“Lo zio di Tabularasa”. Intervista a Sandro Provvisionato

domenica 31 luglio 2011
8:50

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di Josephine Condemi (foto Marco Costantino) –
Provvisionato: “Se Tabularasa fosse esportata riusciremmo a sconfiggere il vuoto di contenuti che c’è in questo paese”.

Sandro Provvisionato è stato fin da subito tra i sostenitori più entusiasti di Tabularasa, aiutando a credere nella realizzazione del progetto. Gli chiediamo quindi le ragioni di questa sua convinta adesione.

E’ stato definito  “lo zio” di Tabularasa…

Mi fa molto piacere… Mi piacciono molto queste iniziative, specialmente in realtà difficili come questa: ben vengano ovunque, ma in questo territorio ancora di più. Credo di avere aiutato in qualche modo, ma tutto dipende dalla capacità, dall’inventiva, dall’intelligenza di chi organizza e il successo di strill.it e di Tabularasa non può che confortare.

Nel medio-lungo termine quali possono essere le conseguenze di manifestazioni come questa?

Io non do mai a ciò che riguarda la cultura, la conoscenza, lo scambio, un fine determinato, perché dopo aver gettato dei semi, i frutti possono germogliare nel momento in cui meno te l’aspetti. L’importante non è raggiungere un obiettivo determinato in queste manifestazioni, l’importante è farle, perché facendole si  avranno risultati. Non puoi dire né come, né dove, né quando però sicuramente arriveranno…

E lei crede che a furia di insistere, l’attenzione su certi temi possa crescere…

Certo! Perché se qualcosa di simile a Tabularasa si facesse non dico in tutti i paesi d’Italia (che sarebbe impossibile) ma in tante realtà, riusciremmo a sconfiggere quello che è il grande nemico di questi tempi: la televisione, e te lo dice uno che la fa. Perché la televisione, per come è fatta, non come mezzo ovviamente,  è il problema di questo paese. Quindi tutto quello che ti dice qualcosa di  diverso, serve, perché la gente poi dentro di sé fa i paragoni, e incomincia a farsi delle domande. E’ un lavoro paziente, lungo, è il lavoro del ragno. Voi siete tanti piccoli ragni che fate queste cose. E a me i ragni piacciono.

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