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    Omicidio Maria Chindamo – Lascia il carcere il presunto assassino

    Il Tribunale del Riesame presieduto dal giudice Giuseppe Valea, ha annullato l’ordinanza di custodia in carcere emessa dal gip di Vibo Valentia Giulio De Gregorio, nei confronti di Salvatore Ascone, 53 anni, di Limbadi, ritenuto responsabile in concorso dell’omicidio di Maria Chindamo, l’imprenditrice di Laureana di Borrello, scomparsa nel nulla il 6 maggio 2016.

    Il Tribunale del riesame di Catanzaro ha accolto la richiesta dei legali difensori dell’indagato, gli avvocati Francesco Sabatino del foro di Vibo e Salvatore Staiano del foro di Catanzaro, annullando l’ordinanza  con cui il gip del Tribunale di Vibo, su richiesta della locale Procura, (che ha coordinato le indagini condotte sul campo dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Vibo Valentia, della Compagnia di Tropea e del Ros), aveva disposto il carcere nei confronti di Ascone, già noto alle Forze dell’ordine.  Ascone è ritenuto legato al clan Mancuso di Limbadi. Con lui risulta indagato un suo operaio, Gheorge Laurentiu Nicolae, 30 anni, romeno, domiciliato a Limbadi. Nei loro confronti la Procura di Vibo contesta il reato di concorso in omicidio con persone allo stato ignoti.