Asireg, Gentile al Prefetto: "Senza soldi dovuti dalla Regione attività paralizzate. Stop a stipendi da giugno" PDF Stampa E-mail
Venerdì 10 Agosto 2012 14:57

asireg

Di seguito il promemoria consegnato al Prefetto dal Presidende Asireg, Pino Gentile

Questo breve quadro riassuntivo della situazione, viene rivolto alla S.V. Ill.ma perchè si renda conto del disagio e  delle difficoltà che il  Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Reggio C.  vive e dell’assoluto bisogno d’aiuto necessario al proseguimento dell’attività che l’Ente, per legge, è chiamato a svolgere.

Nell’ultimo anno l’attività del Consorzio è stata improntata a criteri rigidi di contenimento della spesa, attraverso l’adozione di importanti misure e l’avvio delle seguenti azioni:
1)    Avvio delle procedure per la dismissione di tutte le azioni/quote di partecipazione possedute dal Consorzio ASI in nove società, così come previsto dalla legge regionale n° 13 del 17/08/2005.
2)    Revoca di tutti gli incarichi di studio, di consulenza e di prestazione d’opera professionale affidati a soggetti esterni, così come previsto dall’articolo 9 della legge regionale n° 22 del 11/08/2010.
3)    Riduzione della spesa sostenuta per il personale dipendente di almeno il 10%, rispetto all’anno 2010, così come previsto dal comma 1, dell’articolo 9, della legge regionale n° 22/2010.
Il risparmio che si conseguirà nel 2012 sarà di circa euro 585.000, corrispondente al 20,47% della spesa sostenuta nell’anno 2010.
4)    Contrattazione sindacale per l’eliminazione di tutte le indennità aggiuntive non previste dal CCNL, alcune delle quali sono state già abolite.
5)    Riduzione dei costi relativi: alle spese telefoniche, al pagamento del lavoro “straordinario” da compensare unicamente con ore di permesso, alle spese di “missione” del personale dipendente da effettuarsi solo in casi ritenuti effettivamente necessari e con l’utilizzo di vettura consortile.
6)    Riduzione del numero complessivo dei dipendenti da 48 a 46.

In merito ai ricavi il Consorzio si è attivato per il recupero di tutti i crediti vantati, nonché ha promosso o intende promuovere azioni giudiziarie per la definizione di contenziosi aventi ad oggetto la riscossione di somme, nonché sta lavorando alla realizzazione di ulteriori interventi che si ipotizza di attivare:
1)    E’ stato avviato procedimento d’ingiunzione nei confronti della Società I.A.M. SpA, gestore degli impianti consortili di depurazione e trattamento delle acque, per un credito superiore a 7 milioni di euro.
2)    Sono in fase di redazione gli atti giudiziari per il recupero di un credito superiore a 3,5 milioni di euro vantato nei confronti del Ministero delle Infrastrutture.
3)    Si attende il pagamento del credito vantato nei confronti della Regione Calabria, quale rata di saldo relativamente ai progetti GT01 e GT02 già ultimati nell’anno 2008, pari ad euro 1.091.431,38, più volte sollecitato.
4)    E’ pendente presso il Tribunale di Reggio Calabria il giudizio relativo al contenzioso con l’Autorità Portuale di Gioia Tauro, per l’occupazione di edifici ed altre infrastrutture consortili (valore di circa 73 milioni di euro).
5)    E’ stato richiesto ai soci morosi del Consorzio, con note del 04/10/2011, il versamento della quota di partecipazione già sottoscritta (credito di circa 72.578,00 euro).
6)    Con delibera n° 8 del 27/06/2012 l’Assemblea Generale ha stabilito il contributo annuale di dotazione ordinaria per l’anno in corso e per gli anni futuri, a carico di ciascun socio del Consorzio, in misura pari al valore della quota del fondo consortile da ciascun socio posseduta, per cui si procederà immediatamente per il recupero delle quote.
7)    E’ stato attivato il piazzale “Grandi Unità di Carico” all’interno dell’Interporto nell’agglomerato industriale di Gioia Tauro – Rosarno – San Ferdinando, affidandolo in concessione a due ditte di logistica.
8)    E’ stata avanzata formale offerta di servizi di ingegneria e di collaborazione tecnica ed amministrativa alla Provincia, ai Comuni consorziati e ad altri Enti.
9)    E’ stato sollecitato il pagamento di ulteriori crediti vantati nei confronti della Regione Calabria, che li contesta nel merito: per i progetti GT01 e GT02 spese tecniche pari ad euro 1.511.551,03; per i progetti 1031 e BO165 rata di saldo pari ad euro 365.758,44; per il progetto GRS02 rata di saldo pari ad euro 325.080,88.
10)    Con l’approvazione del progetto del “rigassificatore” da parte dei Ministeri competenti, si prevede entro la fine di questo anno di poter avviare le procedure espropriative di circa 45 ettari ricadenti nell’agglomerato di Gioia Tauro – Rosarno – San Ferdinando, per la realizzazione dell’impianto, con un ricavo per l’Ente di circa il 15% sulle somme destinate agli espropri.
11)    L’avviamento della suddetta iniziativa dovrebbe sbloccare anche il finanziamento da parte del CIPE della cosiddetta “Piastra del Freddo”, il cui progetto (GRS16) è già in corso di redazione da parte degli uffici consortili.
12)    E’ in programma la realizzazione da parte del Consorzio di rustici industriali con tetti fotovoltaici (GRS17/4), al fine di perseguire il duplice obiettivo di facilitare la nascita di nuove imprese produttive e di ottenere degli incentivi per l’energia che si andrà a produrre.
13)    Si intende realizzare un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica nella terza zona industriale dell’agglomerato di Gioia Tauro – Rosarno – San Ferdinando, il cui progetto (GRS20) è già stato presentato alla Regione Calabria per la relativa approvazione.

