Arrestato Giovanni Strangio, l'uomo di Duisburg PDF Stampa E-mail
Venerdì 13 Marzo 2009 13:55

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di Claudio Cordova - 12 marzo 2009, ore 23.15, Amsterdam, Olanda. Quartiere Diemen, via Griend, civico n.59. C’è un complesso residenziale, c’è un’abitazione di tre piani. Quel complesso residenziale,  posto nella periferia nord-est della capitale è circondato da poliziotti olandesi, italiani e tedeschi. Quell’abitazione di tre piani è circondata perché al suo interno si sospetta che si nasconda Giovanni Strangio, classe 1979, inserito nell’elenco dei 30 ricercati più pericolosi in territorio nazionale, stilato dal Ministero dell’Interno, ritenuto il killer che il 15 agosto del 2007, a Duisburg, in Germania, uccise sei cittadini italiani, nell’ambito della sanguinosa faida di San Luca.

E’ un attimo, la polizia fa irruzione, coronando così due anni di indagini, intercettazioni e pedinamenti. Giovanni Strangio, resosi irreperibile subito dopo la mattanza di Duisburg, è in compagnia della moglie e di un figlio, minore. Insieme con Strangio i poliziotti, nell’appartamento, trovano anche Francesco Romeo, classe 1967, ricercato da oltre dieci anni (è latitante dal 1997), con mandato di cattura internazionale, per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, per il quale è stato condannato a dieci anni di reclusione. Romeo è inserito nell’elenco dei 100 ricercati più pericolosi in territorio nazionale, stilato dal Ministero dell’Interno.

“Questi due arresti prestigiosi – spiega il Questore di Reggio Calabria, Santi Giuffrè – sono la naturale prosecuzione dell’arresto di Giuseppe Nirta, classe 1973, catturato il 23 novembre del 2008, proprio ad Amsterdam”. Giovanni Strangio e Francesco Romeo, infatti, sono entrambi cognati proprio di Giuseppe Nirta e sono ritenuti esponenti di vertice dell’omonima famiglia mafiosa, da quasi vent’anni in lotta con i Pelle-Vottari. In occasione dell’arresto di Nirta, gli investigatori sono inoltre convinti di aver mancato di poco il “bersaglio grosso”, Giovanni Strangio, ritenuto l’artefice della strage di Duisburg, avvenuta in risposta all’omicidio di Maria Strangio del Natale 2006.

Anche il procuratore capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, solitamente piuttosto abbottonato, non riesce a nascondere la soddisfazione per il doppio arresto in terra olandese: “E’ un grande risultato – dice – che testimonia il livello eccezionale degli investigatori di Reggio Calabria, che sono avvalsi di strumenti essenziali come le intercettazioni telefoniche, facendo perno, però su sagacia e impegno e sulla collaborazione internazionale con le altre polizie”.

La cattura di Strangio e Romeo rappresenta l’ennesimo risultato eccezionale del capo della Squadra Mobile, Renato Cortese: “Dietro il mio volto – afferma – c’è un grande lavoro da parte di tanti bravissimi investigatori. In questo caso, poi,  - aggiunge – ci siamo avvalsi del supporto dello Sco, nonché della straordinaria collaborazione con i colleghi tedeschi e olandesi, con i quali abbiamo formato un’unica squadra mobile”.

Giovanni Strangio, che non era armato, in Olanda conduceva una vita apparentemente tranquilla, si premurava di uscire camuffato tramite l’utilizzo di cappellini da baseball calati sul viso, si era allontanato dall’Italia, da San Luca, per sfuggire alla pressione dello Stato. Adesso verrà estradato e, secondo quanto affermato dagli investigatori, i tempi dovrebbero essere brevi, visti gli accordi di collaborazione tra l'Italia e l'Olanda.

Aveva con sè un milione di euro, ma non conduceva una vita da magnate: viveva tranquillo nella periferia di Amsterdam, non aveva fatto i conti con gli uomini di Renato Cortese, ai quali, dopo l’irruzione dell’appartamento, non ha opposto resistenza.

 
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