Omicidio Puntorieri: le intercettazioni inchiodano i complici di Ventura. Decisivo il video anonimo del delitto PDF Stampa E-mail
Venerdì 20 Luglio 2012 12:36

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di Stefano Perri
- Al momento dell'omicidio di Marco Puntorieri il killer Domenico Ventura non era solo. Con lui erano sul luogo del delitto anche Natale Cuzzola e Domenico Condemi,

i due soggetti raggiunti stamane da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a seguito delle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria.

I tre soggetti, tutti presunti appartenenti alla cosca reggina Libri-Caridi-Zindato, già disarticolata nell'ambito delle operazioni ''Alta Tensione 2'' e ''San Giorgio'', dovranno rispondere a vario titolo di omicidio, occultamento di cadavere, porto abusivo di armi e relativo munizionamento.

GUARDA IL VIDEO ANONIMO DELL'OMICIDIO

Ad illustrare i dettagli dell'operazione è il Procuratore Ottavio Sferlazza insieme al Questore di Reggio Guido Longo, accompagnati dal capo della Squadra Mobile reggina Gennaro Semeraro e dal Commissario Capo Francesco Giordano.

Decisivo per lo sviluppo delle indagini è il video catturato da una mano anonima e successivamente inviato alla Stazione dei Carabinieri di Modena (RC), che riprende le fasi dell'omicidio e inchioda il killer Domenico Ventura immortalando lui e la vittima designata Marco Puntorieri all'ingresso di un casolare nei pressi del Torrente Armo. I file video, inviati ai carabinieri all'interno di una pen drive, sono stati realizzati con l'uso di una videocamera fissa precedentemente fissata su un albero (il che fa pensare che l'autore fosse informato dell'omicidio che si sarebbe consumato) e da un'altra mobile in mano ad un operatore occulatato tra i cespugli. Nella parte finale, censurata, mostrano anche il cadavere di Puntorieri, negli attimi immediatamente successivi agli spari ed una vettura che si allontana dal luogo dell'omicidio con a bordo proprio il killer Domenico Ventura.

Immagini che avevano prodotto già il 21 marzo scorso l'arresto di Domenico Ventura e che sono oggi risultate decisive per la ricostruzione dell'intera vicenda. Dall'analisi di intercettazioni  ambientali precedentemente effettuate gli uomini della Squadra Mobile reggina sono infatti riusciti a documentare le prove incontrovertibili del coinvolgimento di Cuzzola e Condemi nell'omicidio e nel successivo occultamento del cadavere di Puntorieri.

omicidiopuntorieri2Proprio grazie alle intercettazioni gli inquirenti sono stati in grado di ricostruire l'intera dinamica dell'omicidio ripreso nel filmato anonimo. Il giorno prima il killer Ventura, accompagnato dai due complici oggi raggiunti dalla misura restrittiva, si era recato sul luogo scelto per uccidere Puntorieri con l'obiettivo di fare le prove generali dell'omicidio. Nonostante la presenza di una coppietta appartata i tre avevano perfino provato l'arma, un fucile a canne mozze visibilmente riconoscibile anche nel video, che avrebbero utilizzato per l'omicidio. Il giorno seguente, il 15 settembre 2011, Puntorieri, anche lui pluripregiudicato, si era recato sul posto convinto di dover partecipare ad un omicidio, tanto da aver chiesto alla moglie prima di uscire di casa un paio di collant per occultare il viso, inconsapevole però di essere lui la vittima prescelta. Nelle fasi immediatamente successive al delitto i tre aguzzini si erano poi adoperati all'occultamento del cadavere di Puntorieri che non è stato più rinvenuto.

Dopo l'invio anonimo del video ai carabinieri gli inquirenti erano riusciti a risalire al luogo dell'esecuzione, rinvenendo il furgone, un Renault Kangoo, di proprietà della vittima sul quale sono state poi riscontrate tracce ematiche e frammenti ossei riconducibili proprio a Puntorieri.

L'analisi delle intercettazioni è servita poi a chiudere il quadro, inchiodando definitivamente i complici di Ventura.

Rimane ancora un punto oscuro nella vicenda. Chi ha realizzato il video e per quale motivo? Al momento non ci sono elementi per individuare l'autore del filmato ma tutto fa pensare che gli autori dell'agguato siano stati a loro volta vittime di un contro agguato messo in atto da qualcuno con l'obiettivo di incastrarli e consegnarli nelle mani della giustizia.

Anche il movente al momento è incerto, ma secondo gli inquirenti si tratta di un regolamento di conti all'interno della cosca, anche se questo stride in parte con il comportamento tranquillo della vittima negli istanti immediatamente precedenti all'omicidio. Quello che è certo è che Puntorieri si è recato sul posto in maniera assolutamente consapevole e si fidava ciecamente dei suoi aguzzini.

 
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