Arena chiama Reggio alla sfida decisiva per il futuro PDF Stampa E-mail
Martedì 21 Giugno 2011 09:58
Demetrio_Arena_grande1
di Giusva Branca -
Le dichiarazioni programmatiche lasciano da sempre il tempo che trovano, almeno per la parte relativa al cosiddetto “libro dei sogni”, un libro che, peraltro, è legittimo e anche giusto che esista.
Il Sindaco di Reggio Calabria, Demetrio Arena, presentatosi in Assemblea in occasione della prima seduta dell’Assise per la nuova consiliatura, ha snocciolato le linee programmatiche del suo mandato amministrativo e, al di là, come detto, del “libro dei sogni” e delle opere da realizzare (il tempo, galantuomo, dirà in che misura questi sogni diventeranno realtà), la parte evidentemente di maggior spessore del suo intervento non a caso è stata riservata all’inizio.
Il volto moderato e dai toni entro le righe, tipico di Arena, ha scandito, ben prima dei sogni, le priorità immediate del Comune di Reggio: una rigorosa politica “di controllo e di contenimento della spesa” è stata quasi evocata da Arena e questo, tutto sommato, è un atteggiamento di grande responsabilità e, al tempo stesso, di presa di coscienza di una situazione segnata da “una difficile congiuntura che sta caratterizzando questo momento storico” e, nel contempo, della necessità “nell'immediatezza, di risolvere le emergenze della nostra realtà cittadina”.

Quindi, ricapitolando: momento difficile, necessità di controllare e contenere la spesa e, al tempo stesso, risolvere le emergenze.
Dando per scontato il momento difficile, per nulla banale è il passaggio di Arena sul secondo punto, caratterizzato, come visto, da due fasi: contenimento e controllo della spesa.
Il contenimento della spesa, a sua volta, passa da almeno due direttrici: la prima, la più ovvia, inerisce all’aspetto che si coniuga con un oculato utilizzo dei fondi pubblici e, soprattutto, in sede di bilancio preventivo, di una opportuna ripartizione delle poste che risponda in maniera responsabile ad un criterio che tenga conto di bisogni primari, secondari e via dicendo del territorio.
La seconda direttrice sulla quale si muove il contenimento della spesa è relativa a quel buco nero che sono diventate le società miste che, al tempo stesso, da un lato non garantiscono servizi adeguati (soprattutto Multiservizi) e dall’altro rappresentano un peso quasi insostenibile per le casse comunali.
Arena, senza giri di parole, fa riferimento ad una necessaria “rivisitazione dei contratti con le  Società Miste, i cui rapporti devono essere rimodulati alla luce delle nuove esigenze della macchina amministrativa e al fine di migliorare radicalmente la qualità e la tempestività dei servizi offerti e, nel contempo, ridurre i costi di gestione”.
Ora, la conciliabilità dei termini “rivisitazione dei contratti”, “migliorare radicalmente la qualità e la tempestività dei servizi offerti” e  “ridurre i costi di gestione” è, in verità, il nocciolo del problema e, probabilmente, il vulnus principale dell’intera impalcatura amministrativa del mandato-Arena.
Le sue – riconosciute – capacità di amministratore proprio su questo tema vedranno il banco di prova più impegnativo e, al tempo stesso, decisivo per orientare l’intera azione amministrativa del prossimo quadriennio. Nello specifico Arena sarà chiamato a scelte forti – da oculato amministratore, appunto – che potrebbero cozzare con esigenze politiche, con quelle alchimie portatrici di equilibri di matrice più o meno elettorale che da sempre, in ogni Ente, soprattutto del Sud, tarpano le ali a progetti di risanamento – economico e dei servizi offerti – di ampio respiro.
Su questo punto Arena – e lui lo sa bene – può trovare il trampolino di lancio o uno scoglio molto appuntito sul quale infrangere l’intero suo programma di governo cittadino.
Piace la rimodulazione del rapporto col patrimonio edilizio comunale che, nell’ottica del primo cittadino va “valorizzato” al pari di un “concreto sfruttamento dei rilevanti e preziosi beni naturali, ambientali, culturali  che rappresentano la principale fonte di ricchezza del nostro territorio”.
Una frenata su indiscriminate ipotesi di alienazione selvaggia del patrimonio edilizio: così va letta la dichiarazione programmatica di Arena sul punto e, in effetti, anche su questo tema, un po’ di moderazione non guasta.
Ma il secondo punto richiamato da Arena e strettamente collegato e funzionale al primo è quello relativo al controllo della spesa: “Punteremo” – ha detto Arena all’Assemblea – “alla razionalizzazione delle risorse, alla valorizzazione delle professionalità, alla trasparenza delle procedure, creando un sistema efficiente che quotidianamente dovrà rispondere in maniera precisa e puntuale alle richieste dei cittadini. A tal fine” – ha proseguito il Sindaco – “sarà necessario procedere alla revisione dei regolamenti ed all’adeguamento del sistema di valutazione del personale che deve essere incentrato sulla meritocrazia e direttamente correlato al raggiungimento degli obiettivi di mandato”.
Detta così sembra una semplice dichiarazione d’intenti, ma, in verità, essa nasconde, almeno nelle ambizioni, una vera e propria rivoluzione dell’intero sistema burocratico cittadino.
Non è possibile per nessuno dimenticare che veniamo fuori da anni in cui addirittura Scopelliti puntò l’indice contro i dirigenti dei settori e da una indagine, devastante sul piano dei contenuti, che ha fatto quasi tabula rasa a suon di manette di funzionari e impiegati di un settore da un lato delicatissimo e dall’altro emblema e “pilota” degli uffici comunali, quale quello dell’urbanistica.
“Valutazione del personale” e “meritocrazia” sono le due paroline magiche che, fin qui, Sindaco dopo Sindaco, sono rimaste tali secula seculorum e che, ancora oggi, rappresentano le colonne d’Ercole verso la navigazione in mare aperto di un Comune che voglia provare a darsi un futuro.
La sfida di Arena è esattamente questa, altrimenti la copertina del libro dei sogni è già pronta…

 
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