Il Consorzio ASI, per Statuto, attribuisce all’Assemblea Generale composta dai rappresentanti dei soci consorziati, competenza esclusiva in ordine ad una serie di atti di grande rilievo per lo svolgimento dell’attività dell’Ente.
Dopo una lunga serie di contrasti con la Regione Calabria, dovuti a due commissariamenti succedutisi in meno di un anno (il primo sospeso dal TAR di Reggio Calabria e per il quale è stata già emessa sentenza che annulla ogni atto della Regione di scioglimento degli organi e nomina del Commissario straordinario, il secondo altresì sospeso in via cautelare e per il quale si attende la trattazione di merito per il prossimo mese di ottobre) in data 27 giugno 2012 si è tenuta presso la sede del Consorzio regolare assemblea che si è pronunciata sui seguenti atti:
approvazione del bilancio relativo all’esercizio chiuso al 31/12/2010, già adottato dal Comitato Direttivo con delibera n° 19 del 23/11/2011;
determinazione della quota di contributo annuale a carico dei consorziati, ai sensi di quanto previsto dagli articoli 15 e 19 del vigente Statuto consortile;
approvazione del Piano Economico e Finanziario (P.E.F.) relativo all’esercizio anno 2012, nonché del Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2012-2014 e dell’Elenco Annuale dei lavori, già adottati con delibera del Comitato Direttivo n° 12 del 22/09/2011.

Rientrano tra gli adempimenti amministrativi adottati dal Comitato Direttivo dell’Ente, nell’ultimo periodo, quelli riguardanti l’approvazione del nuovo “Regolamento concernente l’orario di lavoro ed altri istituti previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro applicato ai dipendenti non dirigenti dei Consorzi ed Enti di Sviluppo Industriale”, del nuovo “Codice Disciplinare”, del nuovo “Regolamento degli Uffici e dei Servizi” e la concertazione con i sindacati per l’approvazione del nuovo Mansionario e della Pianta Organica dell’Ente.

