Anche sul Comune di Messina incombe lo spettro del commissariamento
di Peppe Caridi - Messina rischia di restare senza Sindaco e, così come Reggio, il Comune potrebbe essere commissariato. Giuseppe Buzzanca, sindaco da appena due anni, rischia di decadere a causa dell’incompatibilità tra Leggi tutto.


La Sovrintendente ai Beni Archeologici, Simonetta Bonomi: ''I Bronzi di Riace non si muovono dalla Calabria''
I Bronzi di Riace "non prendono polvere" e per ora non si muovono dalla Calabria. E' la dura replica della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria all'affermazione del Direttore Generale Leggi tutto.


Reggio: l'Unione Europea apre procedura infrazione per gli aiuti pubblici alla Sogas
La Commissione Europea ha aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia in relazione ai finanziamenti pubblici conferiti, dal 2004 in avanti, alla Sogas, la societa' di gestione dell'aeroporto di Reggio Calabria. Leggi tutto.

__________ULTIME DALLA CALABRIA E DA MESSINA____

Messina Crotone Catanzaro Cosenza Vibo Reggio
Lipari (Me): cani randagi sbranano mucche e terrorizzano abitanti
Decine di cani randagi hanno messo in crisi l'allevamento di Nicola Milazzo, nativo di Palermo e residente a Lipari. In localita' Palmeto cinque mucche sono state rincorse dai randagi nell'apprensione generale. Una e' stata letteralmente sbranata, un...Leggi tutto
Calabria: traffico di rifiuti illeciti: 166 gli indagati
Giovedì 07 Gennaio 2010 13:22

E' stata denominata in codice "Acciaio sporco" l'operazione del Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Catanzaro condotta con il supporto del personale del Comando Provinciale

del capoluogo calabrese ed il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, sulla gestione dei rottami ferrosi nel comprensorio lametino. Gli indagati sono in tutto 166. Le indagini avrebbero permesso di documentare l'esistenza di una vera e propria organizzazione, finalizzata al traffico illecito di rifiuti speciali anche pericolosi, con un ruolo centrale svolto dall'impresa "Palmieri Francesco", dedita alla commercializzazione all'ingrosso di rottami ferrosi e semplicemente autorizzata alla "raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi prodotti da terzi". Intorno all'impresa, gestita da Francesco Palmieri, sarebbe emersa l'esistenza di una fitta rete di conferitori di rifiuti speciali pericolosi e non: si tratta di 96 aziende, 7 enti pubblici e 21 soggetti privati. Si sarebbe trattato di un rete ramificata a livello regionale. Palmieri riveste anche la carica di amministratore unico della societa' "Ecofuturo s.r.l.", anch'essa con sede in Lamezia Terme (CZ) ed operante nel campo del commercio all'ingrosso di rottami ferrosi, utilizzata, di fatto, unicamente come ditta trasportatrice della materia prima seconda (M.P.S.) illecitamente prodotta - secondo le indagini - dalla "Palmieri Francesco". La condotta criminosa si sarebbe concretizzata sostanzialmente nell'illecita commercializzazione di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi attestandoli, fraudolentemente, come M.P.S.. Tale attivita' ha consentito agli indagati di raggiungere un duplice ingiusto profitto consistente nell'evitare gli oneri dovuti per legge circa il corretto avvio a recupero o smaltimento dei rifiuti prodottio raccolti nonche', il cospicuo guadagno dovuto alla successiva commercializzazione del rifiuto, surrettiziamente qualificato quale M.P.S. per l'industria siderurgica. La ditta "Palmieri Francesco", sempre secondo l'accusa, nonostante la totale mancanza dei necessari titoli autorizzativi, nonche' la carenza delle specifiche tecnologie e capacita' richieste, avrebbe realizzato, nella propria sede legale, un vero e proprio impianto adibito al trattamento (consistente nella mera riduzione/adeguamento volumetrico e soprattutto miscelazione) di ingenti quantitativi di rifiuti speciali, pericolosi e non, costituiti per lo piu' da veicoli fuori uso, parti di veicoli, R.A.E.E., rottami ferrosi in genere). La stessa ditta, successivamente, attestando la surrettizia produzione di M.P.S., avrebbe provvedduto alla sua commercializzazione verso imprese compiacenti individuate in Sicilia, Puglia, Basilicata e Campania), con il conseguimento di ingenti ed ingiusti profitti. Il trasporto del rifiuto, qualificato M.P.S., al fine di renderne piu' difficoltosa la tracciabilita', era, invece, assicurato con vettori della "Ecofuturo s.r.l.". La Procura di Lamezia Terme, condividendo a pieno le ipotesi investigative formulate dalla polizia giudiziaria, ha disposto l'applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del titolare firmatario dell'impresa "Palmieri Francesco" nonche' amministratore unico della societa' "Ecofuturo s.r.l."; l'applicazione della misura dell'"obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria" nei confronti di 10 persone; l'applicazione della misura dell'obbligo di dimora nei confronti di 7 dipendenti dell'impresa "Palmieri Francesco"; il sequestro preventivo dell'impresa "Palmieri Francesco" e di 39 veicoli (trattori stradali e semirimorchi) utilizzati per le predette attivita' illecite, il tutto per un valore approssimativo di circa 15 milioni di euro.

 
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Impressioni di Gianfranco Donadio

 

IL POTERE DELLE PAROLE, LE PAROLE DEL POTERE  - Il linguaggio delle mafie ha codici precisi. I corleonesi sono stati i "maestri" nella costruzione dei parametri della legittimazione del comando, perché lo hanno saputo usare in modo flessibile, duttile, alternando nel tempo tutte le forme di governo dell'organizzazione mafiosa. Attraverso la doppiezza della parola e alla seduzione ingannevole della sua fascinazione si struttura la base del potere mafioso. E' quanto emerge dalla lezione del Procuratore Aggiunto della DDA di Reggio Calabria, Michele Prestipino in un Seminario di studi all'Università della Calabria il 22 maggio 2010, nell'ambito del programma corso di Etnologia delle culture mediterranee tenuto dal prof. Fulvio Librandi.

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