Calabria, La Destra "Spending review danneggia ulteriormente questa regione" PDF Stampa E-mail
Martedì 07 Agosto 2012 17:05

Di  seguito il comunicato diffuso da La Destra Calabria:

"Con gli odiosi tagli della “spending review”, imposti dal governo “affamapopolo” di Monti e dai suoi sodali (PdL-PD-UdC-FLI), la Calabria sarà tra le regioni più danneggiate, penalizzate ed “ipertartassate” d'Italia. Il massacro della nostra terra continua. C'è voglia di ribellione. È quanto afferma, in una nota, il segretario regionale de La Destra, Gabriele Limido. È inaudito - continua Limido - che una regione depressa come la Calabria debba essere ancor di più condannata con questi tagli. Non solo dobbiamo far fronte a delle emergenze sociali e di legalità provocate dallo strapotere della 'ndrangheta che soffoca e distrugge l'economia sana della nostra regione, impoverendo tutto il tessuto sociale calabrese. Ma adesso, come un macigno, arrivano queste ultime misure “asfissianti”, che andranno a strozzare le nostre poche risorse finanziarie. Anziché ipertassarci e “tartassarci”, il governo dei banchieri cominciasse a contrastare, seriamente e con vigore, il potere delinquenziale delle cosche mafiose in Calabria.

È deprimente - prosegue Limido - pensare che dalla seconda settimana d'agosto, con l'approvazione definitiva alla Camera del decreto sulla “spending review”, 18 milioni di italiani pagheranno 1,9 miliardi in più di imposte. E secondo una stima attendibile di un autorevole Centro studi di categoria quella che sarà più penalizzata sarà proprio la Calabria insieme ad altre regioni del Sud. Infatti, sulla base dell’articolo 16 del decreto che consente alle otto regioni con deficit sanitario, tra cui la nostra, di aumentare di 0,6 punti l'addizionale regionale Irpef, anticipando di un anno quanto previsto dalle norme sul federalismo regionale, per la Calabria (2,63 per cento), e altre regioni meridionali, l'aumento sarà del 114 per cento in più rispetto all’onere sopportato da trentini, friulani, veneti, valdostani e toscani (1,23 per cento). Un contribuente calabrese, quindi, con un reddito di 30 mila euro, si troverà a pagare circa 790 euro l’anno, ossia 420 euro in più rispetto ai contribuenti delle regioni più virtuose, che sullo stesso reddito dovranno al fisco solo 369 euro. Una penalizzazione che, ovviamente, aumenterà proporzionalmente all’aumentare del reddito. La penalizzazione delle realtà territoriali più povere crescerà considerando insieme l'addizionale regionale e quella comunale. Proprio per questo motivo, e per tanti altri, non c'è più tempo da aspettare. Questa sorta di “macelleria sociale”, verso i più deboli, deve finire. È arrivato il tempo di ribellarci".

 

 

 
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