Eco jazz, note di Libertà e parole di Speranza alla prime luci dell’alba PDF Stampa E-mail
Mercoledì 08 Agosto 2012 14:57
ecojazz
di Anna Foti -
Note all’alba, cullate dalle onde dello Stretto come parole in trincea rivolte ad una sponda di ascolto. Si rinnova il suggestivo appuntamento con il ritmo del jazz che, incontrando il fascino della Fata Morgana al sorgere di un nuovo giorno, scioglie anche i nodi più duri dell’anima e, dopo un’altra notte di silenzi, regala nuovo respiro alle parole più difficili da pronunciare ma urgenti da dire, accompagnandole con la sua musica. Un’emozione sempre nuova in apertura della ventunesima edizione di Eco Jazz in svolgimento fino a sabato 11 agosto a Reggio Calabria.

Alle ore 4:40 di questa mattina il concerto alla rotondetta sul Lungomare Falcomatà del duo Gabriele Mirabassi al clarinetto e Roberto Taufica alla chitarra e poi il cafè solidale per ascoltare e parlare di donne che riemergono dagli abissi ed universalizzarne la testimonianza.
Al via da oggi e fino a sabato la kermesse dedicata alla memoria del magistrato reggino Antonino Scopelliti e organizzata dall’associazione musicale Art Blakey’, presieduta da Giovanni Laganà, promotrice della cultura del Jazz nella Provincia reggina da oltre venti anni ed impegnata  in diversi originali progetti per le scuole di ogni ordine e grado. Iniziativa in collaborazione con il Comune e la Provincia di Reggio e la Regione Calabria.

Si rinnova anche il connubio con l’impegno sociale del Cif, centro Italiano Femminile presieduto a Reggio da Angela Laganà, con Giovanna Ferrara responsabile dei progetti e responsabile del centro antiviolenza. Il Cif ha infatti curato il secondo momento (Riconoscimento per Donne fuori dagli abissi) dell’appuntamento al sorgere del sole, proponendo le storie di Rossella Urru, cooperante internazionale sarda originaria di Samugheo in provincia di Oristano, rilasciata alcune settimane fa dopo nove mesi di prigionia in Algeria, di Clelia Demarte, moglie di Giuseppe Antonio Strano rimasto vittima, insieme al giovane che tentò la rapina Luigi Napoli, della sparatoria nel suo supermercato a Delianuova in provincia di Reggio Calabria lo scorso aprile, e di Lea Garofano (riconoscimento alla memoria) testimone di giustizia calabrese sciolta nell’acido a Milano nel 2009 per la sua scelta di collaborare con la Giustizia e preservare la figlia Denise, attualmente sotto protezione.

Presente solo Clelia Demarte, giovane donna e già vedova con cinque figli, che ha condiviso la sua drammatica esperienza sfociata nel perdono: Assente Rossella Urru, in sua rappresentanza la giovane sarda Rossella Cossu e la responsabile del Cif Sardegna, Lina Rosa Antona. Per le tre donne una creazione artistica raffigurante un volto femminile realizzato dall’associazione culturale, impegnata sul fronte della parità dei diritti e della valorizzazione dell’autonomia femminile, ‘Cotto d’insieme’.

Un’occasione per ricordare che anche il comune di Motta San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria, ha conosciuto la trepidante attesa del ritorno di un suo giovane rapito in Darfur il 14 agosto 2011 e liberato dopo quattro mesi di prigionia nel dicembre dello stesso anno, Francesco Azzarà. In rappresentanza del sindaco della comunità sottese, Paolo Laganà, la moglie Fatima Mallamaci ha porto una missiva affinché giunga la comune di Samugheo, in Sardegna, la richiesta di gemellaggio con il comune di Motta San Giovanni.

Musica, riflessione, memoria ed impegno, quindi, in apertura di questa nuova edizione di Eco jazz che si conferma una manifestazione capace di lasciarsi contaminare dal territorio da cui trae costante e preziosa ispirazione. Dall’alba al tramonto con il secondo appuntamento della kermesse domani alle ore 19 sulla Loggia di Pellaro per ascoltare i Sax Master Class diretti da Francesco Bearzatti a intonare i ‘Suoni dell’urlo del tramonto sul Mediterraneo’, un tributo ai fantasmi agitati del Mediterraneo. Come la violenza sulle donne, anche il volto drammatico delle migrazioni costituisce oggi un solco di estrema attualità su cui riflettere, affidando responsabilmente alla musica jazz, custode da sempre di storie di libertà, la missione di tracciare un percorso di impegno.
 
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