Reggio, Minasi sulla sentenza del Tar sull'assemblea richiesta da RNT: ''Amministrazione ha sempre dimostrato sensibilità'' PDF Stampa E-mail
Giovedì 19 Luglio 2012 21:11

Di seguito la nota dell'Assessore Tilde Minasi: Nessuno intende assolutamente sminuire quelle che sono le recenti formulazioni del Tribunale Amministrativo Regionale, che ha svolto egregiamente il proprio compito

in merito al ricorso avanzato da ReggioNonTace nei confronti del Comune, ma è necessario evidenziare che  l'Amministrazione, alla luce delle importanti questioni al centro dell'assemblea pubblica richiesta dal sodalizio tramite una petizione sottoscritta dai cittadini, ha sempre dimostrato la propria sensibilità così da trattare le tematiche messe in evidenza da Rnt, che, tra l'altro, costituiscono le più urgenti priorità nell'agenda politico - amministrativa dell'Ente, del Consiglio e  della Giunta Municipale guidata dal sindaco Demetrio Arena.

 

L'importanza delle questioni che più volte hanno sottolineato i reggini che si sono resi protagonisti della raccolta firme non è mai sfuggita all'attenzione del Primo Cittadino che già in passato si era confrontato con i rappresentanti del movimento: a due mesi dal suo insediamento, infatti, dimostrando ampia e completa disponibilità Arena ha aderito alla richiesta di un incontro formulata da Rnt, rispondendo per più di quattro ore alle domande poste dai presenti a Palazzo San Giorgio in quell'occasione. Medesimo atteggiamento tenuto nei mesi scorsi, quando ReggioNonTace indisse una manifestazione davanti la sede del Municipio ed il Sindaco, attraverso alcuni consiglieri comunali di maggioranza, invitò il Movimento a discutere proprio sulla convocazione dell'assemblea pubblica ricevendo un diniego. Furono quindi gli stessi consiglieri a presentare ad Arena formale richiesta di convocazione  per un'assemblea da tenersi ai sensi dell'articolo 14 dello statuto comunale.

La volontà del Primo Cittadino, dunque, viene ancor più fortificata dall'organizzazione, appunto, dell'assemblea pubblica per lo scorso 2 luglio, e quindi prima della decisione del Tar che si è pronunciato due giorni dopo. Un incontro che, effettivamente, si è svolto in ritardo rispetto alla tempistica prevista dallo Statuto: slittamento dovuto alle note vicende che hanno coinvolto Palazzo San Giorgio negli ultimi mesi,  ma al quale, nonostante le numerose difficoltà, nessuno ha voluto sottrarsi.

Alquanto strumentali quindi le polemiche successive alla realizzazione dell'assemblea. Il Comune ha ottemperato alla necessaria pubblicità dovuta all'iniziativa (sono stati affissi i manifesti, pubblicata la comunicazione sul sito istituzionale e raggiunti via telefono e mail i protagonisti della giornata), ha individuato una sala adeguata alle aspettative di pubblico, convocato i dirigenti e i tecnici e, naturalmente, gli esponenti di Consiglio Comunale e Esecutivo Municipale, insieme,  al sindaco Arena. Un lavoro abbastanza strutturato quindi, quello messo in atto dallo staff del Primo Cittadino, il quale, giunto con qualche minuto di ritardo rispetto l'appuntamento (comprensibile a fronte della mole di impegni che contraddistinguono la giornata di un sindaco) non ha potuto far altro che registrare amaramente, come tutti i presenti tra l'altro, l'assenza dei promotori dell'assemblea. Ritengo quindi che l'iter seguito dall'Amministrazione per rispondere alle richieste della città sia stato espletato correttamente per ciò che concerne l'organizzazione della manifestazione, ma aspetto ancor più significativo è la volontà di confronto su questioni di fondamentale importanza che proprio ReggioNonTace avrebbe dovuto aver l'urgenza di dibattere senza strumentalizzare su questioni temporali o di comunicazioni prima della convocazione e anche successivamente. In sintesi, è stata persa una validissima occasione di dialogo sulla quale questo comitato ha condotto una battaglia durata alcuni mesi per poi vanificare gli sforzi di entrambi le parti. La decisione assunta dal Tar, perciò, seppur rilevante, è solo una ragione formale ma non sostanziale, poiché il fine ultimo dovrebbe essere non la 'vittoria' di un interlocutore sull'altro, bensì un dibattito proficuo e costruttivo sul futuro della Città e la sua positiva trasformazione cui tutti aspiriamo.

 
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