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    Reggio Calabria, Imbalzano: “I lavoratori Avr attendono gli stipendi arretrati”

    “Nessuno vede, nessuno sente, nessuno ne parla, nessuno interviene! Né il sindaco, né gli assessori, né i consiglieri delegati, né i consiglieri di maggioranza,  probabilmente chiusi nel Palazzo,  affaccendati da ben altre questioni, e che pure, almeno alcuni di loro,  attraversano – immagino quotidianamente – la zona. E’ lo spettacolo che è costretta a sopportare la parte alta della città, quella sopra gli abitati di  Condera, Pietrastorta fino all’entrata di Terreti, che vive da tempo un dramma ambientale, con una situazione apocalittica di montagne di ogni genere di rifiuti,  chissà da quanto tempo non raccolti, con odori nauseabondi insopportabili, che necessiterebbero solo per transitarvi velocemente  di maschere antigas. Non si tratta delle solite discariche lungo gli alvei dei torrenti, di fatto disabitati. Siamo in zone altamente abitate da centinaia di persone, ad alto rischio di malattie respiratorie ed infettive”.

    E’ quanto afferma Pasquale Imbalzano, interessato da decine di abitanti della zona, esasperati da  un tale stato degradante di cose e che pure pagano annualmente centinaia di euro per un servizio pressocchè inesistente.

    “Mentre da una parte i lavoratori AVR continuano ad attendere il pagamento degli stipendi arretrati ed a loro va il nostro ringraziamento,  sia per i conseguenti  sacrifici a carico loro e delle rispettive famiglie che per avere evitato alla città intera  la paralisi totale  del servizio, trasformandola in una immensa bomba ambientale; dall’altra, non comprendiamo come chi deve controllare non assuma alcuna iniziativa per ovviare a situazioni così critiche, con immaginabili e concreti rischi per la salute soprattutto  di bambini ed anziani,  più esposti a rischi di gravi malattie”,  continua Pasquale Imbalzano.

    “ E’ difficile altresì capire  come l’ATAM non si lamenti delle difficoltà incontrate dai  mezzi pubblici, ad alto rischio di gravi  incidenti,  dal momento che gli autobus debbono spostarsi pericolosamente al limite del ciglio dell’altra parte della strada  che porta a Terretì ed Ortì, peraltro al centro di curve e con sede viaria  ridotta a poco  più di due metri”, aggiunge ancora Pasquale Imbalzano.

    “Una situazione veramente insostenibile e nel disinteresse di chi dovrebbe intervenire. E che fa il paio con la precaria situazione dell’Isola Ecologica per ingombranti di Condera, ormai al collasso ed impossibilitata ad accogliere altro materiale, che , in mancanza di altri grandi cassonetti, è stato riversato  sullo spiazzale interno, rendendo impossibile  la circolazione dei mezzi dell’igiene pubblica e lo stesso lavoro degli addetti al delicato servizio”, conclude Pasquale Imbalzano.