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    Caso Bronzi di Riace, Papaleo: “Ho solo difeso il mio lavoro”

    Sul servizio de le “Iene” e la questione relativa al ritrovamento dei “Bronzi di Riace”, come riporta il sito larivieraonline.com, interviene Giuseppe Papaleo, protagonista del primo video e gestore nel periodo estivo un’attività di alaggio, varo e deposito di barche sul lato nord del litorale di Monasterace per cui paga regolarmente la concessione che spiega il perché della sua scomposta reazione nei confronti dell’inviato delle Iene:

    “La mia reazione è stata dettata dal fatto che prima che arrivasse Mariottini avevano visto una vettura che non conoscevo parcheggiata e sono andato immediatamente a vedere chi fosse visto che non erano miei clienti preoccupandosi anche del fatto che non avessero avuto malori e non ho avuto risposte concrete di chi fossero e di cosa fossero intenzionati, ho tuttavia pregato loro di spostare la macchina fuori dall’area per cui ho avuto concessione. In quella occasione – si legge su larivieraonline.com,  mi è stato detto che la mia attività era abusiva in quanto non esiste l’attività nella mappatura di Google, fatto questo determinato dal fatto che occorre pagare una quota aggiuntiva per il servizio facoltativo. Nel servizio inoltre – si legge ancora sul sito larivieraonline.com, ci sono state alcune scene tagliate e non si vede quando sul posto sono giunte i Carabinieri e la Guardia Costiera. Guardia Costiera che ha spiegato agli autori del servizio come in effetti in quell’area in cui sono giunti era regolarmente stata assegnata per tre mesi. Mi rendo contro che a molti la mia reazione è parsa fuori luogo ma ho semplicemente difeso il mio lavoro”.