Calabria: dichiarazione di Benedetto Di Iacovo PDF Stampa E-mail
Venerdì 17 Luglio 2009 14:19

Riceviamo e pubblichiamo dichiarazione del Presidente della Commissione regionale della Calabria per l’Emersione del lavoro non regolare sul Rapporto Svimez sul mezzogiorno.

 

“Siamo di fronte ad un Nord piagnone e prepotente che, invertendo i fabbisogni territoriali, pone oggi una “questione settentrionale” e dichiara di non essere disponibile a concedere più nulla al Sud”. Lo afferma il Presidente della Commissione regionale per l’emersione del Lavoro non regolare, Benedetto Di Iacovo, in merito al Rapporto Svimez in cui “si registra la condizione di un Mezzogiorno in recessione, colpito particolarmente dalla crisi nel settore industriale, che da sette anni consecutivi cresce meno del Centro-Nord, cosa mai avvenuta dal dopoguerra a oggi. Un'area periferica – aggiunge Di Iacovo, - da cui si continua a emigrare (700 mila persone sono andate via, secondo il rapporto), dove ancora permangono forti sacche di lavoro nero ed economia irregolare ed illegale e dove cresce il numero degli anziani ma non arrivano gli stranieri, dove esistono le realtà economiche eccellenti ma non si trasformano in sistema né si intercettano stabilmente investitori e turisti stranieri.”

Il Presidente Di Iacovo, punta ad analizzare i dati sul sommerso che vengono fuori da questo rapporto, evidenziando come “la cosiddetta “questione meridionale” resti tutta attuale e sempre di più deve diventare “questione nazionale” che unifica il Paese, e plaude al quadro delle decisioni assunte dalla Giunta regionale a seguito della riunione del Partneriato calabrese, tenutasi a Stalettì la settimana scorsa,voluto dal Presidente Loiero.

“Avere deciso - evidenzia Di Iacovo - alcune opportune misure anticicliche per fronteggiare la crisi economica ed occupazionale della nostra regione e, all’interno di queste, l’avere assunto l’unanime impegno a procedere speditamente verso una legge regionale capace di contrastare adeguatamente il lavoro nero ed il sommerso è stata una scelta lungimirante ed anticipatoria di questo importante Rapporto che fa giustizia su tanti luoghi comuni sul Mezzogiorno e sulla Calabria in particolare, soprattutto quando si afferma che in queste aree, sono stati investiti ingenti flussi economici, non evidenziando, altresì, che quasi sempre, anche l’intervento straordinario (nei decenni passati) e quello Comunitario, oggi, sono stati quasi sempre come sostituitivi delle risorse ordinarie mai spese al Sud, per come invece si doveva.

In dieci anni, grazie alle politiche prodotte dalla Legge 448/1998 che ha istituito proprio le Commissioni regionali e provinciali per l’Emersione –osserva il Presidente Di Iacovo- il sommerso, nel Paese, è in calo ma al Sud è, ancora, in nero –come conferma lo Svimez- un lavoratore su cinque. Cala il lavoro nero nel 2008, con 22 mila unità irregolari in meno, per effetto anche della campagna di regolarizzazione dei lavoratori stranieri, soprattutto nel settore edile. Qui ad esempio nel Sud il tasso di irregolarità e' sceso dal 29,7 per cento del 2001 al 18,6 per cento del 2008. Nel 2008 in Italia i lavoratori in nero sono stimati in 2 milioni 943 mila, l'11,8 per cento del totale. I settori di maggiore diffusione sono l'agricoltura e i servizi.  Nel 2008 al Sud e' irregolare un lavoratore su cinque, pari in valori assoluti a 1 milione 300 mila persone, con tassi di irregolarità del 12,8 per cento nell'industria e del 19 per cento nelle costruzioni.

A livello territoriale, la Calabria con il 26% di manodopera irregolare, a seguito dei Bandi per l’Occupazione emanati dalla Giunta su proposta dell’assessorato regionale al Lavoro, seppure mantiene ancora un alto tasso di irregolarità è in controtendenza (2/3 punti percentuali in meno, rispetto al 2006/2007). Percentuale che fa registrare picchi di irregolarità più elevati –sottolinea il presidente della Commissione-,  quasi il 50 per cento in agricoltura e al 40 per cento nelle costruzioni.

Il più alto numero di lavoratori in nero, tuttavia, spetta, in valori assoluti, alla Campania (329mila persone). Quindi la Calabria non ha più la maglia come in passato grazie anche alle azioni promosse dal governo regionale e dalle politiche di contrasto al lavoro irregolare.

Questa situazione sottolinea come sia stata sbagliata la sottovalutazione del Governo nazionale rispetto alle dinamiche delle Regioni meridionali e, soprattutto, rispetto alle politiche di contrasto al sommerso ed all’economia irregolare ed illegale.

Abbassare la guardia su questo argomento è stato un forte errore. Spero che questo Rapporto – conclude Di Iacovo - possa indurre il Governo nazionale a rivedere le sue posizioni”. Sull’argomento e al fine di riannodare le fila della ripresa della legislazione in materia mese di  settembre, annuncia Di Iacovo, “cercherò di coinvolgere tutti i colleghi Presidenti delle restanti Commissioni regionali di tutta Italia, al fine di redigere un documento comune da sottoporre, attraverso i propri Governatori delle Regioni alla Conferenza Stato-Regioni e, successivamente al Parlamento. Per fortuna, almeno in Calabria, a partire dalla Giunta, per finire alle forze sane del Partneriato sociale ed istituzionale, ma oserei dire in condizioni bipartisan sull’argomento lavoro nero ed economia sommersa ed illegale sono molte le sensibilità che fanno ben sperare. Le parole del Sommo Pontefice sulla “qualità del Lavoro” e quelle del Presidente Napolitano sono confortanti.

 

Benedetto Di Iacovo, Presidente della Commissione regionale della Calabria per l’Emersione del lavoro non regolare.



 
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