Nonostante l’intensa attività svolta dagli organi consortili e le difficoltà di gestione dovute soprattutto alla mancanza di continuità dell’azione intrapresa a causa dei ripetuti commissariamenti, i problemi principali che interessano oggi questo Consorzio sono di difficile soluzione e comportano una carenza di liquidità oltre ad uno sbilanciamento negativo tra spese ed entrate correnti.
Il Consorzio, secondo le attribuzioni e funzioni conferitegli dalla legge nazionale e successiva legislazione regionale (L.R. Calabria n. 38/2001) ha svolto per molti anni i suoi compiti unicamente grazie alla disponibilità di risorse realizzate con lo svolgimento delle attività connesse ai suoi fini istituzionali e che si possono ricondurre a tre voci prevalenti:
1.    la gestione dei lavori pubblici con la realizzazione di tutte le infrastrutture e connesso ricavo derivante dalle spese generali, che la CASMEZ, maggiore finanziatrice delle opere realizzate nel passato dal Consorzio, riconosceva in percentuale in misura fissa e forfettaria del 10-12%;
2.    la vendita dei terreni sui quali viene applicata una percentuale di spese generali;
3.    la gestione dei servizi per i quali viene pagato un corrispettivo al Consorzio.
In relazione al primo punto, si è completamente annullato o quasi il ricavo delle spese generali in quanto la Regione Calabria non ritiene di doverle riconoscere: ciò ha determinato un grande onere per questo Ente, che, con l’utilizzo di tali ricavi provvedeva al costo del personale e alla gestione ordinaria.
Giova ricordare che il Consorzio di Reggio Calabria ha provveduto direttamente, attraverso la propria struttura interna e i propri uffici, alla realizzazione di tutte le opere, volute e finanziate anche a livello nazionale, relative agli insediamenti industriali oggi esistenti, opere di grande rilevanza quali ad esempio l’area portuale e retroportuale di Gioia Tauro, le opere di infrastrutturazione degli agglomerati, gli impianti di depurazione, insomma tutte le opere e gli allestimenti a servizio degli insediamenti.
Rileva a tal proposito una problematica insorta in quest’ultimo periodo profondamente emblematica dell’attuale rapporto di questo Ente con la Regione Calabria, suo naturale interlocutore oltre che ente consorziato dell’ASI e maggiore detentore di quote. La Regione non intende provvedere alla erogazione della rata di saldo relativa all’Accordo di Programma Quadro “Infrastrutturazione per lo Sviluppo Locale”, a fronte del quale il Consorzio ha realizzato i progetti GT01/GRS17 “Infrastrutture di base della terza zona industriale dell’agglomerato di Gioia Tauro – Rosarno – San Ferdinando” e GT02/GRS18 “Lavori agli impianti tecnologici per l’adeguamento del binario di raccordo Rosarno – San Ferdinando”.
Oltre il mancato riconoscimento da parte della Regione Calabria di gran parte delle somme già sostenute con fondi propri dal Consorzio per la realizzazione dei suddetti progetti, già ultimati nell’anno 2008, anche per quelle già formalmente riconosciute con apposito Decreto n° 7469 del 25/05/2012 e pari ad euro 1.091.431,38, non si è provveduto ad oggi alla relativa liquidazione, nonostante i ripetuti solleciti e le difficoltà che tale “inerzia” ha comportato per l’Ente, costretto addirittura a sospendere il regolare pagamento degli stipendi per il mese di giugno dell’anno corrente per assoluta mancanza di liquidità.
Parimenti, relativamente ai Piani di Sviluppo delle Aree Industriale, cosiddetti P.I.S.R., la cui realizzazione è prevista a carico di fondi a valere sul POR Calabria FESR 2007/2013, di cui i Consorzi industriali risultano beneficiari finali oltre che attuatori degli interventi, la Regione Calabria non intende ammettere a rendicontazione i costi imputabili a “spese tecniche e generali” pari a circa il 12% dei lavori, secondo quanto previsto dalla normativa vigente in materia di appalti pubblici. Il Consorzio, pertanto, andrebbe a sostenere la spesa relativa alle attività di progettazione, direzione lavori, RUP, ecc., senza alcuna possibilità di rimborso, così come, secondo la Regione, deve rimanere a carico del Consorzio, l’anticipazione della spesa relativa all’IVA. In sostanza l’Ente con la realizzazione di tale complessa attività, non trarrebbe alcun ricavo da utilizzare per i costi di gestione, anzi ne deriverebbe per lo stesso un esborso superiore allo stesso finanziamento.
