Cisl: riorganizzare il servizio sanitario provinciale PDF Stampa E-mail
Domenica 15 Febbraio 2009 13:15

Riceviamo e pubblichiamo dalla Cisl Funzione Pubblica
La nostra convinzione e che la riorganizzazione del servizio sanitario provinciale deve passare per il rilancio dei servizi ospedalieri e territoriali.

Allo stesso modo e nel mentre, giustamente si progetta il futuro, non può essere dimenticato il presente, perché i bisogni e le necessità della popolazione dell’Asp hanno il diritto di avere risposte alla loro domanda sanitaria in loco ed in maniera degna di un Paese civile.

Ma le problematiche che attanagliano i presidi ospedalieri, accomunati ed abbandonati in un lento processo di auto consunzione, hanno ridotto la risposta sanitaria ormai prossima allo zero. Le conseguenze ricadono sulla pelle dei cittadini e degli operatori.

A tale proposito che dire dei disagi agli operatori ed agli utenti che numerosi si rivolgono al presidio di Melito P.S. per vedere soddisfatta la loro domanda di salute. Il CUP nato per snellire procedure e conseguenza della Carta dei Servizi anziché avvicinare , causa inconvenienti di ogni genere, di fatto allontano dalle strutture pubbliche.

Da una veloce disamina abbiamo  potuto notare che i locali in cui è stato trasferito il CUP, da precedenti locali inidonei, sono ubicati in locali che non possono contenere un numero adeguato di utenti e dove l’ accoglienza degli utenti è praticamente inesistente, per non citare le disfunzioni del CUP telefonico, dovute crediamo alla fase iniziale di un meccanismo nuovo. Ma questo non deve farci dimenticare che per concezione il SSN è e deve essere essenzialmente pubblico.

Ogni ufficio, servizio eccetera,  dovrebbe fare “rete” con altri pezzi per rendere in un unicum il servizio sanitaria; ma questo percorso ideale è disseminato di diverse asperità. Che vanno dall’ubicazione degli uffici di supporto alla Direzione Sanitaria sono senza collegamenti telefonici e ubicati al di fuori del presidio, all’allocazione di alcuni uffici, ad esempio l’ufficio infermieristico di presidio, in spazi cosi angusti e ristretti, fuori da ogni norma su “igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro”.

Noi riteniamo che il servizio sanitario, costituzionalmente garantito,  non può che essere, prioritariamente pubblico, in questa ottica deve essere profuso ogni sforzo, rendendo efficace ed iniziando dalla Carta dei Servizi approvata nel 1995, che doveva “avvicinare” l’utente alla struttura rendendolo partecipe e facendogli vivere il ricorso alla struttura sanitaria, nella maggior parte dei casi in condizioni di bisogno, con un minimo di serenità umanizzando l’approccio.

In questa logica e cono questo spirito riteniamo che debba essere profuso ogni sforzo al fine di aprire i nuovi locali della dialisi, che risponde alla logica di una maggiore offerta di servizi sanitari pubblici, che tamponi l’esigenza dei cittadini-utenti.

IL SEGRETARIO GENERALE AZIENDALE

            (Francesco Politanò)

 

 

 

 

                                                  

 
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