Tegola sulla A3: revocato certificato antimafia alla Condotte SpA PDF Stampa E-mail
Giovedì 03 Aprile 2008 20:30

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 di Claudio Cordova

Cade come un macigno, forse non inaspettato, ma di certo inquietante, il diniego del nullaosta antimafia che il Prefetto di Roma ha operato nei confronti della società di costruzioni Condotte, terza in Italia per fatturato, e impegnata nei lavori di ammodernamento della autostrada Salerno-Reggio Calabria, ma anche della Ss 106.

A darne notizia, oggi, è il quotidiano economico Il Sole 24 ore, che riporta le parole di un indignatissimo Antonio Di Pietro , ministro delle Infrastrutture: “Ho dato disposizioni all’Anas affinchè adotti con urgenza i provvedimenti previsti dalla legge”, ha tuonato l’ex pm. La stessa Anas ha già provveduto alla revoca di tutti i contratti stipulati con la società Condotte, bloccando quindi due degli innumerevoli lotti disseminati lungo gli oltre 400 km di asfalto della Salerno-Reggio e uno riguardante la Ss 106: i tratti interessati sono Serre-Mileto da 91 milioni di euro, quello Mileto-Rosarno da 67 e un maxilotto della Ss 106 Jonica, quello della variante di Palizzi, da 87 milioni di euro.  E’ bene precisare che il certificato di idoneità va rilasciato sì all’inizio, ma può, anzi, deve, essere rinnovato, o come in questo caso revocato, nel corso dei lavori, ma, a tal proposito, i rapporti sui cantieri gestiti da Condotte sono chiari, ancorchè affossanti, dato che si parla di “un contesto ambientale inquinato frutto di uno stretto legame tra la società e la criminalità organizzata calabrese”.

Cosa accadrà ora?

Oltre alla revoca degli incarichi, già operata, Anas dovrà adesso decidere se procedere a una riassegnazione con gara d’appalto, oppure se, come nel caso del tratto Serre-Mileto, quasi ultimato, far subentrare il raggruppamento che si è classificato secondo nella gara d’appalto originaria per evitare ulteriori ritardi siderali nei lavori.

Per quanto riguarda la società, i cui vertici si dicono “attoniti e all’oscuro di tutto” lo spettro del fallimento potrebbe materializzarsi con più sveltezza di quanto sia possibile immaginare, dato che verrebbero bloccati tutti i cantieri sparsi per l’Italia.

Intanto però è piuttosto allarmante e la dice lunga sulla pervasività delle cosche (come vedremo in uno dei prossimi approfondimenti di strill.it), negli appalti quanto nei cantieri, il fatto che un provvedimento di tale gravità vada a intaccare una società romana tra le più antiche d’Italia, essendo sorta nel 1880, che nel 2006, tanto per fare qualche numero, ha avuto un giro d’affari di 713 milioni di euro con un utile di 6,9 milioni.

 
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