• Home / Primo piano / Reggio Calabria – Castello Aragonese per diciottesimi: arrivò il giorno dell’attesa delle risposte

    Reggio Calabria – Castello Aragonese per diciottesimi: arrivò il giorno dell’attesa delle risposte

    Ha fatto particolarmente rumore un video pubblicato sui social network (ma già sparito), in cui due ragazzi in visita al Castello Aragonese hanno denunciato una situazione inaccettabile per un monumento di portata ultra secolare.

    Lo storico edificio, infatti, presentava uno scenario più consono ad una sala feste di periferia che a quello di un luogo simbolo di una città, almeno a livello istituzionale, di rango metropolitano.

    Un tavolino di un probabile “open bar”, rifiuti sotto le rampe di scala, tracce evidenti del fatto che, il giorno prima, era andato in scena un diciottesimo compleanno.

    Una situazione che indigna qualsiasi cittadino, tenuto conto che il Castello Aragonese è affittabile, ma per eventi ben più ‘delicati’ e di altra rilevanza culturale rispetto ad una festa di compleanno a base di alcol.

    Inevitabile è arrivata la reazione istituzionale, tenuto conto che è vero che chi prende in affitto la struttura è responsabile di ciò che accade, ma è altrettanto sacrosanto il fatto che qualcuno avrebbe dovuto vigilare affinché non si verificasse ciò che è accaduto.

    “Chiederò – ha detto il Sindaco Falcomatà – che venga fatta piena luce su questo episodio deprecabile affinché siano accertate tutte le responsabilità, chiedendo inoltre un risarcimento per il danno di immagine subito e per gli eventuali danni materiali accertati, a seguito di specifico sopralluogo, sulla struttura comunale”.

    Il dirigente del Settore Cultura del Comune ha, inoltre, ammesso che in data 20 agosto al Castello era previsto un evento, ma che, anche a giudicare dalle evidenze, avrebbe avuto una certa difformità rispetto a ciò he era regolarmente previsto.

    Dagli uffici del Comune  Umberto Giordano  è già partita una diffida nei confronti di chi aveva prenotato la struttura per organizzare l’evento che era stato battezzato come “Sguardi al Tramonto”.

    L’organizzatore ha già avuto richiesta di risarcimento relativa ai costi di pulizia e alla perdita in fatto di ingressi dovuta alla chiusura della struttura per riportare tutto alla normalità.

    Dichiarazioni di intenti ed intenzioni che, però, non puntano a rintracciare le responsabilità di chi avrebbe dovuto fare qualcosa in più affinché non andasse in scena lo spettacolo indecoroso rappresentato dal “day after”.

    Occorrerebbe capire chi e come mai, una volta accortosi di quanto stava accadendo, non ha provveduto a mettere fine ad un party all’interno di un tempio sacro della storia cittadina e allo stesso modo come sia stato possibile che, qualcuno, abbia permesso che tutti i commensali (organizzatori compresi) abbiano lasciato il Castello nelle condizioni in cui si  è poi rivelato.

    Adesso l’attesa è riservata a conoscere i nomi di chi aveva responsabilità e quali saranno gli eventuali provvedimenti.