Tabularosa: l’importanza delle donne nelle carriera tecno-scientifiche

venerdì 30 marzo 2012
7:19

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di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – Le donne di Tabularosa salutano Reggio Calabria e lo fanno con un’altra serata che lascia il segno proprio in quella città dalla quale molti

fuggono e altri, forse per mancanza di coraggio o per il forte legame affettivo, decidono di restarci. Ad aprire il dibattito è proprio la giovane artista reggina Micaela che, dopo il successo dell’anno scorso di Sanremo, è in rotazione radiofonica con il suo nuovo singolo  “Splendida stupida”, canzone scritta da Kekko Silvestre dei Modà. Micaela ha solo 18 anni ma ha le idee ben chiare: ama la musica e vuole portare a termine gli studi universitari in Giurisprudenza. Il successo l’ha travolta ma lei è rimasta una ragazza semplice che quando torna in città esce con i suoi amici, si fa coccolare dalla sua famiglia, passeggia in Via Marina e si ferma per strada a parlare con la sua gente.

 

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“E’ sempre bello tornare a casa e sentire il calore e l’affetto di chi mi vuole davvero bene – dice Micaela – Sono molto fortunata: ho iniziato a lavorare 3 anni fa, partecipando alla trasmissione di Rai Uno “Ti lascio una canzone” e dopo sono arrivata a Sanremo dove ho conosciuto grandi interpreti della musica italiana. Lì, ho visto per la prima volta Kekko, autore di “Splendida stupida”, un pezzo intenso sia nella musica che nel testo”. La voce per molti rappresenta la “risorsa” della propria professione. Ne sanno qualcosa le due speakers storiche dei network radiofonici italiani, Valeria Benatti e Mary Cacciola che ritorna nella sua città natia, Reggio Calabria, dopo 22 di “latitanza romana”.  “Ho iniziato a frequentare le radio all’età di 15 anni, sono partita con radio Touring e, dopo tanta gavetta, sono arriva alla Rai dove ci sono rimasta per 10 anni – racconta Mary che vanta un’invidiabile carriera scolastica piena di bocciature ed esami di riparazioni conclusasi però con il conseguimento di due maturità: magistrale e scientifica – Sto a Roma da tanti anni, eppure Reggio si è ricordata di me solo due volte. Quando sono stata contattata per Tabularosa non ci credevo e ho detto a questi due (si riferisce a Giusva Branca e Raffaele Mortelliti autori della kermesse culturale) ma siete sicuri? Io ho un rapporto di amore e odio con la mia città perché Reggio ha fatto in modo che io mi disinnamorassi di lei. Però, non mi sento romana, io sono italiana”. Racconta quotidianamente i pregi e i difetti dell’Italia di oggi nella trasmissione radiofonica “W L’Italia” in onda su Rtl, Valeria  Benatti e come fa sempre con la sua raffinata curiosità e con quello sguardo attento da italiana sul palco del teatro “Cilea” ribadisce l’esigenza di “utilizzare un linguaggio semplice e chiaro per avvicinare il pubblico all’informazione, al mondo radiofonico e televisivo”. “Non possiamo parlare più di confine – aggiunge Valeria – Non c’è più nulla che non si possa esportare: il cinema, la musica, l’arte superano i confini, arrivano in posti geograficamente a noi lontani ma raggiungibili. L’era digitale ha buttato giù tutte le barriere”.
Eppure, “il peso delle donne nelle carriera tecno-scientifiche è, in Italia ed in Europa, troppo basso – chiosa Gianna Martinengo, Presidente di “Donne e tecnologie” – Le donne si cimentano con diverse competenze su più fronti, la loro flessibilità le rende più pronte e ricettive verso qualsiasi forma di innovazione, e più abili ad interpretare qualsiasi cosa in modo creativo. La necessità di conciliare lavoro e famiglia, le capacità relazionali e quindi, una forte predisposizione alla comunicazione e al dialogo, sono elementi fondamentali nella scelta delle donne di utilizzare le nuove tecnologie”.
Si sofferma sul cambiamento del linguaggio e sull’avanzamento della tecnologia, l’imprenditrice Fulvia Salvi che non parla di crisi ma di “evoluzione di un sistema che ha sperimentato le novità, si è appropriato di mezzi informatici per abbattere le barriere e i limiti mentali, ha sfruttato il web per far conoscere le proprie risorse”.
Tanti passi sono stati fatti ma c’è ancora molto da realizzare soprattutto per Reggio Calabria. Parola del consigliere delegato alla cultura del Comune Monica Falcomatà che “ama follemente questa città fatta sì di tante contraddizioni ma anche di tante bellezze e risorse da sfruttare”. “Abbiamo voluto aprire il teatro alla città, con spettacoli di mattina per i bambini e di sera per i giovani e gli adulti ma soprattutto, abbiamo scelto quest’anno, di dare spazio alle compagnie locali e ad iniziative culturali di livello come Tabularosa – afferma la Falcomatà – La crisi ha purtroppo investito anche la nostra città ma l’Amministrazione comunale non ha voluto risparmiare sulla cultura. Il teatro è dei cittadini e deve essere vissuto. Molti hanno scelto di scappare da questa città per trovare fortuna altrove ma altri hanno scelto di rimanere e lottare su un fronte difficile ma, credetemi, ne vale la pena. Il fermento culturale-artistico c’è sempre stato in città solo che prima era isolato oggi, grazie al lavoro certosino di una politica attenta quel fermento è stato potenziato”.

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Tabularosa è alle battute finali e prima di lasciare il palco all’esibizione live del “Quartetto Euphoria”, è la Martinengo a spronare i giovani a “pensare e a non rassegnarsi abbracciando il coraggio della sfida” perchè “questo Paese è caratterizzato dalla civiltà degli affetti: siamo legati alle nostre origini e difficilmente riusciamo a staccarci. L’Italia è in grado di dare le giuste risposte. Dobbiamo essere pazienti e non dobbiamo assolutamente arrenderci”.

Qui tutte le foto (di Antonio Sollazzo)

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