Dossier Città Metropolitana – Progetto a rischio, molti Comuni dormono

mercoledì 15 febbraio 2012
11:23

Lungomare_Falcomat
di Damiano Praticò –
La città metropolitana di Reggio Calabria, insieme a Milano, Napoli, Roma e Torino, presenta una perimetrazione ancora non delimitata.

Mentre le altre dieci città metropolitane si sono organizzate, a loro tempo, individuando tramite apposite leggi regionali e decreti dei Presidenti delle Regioni il numero esatto di Comuni rientranti nel nuovo ente amministrativo, Reggio Calabria stenta ancora ad aggregare in sé la maggior parte dei 97 Comuni. Ciò, nonostante l’impegno profuso in questa direzione, fin dall’inizio del 2012, da parte dell’Amministrazione provinciale guidata da Giuseppe Raffa.

Ai primi dell’anno, infatti, la Provincia di Reggio, prendendo ciò ad esempio per la nostra riflessione, ha sollecitato i Sindaci di tutti i Comuni del reggino al fine di partecipare, il 9 gennaio, ad un incontro seminariale per programmare seriamente il progetto di città metropolitana. Un momento di incontro che sarebbe potuto essere un trampolino di lancio, ma soprattutto un esempio di coesione e di comprensione su cosa vogliano veramente realizzare i Comuni della Provincia.
Anche perché, come afferma la Provincia, le azioni messe in campo da parte sua sono molte: tredici poli attrattivi che fanno capo ad aree sviluppabili in primo luogo in servizi e collegamenti, Pisl, un Piano urbanistico provinciale atto a ridisegnare il territorio nell’ottica della costituenda città metropolitana, insomma una serie di idee valide per il confronto con i Comuni.

Ma non tutti i Comuni si sono mostrati collaborativi. All’incontro-dibattito promosso da Raffa in pochi hanno risposto: 55. Comunque la maggioranza si dirà, ma una maggioranza davvero esigua per pensare a progetti di così grande portata. E da uno screening geografico dei Comuni aperti al dialogo sul tema, prendendo ad esempio questo piccolo episodio, si nota che è soprattutto la fascia ionica ad essere propensa al rapporto di collaborazione. La maggioranza dei Comuni disposti a sedersi ad un tavolo interistituzionale per riflettere sul ruolo della Città metropolitana di Reggio, infatti, ‘proviene’ proprio dalla Locride. In minor misura poi, hanno risposto positivamente anche vari Comuni aspromontani.

A questo punto, la domanda sorge spontanea: perché molti, troppi Comuni, soprattutto della zona tirrenica e magari un po’ più distanti dal capoluogo di Provincia, stanno rimanendo indifferenti? Si pensi a Comuni come Palmi, Polistena, Taurianova, Gioia Tauro e Cittanova, solo per restare sulla zona tirrenica.
Ma non finisce qui. Oltre a questi, sono tantissimi i Comuni che, allo stato attuale, stanno mantenendo una posizione esterna o di indifferenza rispetto ad un tema che, vista la sua delicatezza, imporrebbe, invece, una riflessione sempre più estesa e condivisa. Tra questi si possono inserire, ad esempio, varie amministrazioni comunali ‘in zona nord’, meno ‘legate’ al capoluogo di provincia, più vicine geograficamente a Vibo e Catanzaro.

E, anche a questo punto, un’altra domanda sorge spontanea. Sebbene piccoli Comuni, non molti, abbiano mostrato disposizione verso il confronto, ancora non basta. E perché accade questo? E’ possibile che pensino di adottare soluzioni differenti e, magari, di ‘voltarsi’ verso altre soluzioni che non siano la Città Metropolitana di Reggio? Sarebbe auspicabile, quindi, una presa di posizione netta, a riguardo, da parte di ciascun Comune dato che, prescindendo da questo, non si riuscirebbe ad uscire dall’attuale immobilismo. Per capire, finalmente, chi sta dentro e chi sta fuori e, di conseguenza, studiare finalmente la perimetrazione della Città Metropolitana.

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