività produttive ed occupazione poi, basti pensare che su 325 distretti del mezzogiorno dall’analisi dei sistemi locali del lavoro in Calabria: non esistono in regione delle aree ad opportunità consolidate e, nella categoria “aree urbane”, le principali città calabresi CZ – RC- VV si collocano tra le “aree in piena crisi” dove i tassi di attività e l’occupazione sono i più bassi e la disoccupazione è più alta, per non parlare poi delle aree più interne e periferiche, scarsamente abitate della Calabria che si collocano tra le “aree marginali” dove la struttura produttiva è debolissima e il reddito medio pro capite il più basso d’Italia (8.600 euro).
Per quanto riguarda il Mercato del lavoro regionale a fronte di risultati positivi per il terzo anno consecutivo per altre regioni come Molise (1,6%), Puglia (0,3%) e Abruzzo (3,2%), crollano gli occupati soprattutto in Calabria (-1,2%). A livello territoriale la regione più “nera” è la Calabria, con il 26,9% di manodopera irregolare, (pari a 175.000 lavoratori in nero) che sale a quasi il 50% in agricoltura e al 40% nelle costruzioni. Una vera emergenza sociale.
Sul fronte istruzione, università e ricerca basti ricordare che il Ministero competente ha retrocesso gli atenei calabresi collocandoli tra le 27 università che avranno un «taglio» di fondi perché secondo la valutazione «non hanno gli standard qualitativi previsti».
Dal punto di vista ambientale a parte le ultime notizie sul versante dell’inquinamento costiero, in materia di sismi, frane ed erosioni la Calabria si ritrova a guidare la poco invidiabile classifica, con il 100% dei 409 comuni coinvolti. Se a livello nazionale solo il 3,2% della popolazione non dispone di acque depurate, la percentuale sale al Sud, arrivando addirittura al 7% in Calabria. Quanto alla questione - rifiuti in dieci anni, dal 1997 al 2008 la produzione di rifiuti urbani è cresciuta nelle regioni meridionali di 1,5 milioni di tonnellate, raggiungendo quota 10,6. A produrre più rifiuti la Calabria (+35% rispetto ad una media nazionale +22%).
Sul versante della sicurezza, la ‘ndrangheta - radicata in Calabria, ma ormai presente in tutto il mondo, è ormai diventata leader nel traffico mondiale di droghe (soprattutto cocaina), ma forte anche nelle estorsioni, usura e traffico di armi. In Italia, la ‘ndrangheta ha notevoli interessi anche Milano, Brescia, Roma e in Piemonte. Nel 2007 secondo l’Eurispes il suo fatturato è stato di 44 miliardi di euro, pari al 2,9% del Pil italiano.
Eppure le eccellenze e le potenzialità esistono. – sostiene l’on Nino Foti -  Eppure, anche se per un periodo di tempo limitato, la Calabria sarà ancora “obiettivo convergenza” per l’Unione Europea, almeno fino al 2013. Di fronte a questo stato di cose non è affatto edificante che l’attuale dibattito politico, in vista delle ormai prossime elezioni regionali, si vada riducendo ad un mero valzer di nomi(ne) … Si parla ripetutamente di candidature ma mai di programmi. Tutti pronti a giocare al toto – candidati. Ma i calabresi, quelli che poi (non) vanno a votare che dicono? Ci vuole una idea nuova per salvare la Calabria.
Le prossime elezioni regionali, se si accetta la sfida lanciata, potrebbero così vedere una sana competizione tra i partiti sia nella scelta dei migliori candidati  nel momento dell’inserimento degli stessi nelle liste elettorali sia nella fase della loro elezione affinché si dia vita ad un nuovo Governo di larghe intese.  L’appello infatti che rivolgo ai responsabili nazionali, regionali e provinciali di tutti i partiti politici e movimenti impegnati nella prossima consultazione elettorale è quello di avere il coraggio di fare una scommessa con i calabresi: pochi punti, chiari e condivisi, da realizzare tutti insieme, per un periodo limitato per cambiare le cose e poi si torna a votare.
L’idea è forse tanto utopistica quanto semplice: si stila un programma di interventi straordinari che sia comune e condiviso da tutti. Si occupa il periodo della campagna elettorale per spiegare e rendere partecipi i calabresi su questo programma. Poi  chiunque vinca le elezioni coinvolge in seno alla Giunta Regionale gli altri partiti e movimenti politici capaci di esprimere un consenso elettorale tale da garantirsi una rappresentanza in Consiglio. E quindi, in modo collegiale e condiviso,  entro un periodo di tempo limitato ciascuno per la sua parte si impegna al massimo per garantire il raggiungimento dei pochi obiettivi fondamentali del programma proposto e votato dai calabresi, quattro o cinque al massimo, purché siano chiari e ben strutturati.  Dopo tre anni se si raggiungeranno obiettivi importanti si potrà votare anticipatamente. In tal caso i partiti si impegneranno affinché chi viene nuovamente eletto persegua gli obiettivi non raggiunti.
In altre parole, tutti insieme salviamo la Calabria con un governo politico di salute pubblica dove entrino a farvi parte gli amministratori  più capaci eletti di ogni partito politico.  Per farlo però occorrerebbe – sottolinea l’on. Nino Foti - incontrarci in tempi rapidi tutti insieme e decidere, ciascuno per la sua parte politica, di spogliarsi del proprio vincolo di appartenenza e dei preconcetti che ci dividono per sforzarci di trovare una intesa programmatica comune a tutti. 
Sogno, visione, utopia, sarà pure così. Per quel che riguarda il sottoscritto si tratta di un idea praticabile, di un patto a favore delle nuove generazioni. In Germania per il bene del Paese la Cancelliera Angela Merkel è ancora a capo di una coalizione di Governo formata anche dai suoi competitori elettorali. La programmazione dei fondi comunitari per il periodo 2007 – 2013 rappresenta concretamente  l’ultimo treno dello sviluppo per la Calabria.  Per questo il 2013 potrebbe essere un termine utile per questo Governo Regionale di larghe intese. Su facebook sarà creato il gruppo SALVIAMO LA CALABRIA attraverso il quale sarà per tutti possibile partecipare o aderire a questo progetto.
 Il centrosinistra ha le sue colpe poiché ha governato questa Regione negli ultimi quattro anni consecutivi contribuendo a provocare i disastri che sono sotto gli occhi di tutti. Ancora oggi con una legge regionale di dubbia costituzionalità si chiede ai calabresi di utilizzare risorse pubbliche per lo svolgimento delle elezioni primarie (unico caso italiano).  Anche Il centrodestra ha le sue responsabilità, in passato, ha avuto  analoghi compiti di governo regionale cui non è conseguito alcunché delle cose auspicate dai calabresi.

