Consiglio Regionale: tutti contro la soppressione dei Tribunali di Lamezia, Rossano, Castrovillari e Paola PDF Stampa E-mail
Lunedì 09 Luglio 2012 15:23

consiglioregionale3mag
di Stefano Perri
- Consiglio Regionale urgente e straordinario per dare una risposta pronta ed unitaria contro il taglio previsto dal Governo sui Tribunali di Lamezia, Rossano, Castrovillari e Paola.


 

Approvato all'unanimità un ordine del giorno finalizzato ad iniziative da presentare al Governo contro i tagli previsti nella legge delega. Presenti a Palazzo Campanella anche i rappresentanti dei territori interessati dai tagli, invitati a riferire di fronte ai tanti parlamentari calabresi intervenuti e ai consiglieri regionali.

''Quella del Governo - esordisce il Presidente del Consiglio Francesco Talarico - è una decisione irresponsabile in un momento in cui invece servirebbe una risposta forte dello Stato sul territorio".

Dopo le proteste delle ultime settimane, culminate con l'azione dell'ordine degli avvocati di Lamezia Terme che hanno occupato simbolicamente il tetto del Tribunale cittadino, la vicenda della soppressione dei presidi giudiziari giunge dunque in Consiglio Regionale. L'obiettivo è quello di giungere ad una deliberazione unitaria da presentare al Governo ed in particolare al Ministro della Giustizia Paola Severino, rea, insieme ai componenti della Commissione Giustizia, di aver proceduto al taglio dei Tribunali calabresi senza tener conto delle peculiarità territoriali.

"Vogliamo alzare la voce - ha proseguito Talarico -  contro una decisione burocratica ed ingiusta. La nostra non è una risposta localistica ma deriva dalla profonda conoscenza di un territorio che ha necessità di un'attività forte di contrasto alla criminalità organizzata. Ci rendiamo conto che non possiamo più ragionare come prima. E' necessario tagliare sperperi e sprechi e noi lo stiamo facendo, ma qui è in pericolo l'ordine pubblico e c'è il rischio di una sorta di implosione sociale".

"E' necessaria - ha concluso Talarico - una voce forte e responsabile . Fino a che il taglio non diverrà definitivo avremo modo di intervenire con atti che facciano capire al Governo l'inopportunità di questo provvedimento. E' stata già fatta un'eccezione per il Tribunale di Marsala, noi chiediamo che venga fatto lo stesso anche in Calabria".

Tocca al Governatore Scopelliti rincarare la dose nei confronti del Governo nazionale.  "La Spending review  - ha dichiarato in aula - sembra essere diventata la soluzione a tutti i problemi del Paese. Se il Presidente di una Regione si rivolge al Presidente del Consiglio per chiedere la modifica di una provvedimento non può rimanere inascoltato".

''In questa vicenda - prosegue Scopelliti raccontando il pregresso dei tagli - era stato raggiunto un primo accordo in Commissione per il quale era stato individuato un solo Tribunale da tagliare. Ma io ho risposto che nessuna delle sedi dovesse essere chiusa e mi aspettavo che il Ministro si facesse carico di questa risposta e avviasse un percorso conseguente".

Scopelliti è durissimo contro la proposta del Governo. ''La chiusura dei Tribunali è un segno di resa. Quando si parla della Calabria si tende sempre a chiudere o tagliare. E' una scelta sbagliata che rischia di far implodere il territorio.  Non escludo che anche in Parlamento si possa dare un segnale chiaro dai nostri rappresentanti calabresi di destra, di centro e di sinistra.  E' vero la Calabria con 22 parlamentari non possono determinare niente, ma se ci si mette di traverso da 22 si può arrivare a 222".

''Il messaggio che passa - conclude Scopelliti - è che la Giustizia sul territorio chiude. In questa partita ci vuole un fronte comune e unitario per rispondere ai bisogni della comunità regionale

All'intervento di Scopelliti seguono poi in successione i contributi di una serie di addetti ai lavori, Presidenti dei Tribunali e degli Ordini degli Avvocati, dei diversi territori che sarebbero interessati dal taglio delle sedi giudiziarie.

Tra loro anche il Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Lamezia Terme Gianfranco Barbieri, il Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Rossano Serafino Trento, il Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Paola Vito Caldiero, Eugenio Salerno in rappresentanza del Consiglio Comunale di Castrovillari, il Sindaco di Paola Basilio Ferrari, il Sindaco di Rossano Giuseppe Antoniotti, Vicesindaco di Lamezia Terme Francesco Cicione, Alessandra Baldari della Segreteria Regionale Cgil e Antonino Nasone Segretario generale della Uil Giustizia.