Gli interventi in questione rientrano nel generale progetto di riqualificazione, ampliamento e completamento dell’agglomerato industriale di Campo Calabro – Reggio Calabria - Villa San Giovanni, e prevedono la realizzazione di infrastrutture di base e di un modello integrato di servizi reali e avanzati per le imprese operanti in tutto il territorio provinciale, coerenti con le indicazioni del Piano regolatore dell’area, il quale prevede come obiettivo strategico per la realizzazione dei Parchi d’impresa nelle aree di competenza dei Consorzi ASI la qualificazione e modernizzazione delle infrastrutture – materiali e immateriali – quale fattore incidente sulla competitività delle imprese insediate e come elemento attrattivo per i nuovi insediamenti.
Si vuole evidenziare che nell’ambito di tale programmazione rivolta allo sviluppo industriale delle province calabresi, il Consorzio di Reggio Calabria si è dimostrato particolarmente attento con la redazione di numerose proposte progettuali, anche superiori alle risorse dedicategli nella prima fase di definizione delle risorse totali, appunto per offrire una serie più ampia di interventi tra cui scegliere quelli maggiormente incidenti per lo sviluppo delle aree di competenza, oltre ad avere la disponibilità di iniziative immediatamente utilizzabili in caso di eventuali premialità o economie complessive del Piano Regionale.
In relazione alla vendita dei terreni negli agglomerati industriali, purtroppo, negli ultimi anni tale voce si è andata notevolmente contraendo a causa della quasi totale assenza di nuovi investimenti, oltre che del fallimento di molte imprese già insediate, conseguente alla crisi generale e ancora più pesante nel nostro territorio.
Peraltro, in ordine a tale punto, occorre segnalare che i Piani Regolatori Territoriali relativi agli agglomerati industriali di competenza ASI sono oggi scaduti e il Consorzio già da tempo ha provveduto alla nuova elaborazione che, a tutt’oggi, non risulta approvata a causa del mancato rilascio della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) da parte della Regione Calabria. Infatti la Regione, fino a pochi giorni addietro, non aveva provveduto a costituire il relativo Nucleo di Valutazione, data la scadenza del precedente, per cui oggi il nuovo organismo si ritrova a dover valutare il lavoro accumulato in oltre due anni di inattività.
Tale grave ritardo penalizza notevolmente l’attività del Consorzio in quanto il PRT è assolutamente propedeutico all’attività dell’Ente in merito all’utilizzazione delle aree industriali, oltre al fatto che i nuovi Piani prevedono un allargamento dei confini degli agglomerati e la ridefinizione delle destinazioni, mettendo a disposizione degli imprenditori aree nuove e maggiormente appetibili, soprattutto per quanto riguarda l’agglomerato di Campo Calabro in cui ancora si registra una certa “vitalità” produttiva.
In riferimento al terzo punto, si rileva che in questi ultimi anni molte aziende insediate si trovano in difficoltà economiche e, quindi, non pagano i corrispettivi che servirebbero al Consorzio per sostenere le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade, degli impianti di illuminazione e del verde; mentre i servizi di acquedotto, fognature e impianti di depurazione sono gestiti dalla società IAM SpA, mediante l’utilizzazione di impianti di proprietà del Consorzio. Tale Società, per convenzione, dovrebbe pagare a questo Ente un corrispettivo annuo in base al fatturato, ma a seguito di mancati pagamenti protrattisi nel tempo e di una grave morosità ad oggi accumulata, si è dovuto procedere ad avviare apposita azione giudiziaria per il recupero coattivo dell’ingente credito (oltre 7 milioni di euro).
Il mancato pagamento dei corrispettivi, a cui comunque gli imprenditori si obbligano all’atto dell’insediamento, ha costretto l’Ente a dover promuovere circa cinquanta procedimenti d’ingiunzione per il recupero degli ingenti crediti vantati, assolutamente necessari alla gestione degli agglomerati.