A ragion veduta c’è motivo per i calabresi di essere molto delusi dalla politica. Il rischio è che a prevalere sia la simpatia per l’antipolitica ed il non voto, lasciando così che i giochi delle elezioni siano decisi dai “soliti noti” e da pochi ed organizzati “gruppi di pressione” che muovendosi in un deserto elettorale rischiano di riuscire a condizionare l’esito delle urne. Ed è cosi facendo che le cose in Calabria non potranno mai cambiare veramente. Il tentativo di cavalcare l’onda del dissenso e della disaffezione dei cittadini verso la politica non è un comportamento socialmente responsabile. Così come, non è etico sperare di imporre dall’alto, solo in virtù di buoni rapporti personali, una propria candidatura. Invece sarebbe bene che si recuperasse proprio il primato della Politica, inteso come assunzione totale di responsabilità sia sulle cose che non vanno sia, soprattutto, sulle scelte da compiere per il futuro dei calabresi.
Per dare qualche prospettiva futura ai nostri giovani non dobbiamo solo aspettare che il Governo centrale finanzi questo o quel progetto. Non credo neppure che, seppur apprezzabili, iniziative “terzo poliste” possano rappresentare seriamente la soluzione dei problemi di questa Regione.   Chi assume la guida della Regione è importante che sia messo in condizione di farlo senza possibilità future di alibi o scuse. Anche se non è “politically correct” spesso enti governati da parti politiche contrapposte tra loro si ostacolino e non poco. Figuriamoci se a governare una Regione problematica come la Calabria si ritrova chi vuole a tutti costi prendere le distanze dai partiti tradizionali. Per questo occorre in modo semplicistico che chi governa la Regione Calabria sia “garantito istituzionalmente” da partiti nazionali che devono essere parte di questo processo di cambiamento.
A Roma a nessuno interessa della Calabria, non è una regione da tenere in debita considerazione anzi è considerata una terra litigiosa ed eccessivamente problematica da cui stare alla larga.  Ma la colpa è innanzi tutto nostra che come calabresi non riusciamo a proporci in modo diverso. Le prossime elezioni regionali potrebbero essere un buon motivo per far ricredere chi la pensa in questo modo. Si potrebbe cogliere l’occasione per dimostrarci in grado di mettere da parte la tentazione del “divide et impera” e cercare giustamente di fare squadra. – conclude l’on. Nino Foti -  In un ipotesi di Governo regionale di alto profilo si potrebbe fare appello a calabresi illustri o uomini che hanno già onorato la loro terra nelle loro attività al più alto livello di responsabilità nazionali come,  Andrea Monorchio, Antonio Catricalà, Gianni De Gennaro.
Certamente  anche il Governo Nazionale deve fare la sua parte finanziando ad esempio nuove strade, le trasversali  che consentano il rapido attraversamento da un lato all’altro del nostro territorio, intervenendo a favore del potenziamento dell’offerta aeroportuale e incentivando la promozione di iniziative capaci di creare una vera e propria rete di realtà portuali dedite alla nautica da diporto, alla pesca  - turismo ed a tutte le attività che una Regione che si affaccia su tre lati sul mare non può non ritenere prioritarie. Per non parlare poi del settore energetico in questi anni frutto di autentiche scorribande di pirati venuti in Calabria a depredare il nostro sole ed il nostro vento …  In altre parole ciascuno deve fare la sua parte e chi governerà la Regione in modo onesto e competente dovrà garantire con l’impegno di tutti ed in tempi certi e brevi che questo accada.

 

 
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