Tutti in coro a ribadire le prerogative dei diversi territori e sottolineare la necessità di mantenere presidi di legalità all'interno di aree ad alta densità criminale, anche a costo di giungere ad azioni eclatanti.  ''Si sta tentando di sopprimere proprio i tribunali più efficienti - dichiarano i rappresentanti territoriali - ricorreremo ad ogni tipo di strumento per difendere non solo i Tribunali calabresi ma quelli di tutte le aree ad alto rischio criminalità''.

A seguire gli interventi in aula dei parlamentari calabresi. Presenti tanti rappresentanti romani del centrodestra mentre sull'assenza del centrosinistra si apre la querelle sugli inviti ''fantasma'' che la Presidenza del Consiglio assicura di aver inviato ma, stando a quanto riferito in aula dal capogruppo del Pd Sandro Principe, non sono mai giunti a destinazione.

E' Angela Napoli ad intervenire per prima, riferendo che il Governo Monti è solo attuatore di una legge precedente che prevedeva la soppressione dei Tribunali. ''Il Governo - ha spiegato Napoli - è costretto a dare attuazione ad una legge che si è ritrovato e che ha una scadenza a settembre prossimo. La critica che possiamo fare è che non sono stati applicati tutti i criteri. Ma il Ministro dopo aver avanzato la proposta ha delegato le commissioni e il Csm a esprimersi nel merito, dunque adesso è compito della politica".

Dopo di lei si alternano al microfono gli altri parlamentari eletti in Calabria. Tra gli altri anche Pino Galati, Ida D'Ippolito, Mario Tassone, Giovanni Dima e Nino Foti (che pur assente ha inviato un messaggio di condivisione rispetto alle istanze espresse dal consiglio regionale).

A concludere la sessione dedicata ai contributi dei Parlamentari è l'intervento di Iole Santelli. ''Ho molta fiducia - dichiara -  nella possibilità di mantenere le sedi giudiziarie a rischio. I tagli previsti rientrano in un provvedimento di efficienza e non di risparmio. Era effettivamente necessario rivedere le circoscrizioni giudiziarie poiché la geografia giudiziaria è molto eterogenea. Il parametro utilizzato è quello di un minimo di 20 magistrati. I Tribunali a rischio in Calabria hanno 15 o 17 magistrati, dunque sono molto vicini e non possono essere considerati piccoli tribunali. Inoltre rispetto alle piante organiche sono sottodimensionati dunque rientrerebbero pienamente nei parametri imposti dal Governo''.

A rispondere alle sollecitazioni dei parlamentari gli interventi dei capigruppo in Consiglio Regionale.

Ad esordire è Giampaolo Chiappetta, capogruppo del Pdl in Consiglio Regionale: ''C'è condivisione assoluta sul percorso da mettere in atto sulla questione dei Tribunali - ha dichiarato Chiappetta - la decisione del Governo giunge da valutazioni troppo superficiali e burocratiche. Come il rispetto della legge è un dovere dei cittadini, lo Stato ha il dovere di ammiinistrare la giustizia garantendo eguali diritti a tutti i cittadini".

Più duro il giudizio del capogruppo del Pd Sandro Principe. ''Chiudere quattro Tribunali in Calabria è assurdo - dichiara Principe - un ordine del giorno non basta. Ritengo che una delegazione delle istituzioni calabresi debba recarsi a Roma a portare le istanze del territorio anzitutto ai parlamentari, poi alle commissioni ed infine al governo".

Sul punto interviene anche il capogruppo di Autonomia e Diritti Agazio Loiero: ''La Spending Refiew si abbatte in particolare sui territorio meridionali. E' grave che il Ministro abbia respinto le istanze del territorio non ricevendo la delegazione calabrese. Adesso bisogna procedere compatti ed attivare tutti i circuiti necessari a far valere le nostre ragioni".

Polemico il Capogruppo Udc Alfonso Dattolo. "La Calabria - dichiara - non può andare avanti a colpi di comunicati stampa. Oggi era necessaria la presenza dei parlamentari di centrosinistra e spero che sia stato solo un difetto di comunicazione. L'approvazione di un documento unitario sarebbe il simbolo di una Calabria che vuole far rinascere il suo senso di appartenenza".

Conclude il dibattito in aula il consigliere Domenico Talarico, che a nome del gruppo di Italia dei Valori, esprime forti riserve nel merito del documento unitario proposto in aula, approvato in ogni caso all'unanimità. ''Assistiamo ad un dibattito surreale - dichiara Talarico - e questo completa il necrologio della Calabria e mi riferisco agli Ospedali, alla mobilità, alle Province, al lavoro ed in fine anche ai Tribunali. Il Governo è impegnato solo a tagliare. Noi non vogliamo fare nessuna ammucchiata. La legge delega è stata votata all'unanimità, dove erano i parlamentari della maggioranza? C'è il rischio che questa seduta si trasformi in una perdita di tempo se non chiediamo il rispetto dei vincoli contenuti nella legge delega".

 

 
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