Quante notizie dall'incontro in Prefettura a Reggio? Pochissime.
di Francesco Creazzo - Quali notizie dall’incontro tra il ministro dell’Interno Roberto Maroni e i vertici giudiziari e amministrativi locali? Pochissime. “Rimpolperemo organici e bilanci della procura reggina” ha detto il ministro all’uscita dal lungo Leggi tutto.


Per attaccare la borghesia mafiosa serve senso di responsabilità. Anche da parte della magistratura
di Giusva Branca – No, non mi convinceranno mai. Questa non è ‘ndrangheta. O, per lo meno, lo sarà anche nella sua fase realizzativa, ma non nell’ideazione. Leggi tutto.


Scopelliti a Libero: "Non è ndrangheta, è borghesia mafiosa. Ma non ci fermeranno"
“Vogliono colpire la nuova Calabria, ma non mi fermeranno. Sono quindici anni che combatto per le istituzioni dando segnali di legalità”. Lo ha detto – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta - il Presidente Leggi tutto.


Ostacoli a De Magistris: chiesto il rinvio a giudizio per magistrati, avvocati e imprenditori
 Arrivano le prime risultanze giudiziarie rispetto alle denunce dell'ex Pm di Catanzaro, Luigi De Magistris in merito a tentativi di delegittimazione ed ostacolo alla sua attività. La procura di Salerno, infatti, ha richiesto il rinvio a giudizio per il procuratore della Leggi tutto.


La Giunta che non ti aspetti: le magliette ''Nessun proiettile fermerà il cambiamento''
foto di Attilio Morabito - L'idea è stata dell'assessore Giacomo Mancini e l'intera giunta regionale l'ha colta al volo: presieduta dal vicepresidente Antonella Stasi l'esecutivo Leggi tutto.

__________ULTIME DALLA CALABRIA E DA MESSINA____

Messina Cosenza Catanzaro Vibo Crotone Reggio
Tragedia a Milazzo, muore un sub Tragedia a Milazzo, muore un sub
di Dario Lo Cascio - Rosario Mancuso, quarant’anni, veterinario, originario di Catanzaro ma residente ad Itala, nel messinese, è morto ieri, nel tardo pomeriggio, durante un’immersione a largo di Capo Milazzo. ...Leggi tutto
Vicenda Curzio Maltese: Fondazione Mediterranea ribatte
Venerdì 14 Novembre 2008 10:17

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di Enzo Vitale* -
Caro Direttore, ringraziandoti anticipatamente per l’ospitalità e la speculare rilevanza che vorrai certamente dare a questa mia (non foss’altro che per un  elementare diritto di replica), con la presente si intendono confutare alcune affermazioni fatte da Antonio Monteleone in una lettera inviatati a proposito delle attività svolte dalla Fondazione Mediterranea a tutela dell’immagine della città e pubblicata con imbarazzante evidenza. Per brevità non si citeranno passi della lettera in questione, reperibile sul tuo www.strill.it, né dell’articolo di Maltese, reperibile sul sito www.fondazionemediterranea.eu: ambedue si commentano e chiosano da soli. Mi scuserai, inoltre, se nel seguito mi rivolgerò direttamente a Monteleone, che reputo intellettualmente onesto pur stigmatizzando le sue proposizioni e che, comunque, ringrazio per aver sopravvalutato il potere di condizionamento sui media attribuito alla Fondazione Mediterranea.

Lo scrivente negli anni Novanta ha subito ben tre procedimenti per diffamazione a mezzo stampa per il solo fatto di aver divulgato in maniera non corretta, ovvero enfatizzata e reiterata, fatti assolutamente veri. Uscitone fortunatamente illeso e risarcito, lo scrivente sa quindi bene quale potere di veto per chi scrive possa essere rappresentato dalla minaccia di querela per diffamazione; ma conosce altrettanto bene il potere che risiede nella penna di chi informa sui fatti in maniera erronea o fuorviante. Lei parla di “cazzate” scritte da Curzio Maltese: io, quelle che lei chiama benevolmente “cazzate”, le chiamo diffamazioni sfuggite dalla penna a un giornalista poco o nulla oggettivo nel descrivere la mia città – non dico nostra perché lei stesso nella sua se ne è tirato fuori.

A dar fede ai fatti raccontati dal Maltese, ad aprile dello scorso anno dovrei aver scoperto che mia moglie è malavitosa, che lo è anche uno dei miei due figli, che dei miei genitori uno lo è stato, che lo è la metà degli amici che frequento. Maltese, infatti, dice che “il 50% dei reggini è a vario titolo coinvolto in attività illecite”. Ma forse sbaglio: il giornalista di Repubblica potrebbe aver voluto assegnare una dimensione topografica più che antropologica al suo “50%”. In tal caso solo la zona nord o sud di Reggio dovrebbe essere abitata da mafiosi; oppure dovrebbero essere collusi con la mafia solo gli abitanti ai numeri civici dispari o pari. Secondo un’ulteriore interpretazione del Maltese-Pensiero, il discrimine potrebbe essere rappresentato dall’età anagrafica. Insomma, in qualunque modo le si analizzino, le affermazioni di Repubblica sono ridicole e sostanzialmente fuori da ogni logica che non sia quella della diffamazione.

Un giornalista dello spessore di Maltese non si può permettere di scrivere “cazzate” e, se le scrive, vuol dire che non è un buon giornalista: il che comunque non lo esonera dalle sue responsabilità.

Caro Monteleone, Maltese e la lobby della grande stampa non hanno bisogno di difensori d’ufficio: è Reggio che ha bisogno di essere difesa. La mafia non si combatte con le pagine di giornale che, dopo il botto mediatico utile solo alle vendite, lasciano il tempo che trovano e le persone per bene annichilite: la mafia si lotta, oltre che con la cultura, con una magistratura che, operando fattivamente e in silenzio, sia un po’ meno dedita alle conferenze stampa e alla gestione del suo potere. E questo gli ascari indigeni della grande stampa, quelli che hanno fornito al Maltese le dritte sbagliate, lo dovrebbero sapere.
*Presidente Fondazione Mediterranea

 
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Impressioni di Gianfranco Donadio

 

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