“L’uomo dagli occhi glauchi” di Patrizia Debicke PDF Stampa E-mail
Sabato 27 Marzo 2010 09:58

luomodagliocchiglauchi

di Cristina Marra - Atteggiamento fiero, spalle larghe e possenti, occhi cerulei: è il ritratto de “L’uomo dagli occhi glauchi” dipinto da Tiziano Vecellio a metà Cinquecento e conosciuto anche come “Ritratto di giovane inglese”. Ma qual è l’identità del giovane? Il mistero

 che pervade il quadro non poteva non stuzzicare la fantasia di Patrizia Debicke Van Der Noot, autrice di romanzi gialli e storici ed esperta conoscitrice del Rinascimento italiano. Nel suo romanzo intitolato come il dipinto, “L’uomo dagli occhi glauchi” (Corbaccio), l’autrice identifica il giovane in Lord Francis Templeton, figlioccio del duca di Norfolk, inviato in Italia con la missione ben precisa di proteggere un membro del Concilio di Trento alla cui vita attenta l’anziano Enrico VIII. In un clima di ostilità e tensioni tra cattolici e protestanti, Debicke sviluppa una trama gialla in cui il ruolo di Templeton sarà di primo piano. Al suo arrivo in Italia Lord Templeton contatta il famoso pittore Tiziano Vecellio e gli commissiona il suo ritratto. É solo una scusa per celare le sue vere intenzioni, ma il ritratto comincia a prendere forma e Vecellio è sempre più affascinato e incuriosito da quel giovane “che è come soffuso da un’aura indecifrabile di melanconia, la cui espressione è intensa e misteriosa allo stesso tempo”. Dopo la  Firenze dei romanzi “L’oro dei medici” e "La gemma del cardinale", stavolta Patrizia Debicke  ambienta il suo giallo storico tra  Venezia e Roma nel periodo del Carnevale. Dalle calli veneziane addobbate a festa e stracolme di gente in maschera, “suonatori di trombe di pifferi e figuranti vestiti da saraceni, ninfe, fauni”, alla Roma della corsa del martedì grasso e dello straripamento del Tevere, la cui piena inonda Piazza del Popolo “per poi ingolfarsi tempestosa nelle strade, dilagando nelle piazze, ribollendo furibonda, dividendosi in mille rivoli rovinosi”, “le città sono vere protagoniste nei romanzi di Debicke. E' così? chiedo alla scrittrice,

“Direi che hai centrato l’idea. Sì.” mi risponde, “una Venezia vissuta e interpretata a diversi livelli. Dai bassifondi al Palazzo ducale con il suo favoloso carnevale che invade le calli e i canali e la domina e la Roma papale con i suoi ardenti contrasti, il popolo, i mendicanti, i fasti, i festeggiamenti e le cerimonie più solenni.”

Tantissimi sono infatti i personaggi del romanzo, dal cardinale Alessandro Farnese a Monsignor Giovanni della casa, da Tiziano Vecellio a Papa Paolo III, da Jim Barret ad Angela Gradi.

“Nel tuo giallo storico ci sono personaggi realmente esistiti e altri inventati”

“Stavolta compare un indice dei personaggi che aiuta il lettore. Quelli con l’asterisco, la maggioranza in realtà, sono esistiti e sono importanti perché danno maggior verosimiglianza al plot narrativo. Il personaggio inventato e inserito in fatti ed episodi reali diventa spaventosamente  plausibile e  mi piace pensare che talvolta il lettore si chieda dove finisce la verità e comincia la fantasia”. Oltre agli uomini che si contraddistinguono per il coraggio, la violenza, le strategie e le crudeltà ne “L’uomo dagli occhi glauchi” compaiono molti personaggi femminili. 

 “Dalla conturbante cortigiana Angela alla adolescente Regina Elisabetta, che ruolo hanno i personaggi femminili  nel romanzo?”

“Ruoli comprimari, ma importanti. Le donne fanno parte integrante della vita del protagonista. Il ricordo sfumato della moglie morta, la figura intensa della madre, quella  della vedova del soldato, Angela la bella, ma intelligente e colta cortigiana che pur cedendo  e lasciandosi conquistare dal sentimento si impone con la dolcezza della sua struggente femminilità, Donna Olimpia l’aristocratica romana… E poi Elisabetta, la deliziosa bambina, l’adolescente  che mostra già i segni e la straordinaria forza di carattere che caratterizzerà tutta la sua vita e il suo regno”.

Il ruolo di Templeton, ospite del cardinale Farnese, e la sua missione in Italia ne fanno un personaggio non solo intrepido e valoroso ma anche arguto, affascinante e romantico.

“Dopo Giovanni de Medici de "La gemma del cardinale"che somigliava a un detective moderno seppur con mezzi e sistemi della sua epoca, in "L'uomo dagli occhi glauchi" Lord Templeton potrebbe essere un James  Bond, uno 007 del Cinquecento?”

“Potrebbe. Il mio personaggio è  sicuramente uno straordinario e preparatissimo agente segreto del Rinascimento che come James Bond, ma ben cinquecento anni, prima  ha per compito la salvezza del regno inglese…”

“Denaro, sesso, intrighi, corte e papato. Tutto ruota intorno al potere. Il romanzo storico è, dunque, ancora attuale?”

“Il romanzo storico, pur datato e inserito nel tempo, mantiene (sembra una contraddizione e invece è così) attualità  di lettura più a lungo di un romanzo tradizionale.

Il potere droga, induce in tentazione? Porta al male? Al bene? Ma il potere è anche la molla che domina la storia dei popoli… Il romanzo storico che ne interpreta le pulsioni, le spinte, le illusioni potrebbe insegnarci qualcosa? Non credo. La storia si ripete… le situazioni e gli errori... anche quelli!”

 

 
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