Beha: "Un Paese di deficienti che da 16 anni è bloccato tra berlusconismo e antiberlusconismo" PDF Stampa E-mail
Venerdì 12 Marzo 2010 09:43

di Grazia Candido (foto Riccardo Ielo/YIPA) Una “mitragliata” sui mali nostrani della Penisola e sulla politica che governa un “paese di deficienti,

di esseri mancanti di raziocinio e fermo da 16 anni su sistemi malati ed immobili”.  “I nuovi mostri” (edito da Chiarelettere) di Oliviero Beha, noto giornalista considerato da qualcuno una voce un po' scomoda forse per la sua schiettezza o per essere fuori sincrono rispetto al pensiero dominante, sono usciti fuori ieri sera, al teatro dello Stretto di Campo Calabro davanti ad una platea composta da giovani, politici, esponenti dell'associazionismo e del mondo universitario, richiamati dalla voce della cultura dell'associazione Urba-Strill.it con la rassegna libraria “Leggere per capire, parlare per condividere” realizzata con il sostegno dell'edicola - libreria Cogliandro.

Antichi, continuamente presenti e rinnovati da chi non vuole abbandonare quei falsi clichè che si rigenerano di generazione in generazione, i nuovi mostri, sono sciorinati, uno ad uno dal giornalista “picconatore” che non risparmia nessuno.  Durante il dibattito con Giusva Branca, Raffaele Mortelliti e l'editore di Rtv Eduardo  Lamberti Castronuovo, l'autore  analizzando il progressivo degrado di una cultura e di un'informazione sempre più asservite al sistema bipolare e ai suoi poteri (“o stai con il centrodestra o con il centrosinistra: l'autonomia critica e la gratuità del giudizio non sono le benvenute” - dice), si scaglia proprio contro quell'informazione “truccata” e soprattutto, contro gli pseudo  intellettuali perchè “i portatori di cultura veri e liberi  mancano al nostro paese: una volta c'erano i Moravia, i Sciascia, i Pasolini e i Calvino”.

“La melassa del consenso e il bipartitismo del pensiero hanno soffocato qualsiasi voce non gradita e non allineata- afferma Beha- La politica è a brandelli, la casta annaspa esibendo crassa ignoranza e appetiti più o meno leciti ma sempre smodati, il Caimano impazza e la malavita organizzata prospera”.

Questo il mondo dipinto dal rabbioso ma non troppo pamphlet di Oliviero Beha, che lancia una crociata contro la banalità dolosa, la normalizzazione, la sciatteria, l'appiattimento di “un'informazione accomodante e che segue la  politica di turno ma soprattutto, non ha mai brillato per autonomia ed indipendenza” ed ancora “quella politica che, altro non è, che un comitato d'affari” .

“I nuovi mostri siamo noi, il sistema mediatico che modifica la realtà vera con una realtà virtuosa. Il sistema dei media italiano che altro è se non un gigantesco Panopticon che ti osserva senza soluzione di continuità, per cui o sei osservato oppure sei osservatore?- si domanda Beha- Siamo di fronte al devastante fenomeno del karaoke degli intellettuali, di chi ripete canzoni altrui a orecchio, per ignavia o convenienza. Servendo. Bisogna tornare alle teste, ai cuori, alle emozioni passate. Il nostro è un paese malato, a rischio per tutto, per la classe politica, per la cultura, per l'istruzione. Non possiamo sprofondare in questo degrado culturale.”.

Ma a tutto questo c'è una via d'uscita?

““Molti mi considerano pessimista, invece sono ottimista, credo sia importante discutere con i ragazzi ed iniziare a procedere verso quell'operazione di resistenza culturale”.

 

 





















 
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