Il Consorzio purtroppo ha dovuto sostenere un’azione di ulteriore aggravio di costi nei confronti delle imprese già in difficoltà, stante la necessità di dover provvedere in via diretta ed esclusiva ai costi di gestione degli agglomerati di competenza (Gioia Tauro - Rosarno – San Ferdinando, Campo Calabro – Reggio Calabria – Villa San Giovanni, Reggio Calabria – San Gregorio, Saline Joniche), relativi all’illuminazione, alla manutenzione delle strade e delle opere a verde, alla realizzazione delle opere necessarie alla funzionalità dei siti industriali, ed altro ancora.
Pertanto, una mancata disponibilità di risorse comporta non solo l’assoluta impossibilità di “pagare gli stipendi”, ma anche l’esigenza di dover sospendere tutti i servizi erogati relativi ad attività e opere di interesse ed uso pubblico, con grave disagio per gli imprenditori e un’ulteriore penalizzazione per l’economia locale, e con l’assoluta probabilità del verificarsi di situazioni di oggettivo disagio e pericolo per tutti gli utenti delle infrastrutture consortili.
Tale situazione andrebbe risolta in via definitiva, provvedendo a ripartire i suddetti costi tra Enti diversi rispetto al Consorzio, ormai nell’assoluta impossibilità di sostenerli, con l’intento di assicurare un grado maggiore di fruibilità e sicurezza delle infrastrutture a servizio degli agglomerati.
A fronte delle sopra descritte oggettive difficoltà, non si riscontra l’interesse e la collaborazione da parte delle istituzioni deputate all’attivazione di adeguate politiche per il rilancio del territorio e dell’economia, che possano risultare di utilità al superamento della crisi strutturale di questo Consorzio, come d’altronde di tutti gli altri consorzi calabresi. A ciò si aggiunge il mancato adeguamento della normativa nazionale e regionale, non più rispondente alle attuali esigenze e funzioni degli Enti industriali.
L’art. 4, comma 2, dello Statuto consortile testualmente recita. “Il Consorzio è Ente strumentale della Regione con il fine di favorire e sostenere l’attività regionale diretta alla promozione ed allo sviluppo dell’industria e delle attività connesse”. Ed ancora il successivo articolo stabilisce che l’attività del Consorzio deve svolgersi in stretto coordinamento con le politiche regionali di settore, nel rispetto degli indirizzi programmatici e delle direttive emanate dalla Regione in materia di sviluppo industriale.
Ma la Regione Calabria non offre alcuna possibilità in tal senso, adottando una politica oltre che assolutamente carente sul tema della programmazione industriale, anche rivelatasi negli ultimi periodi scarsamente sensibile rispetto all’attività dei Consorzi industriali, che hanno avuto nel passato e possono ancora sostenere un ruolo di fondamentale importanza nell’attuazione delle politiche di sviluppo delle realtà produttive del territorio calabrese, con conseguente incentivazione dell’occupazione e dello sviluppo complessivo dell’economia regionale.
A parte alcune iniziative di prevalente ordine politico, che hanno utilizzato il potere di vigilanza, riconosciuto alla Regione, in maniera eccessiva e ingiustificata e si sono rivelate, in sostanza, di alcun effetto per la risoluzione dei concreti problemi, si avverte un’oggettiva difficoltà nel valutare serenamente le ragioni e le esigenze dei Consorzi.
Tale situazione costringerà il Consorzio di Reggio Calabria a promuovere una serie di azioni legali, anche nei confronti della stessa Regione Calabria, ritenendo legittimo sostenere ragioni inspiegabilmente respinte, pur se ampiamente confortate da riferimenti legislativi, oltre che strettamente connesse alla prosecuzione dell’attività dell’Ente.
Si vuole porre l’accento in in questa sede sulle difficoltà cui sono andati ed andranno inevitabilmente incontro i quarantasei dipendenti dell’ASI, che già dal  mese di Giugno hanno ricevuto esclusivamente un acconto di euro cinquecento sullo stipendio.
Ciò risulta assolutamente inaccettabile, dato che una semplice prova di efficienza della Regione Calabria (liquidazione in favore del Consorzio della somma di euro 1.091.431,38, già riconosciuta come dovuta con Decreto n° 7469 del 25/05/2012, come già sopra ampiamente illustrato) potrebbe quantomeno tamponare momentaneamente tale grave situazione, in attesa di una ragionamento più approfondito e di rimedi di ordine definitivo e strutturale.
Confidando in un’ampia azione di solidarietà e sostegno rispetto alle problematiche esposte e disponibili per ogni eventuale ulteriore eventuale chiarimento .

 
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