Polemica sul prezzo del pane: interviene l'associazione "ottominuti" PDF Stampa E-mail
Giovedì 20 Novembre 2008 17:34

Dall'associazione "Ottominuti" riceviamo e pubblichiamo
Viste le polemiche di questa settimana riguardo, “La vendita del pane sottocosto”,riteniamo opportuno chiarire, in modo definitivo, quali sono i nostri intenti e cosa sono i Gruppi di Acquisto Popolare.

Su cosa sia un G.A.P. ci viene in soccorso la lingua italiana: la dicitura gruppo di acquisto popolare significa che un gruppo di persone si riunisce per acquistare insieme determinati prodotti, così che a fronte di un grosso quantitativo richiesto si possa ottenere un prezzo più basso, senza però essere costretti a rinunciare alla qualità del prodotto.

Quindi quello che facciamo, non è vendita,ma distribuzione; ed è importante chiarirlo non solo a fini formali ma anche sostanziali, altrimenti non parleremmo di G.A.P.
E’ come se il condominio in cui viviamo si riunisce e decide che un condomino fa la spesa per tutti da un grossista, poi il tutto si divide secondo l’ordine effettuato.
Noi facciamo esattamente la stessa cosa: distribuiamo il pane in piazza per dare la possibilità a chi ancora non è iscritto al G.A.P. di potersi iscrivere e fare l'ordine per la distribuzione successiva.
Questa pratica produce un doppio effetto:
1) aumentano i quantitativi ordinati quindi il prezzo diminuisce. Questo spingerà i produttori verso una riduzione generalizzata dei prezzi (sono regole del libero mercato).

2) rompe l’isolamento della gente che comincia a rendersi conto che socializzando, cooperando, può migliorare la qualità della vita.

 Partendo da un atto concreto, il risparmio sulla spesa,chi acquista comincia a comprendere che la domanda di un collettivo è parecchio diversa da quella di un singolo; iscrivendosi al G.A.P., si può riacquistare dignità tolta dall’indigenza e dal carovita, si può tornare ad avere voce e chiedere e pretendere ciò che spetta di diritto.

Si passa dalla logica che considera “il vicino è il mio nemico”propagandata dalla politica e dai media alla logica in cui io e il mio vicino insieme otteniamoqualcosa per tutti; interrompe la guerra fra poveri.

Passiamo ora al rispetto delle norme igienico sanitarie.

Il pane distribuito è confezionato direttamente dal produttore e riporta l’etichetta indicante tutti i riferimenti necessari secondo la normativa vigente.

Questo dimostra che anche oltre a rispettare le regolerispettiamo anche i consumatori avendo dimostrato che si può avere pane di qualità ad un prezzo popolare.

Ci chiediamo se la CONFCOMMERCIO e l’autorità politica siano riuscite a fare altrettanto; la nostra del resto è una guerra al carovita e non ai panificatori, infatti, il pane è stato acquistato dal gap da un panificatore locale, quindi, applicare il prezzo di 1€ al kg è possibile.

O qualcuno pensa che abbiamo comprato il pane sulla luna?

 

Infine vogliamo precisare ai signori della CONFCOMMERCIO che hanno tanto a cuore la legalità, quanto segue:

hanno  mai sentito parlare delle commesse che lavorano a nero proprio negli esercizi commerciali del Corso Garibaldi?  Hanno verificato con gli ispettori del lavoro se i contratti  vengono rispettati?

Conoscono  la situazione i genico sanitaria delle mense , delle scuole, degli asili, e delle aziende? 

Sono  sicuri che il fenomeno dell’abusivismo commerciale e del rispetto delle norme igienico-sanitarie si stato messo a rischio solo dall’iniziativa della nostra associazione?

 

Associazione Ottominuti

 
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