Reggio: parte Tabularosa per un futuro basato sull’uguaglianza

mercoledì 28 marzo 2012
6:50

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di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – Il “femminile” è sempre descritto come un difetto, un’atrofia, rovescio dell’unico sesso che monopolizza il valore: il sesso maschile. In realtà, le donne sono gli

“elementi” che completano quel sistema maschile che, ancora oggi, pensa di poter fare a meno dell’universo rosa. Creare una nuova cultura femminile, fare una battaglia che non è “contro” ma “per” un futuro basato sull’uguaglianza è l’obiettivo che si sono poste le donne di “Tabularosa”. Al teatro “Cilea”, si è aperto, ieri sera, il contest di Urba/Strill che, per 5 giorni, catapulterà la città nell’arte, nella musica ma, soprattutto, nel dibattito costruttivo. Ad incorniciare la prima serata del talking in rosa, mostre, performances e creative installazioni realizzate con materiali di recupero dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria in collaborazione con lo Studio Viapiranesi di Milano e “Den multi jeans culture”. Prima di entrare nel vivo del dibattito, introdotto da Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, direttori di Strill.it, il mini live della cantastorie calabrese Francesca Prestia che ha interpretato con la sua voce appassionata alcuni brani del “mastru cantaturi” Otello Profazio, canzoni che narrano storie di donne del Sud.

 

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Ad accompagnarla sul palco, alle chitarre i musicisti Salvatore Familiari e Beppe D’Agostino e, nel finale, il cantautore Otello Profazio. Spazio poi alle parole uscite naturalmente e non per desiderio di contrapposizione. A tirare le fila del dibattito ci pensa Natascha Fioretti, responsabile Donne e Media Associazione Pulitzer che si sofferma sul lavoro, asse determinante per le donne, per il quale occorre sì consapevolezza ma anche alleanza. Le donne – tuona – devono uscire dalla loro passività: serve all’economia, serve alla cultura della società, serve agli uomini; è una priorità per tutti”.
“Nel corso del tempo, le donne hanno conquistato i loro diritti ma poi il processo di sviluppo femminile si è rallentato – afferma  Francesca Dovetto, docente universitaria della Federico II di Napoli – Occorre ricreare un amalgama e rimettere insieme tutte le forze, avvicinando anche le nuove generazioni che non vedono, non sanno, non pensano che sia possibile cambiare. Dobbiamo abolire gli ostacoli culturali e sociali che impediscono alle donne di rompere il “soffitto di cristallo”, di arrivare cioè ai vertici delle aziende”.
Un primo passo per il cambiamento è quello di costruire una rete di donne capace di dare sostegno per l’affermazione dell’autonomia culturale.

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“Basta con falsi stereotipi, quelli che ci propinano i mass media – afferma Cristina Sivieri Tagliabue, direttore Womenmag/giornalista Vanity Fair – In televisione siamo solo volti, ma dietro la nostra faccia c’è una storia, una cultura, sacrifici che, come li fanno gli uomini, li sanno fare anche le donne”.
Non è per nulla tenera anzi a volte è molto critica su quei movimenti femminili che scendono in piazza a protestare, la corrispondente Sky Tg 24, Manuela Iatì, co-autrice del libro “Non è un paese per donne” che postilla la “necessità per il nostro Paese di ritrovare la strada della meritocrazia e lasciare da parte sterili contrapposizioni di genere, uomini e donne, affrontando la vera sfida: quella della coesione sociale, perché nella società civile servono le competenze degli uomini e delle donne”.
Un quadro più ottimistico lo propone Anna Barbara, architetto studio Viapiranesi Milano, che crea le sue installazioni “ascoltando le tabelline dei suoi bambini”. “Non è vero che una donna mamma non può essere una brava manager o un affermato imprenditore. Io sono stufa di sentire lamentare le donne che non riescono a conciliare casa e lavoro – afferma Barbara – Ho sempre lavorato nel mio cantiere e con me porto i miei bambini. Sono riuscita benissimo a conciliare il ruolo di mamma e donna in carriera. Bisogna solo sfruttare bene i tempi e smetterla di piangersi addosso perché la donna non ha nulla di meno dell’uomo”.
Le donne di “Tabularosa” hanno ancora tanto da dire ma è arrivato il tempo di lasciar parlare la musica del sopraffino jazz del quartetto di Laura Lala e Sade Mangiaracina. Sul palco, spande tutta la passione della loro terra: la Sicilia che vanta talenti straordinari capaci di fondere voce e suoni creando un jazz morbido e sensuale.

Qui tutte le foto (di Antonio Sollazzo) della prima serata

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