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    Ex Liquichimica di Saline e inquinamento ambientale, l’Ancadic sollecita accertamenti

    Di seguito il comunicato:

    L’A.N.CA.DI.C insiste nel richiedere accertamenti ambientali e la bonifica dell’intera area della ex liquichimica di Saline J

    La scrivente associazione, facendo seguito alle precedenti richieste di intervento insiste nel richiedere di effettuare, se ancora non eseguiti, i controlli sull’intera area del complesso industriale ex-liquichimica di Saline Joniche del Comune di Montebello J, per accertare se perdura la gravissima situazione di inquinamento ambientale accertata a suo tempo dal consulente tecnico nominato dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, nell’ambito del procedimento penale 1064/2004 RGNR. Accertamenti che non debbono riguardare soltanto l’inquinamento marino e dei due laghetti, ma soprattutto un controllo dell’aerodisperso, ovvero dispersione in aria di fibre riguardanti le pericolose sostanze certificate dal sopra citato consulente ovvero dispersione di fibre di amianto, di silice cristallina, di roccia.

    Nell’addendum del 6/8/2004 del consulente della Procura alla Relazione preliminare sui risultati analitici ottenuti dai materiali campionati a Montebello Jonico si legge tra l’altro omissis… queste tre emergenze possono portare alle seguenti situazioni di pericolo per l’uomo e per l’ambiente: – dispersione in aria di fibre di amianto; -dispersione in aria di silice cristallina; -dispersione in aria di fibre di roccia. Inoltre la presenza di metalli nei suoli determina una situazione di dispersione in forma jonica nella falda e una riduzione dell’attività batterica del suolo fino alla sua totale scomparsa”.

    La costruzione della liquichimica risale agli anni “70, completata nel 1974, solo dopo due mesi di attività è stata chiusa in quanto i mangimi prodotti furono dichiarati cancerogeni.

    Stante il notevole decorso temporale non sono state, salvo diversa dimostrazione, intraprese concrete iniziative per l’accertamento e la risoluzione delle importanti problematiche che riguardano la salute e l’incolumità pubblica. Al riguardo ci permettiamo di evidenziare che l’inazione di chi deve intervenire non appare giustificabile atteso che si disattendono, pur tenendo conto della sostenibilità finanziaria per gli interventi di bonifica e messa in sicurezza, i principi sanciti dalla nostra sempre più amata Costituzione Italiana.

    Rimaniamo nella attesa di esaustive notizie sugli interventi eseguiti e da eseguire ovvero certificazioni da parte delle Istituzioni competenti che ad oggi non sussistono potenziali pericoli per la salute e l’incolumità della popolazione. La richiesta è stata inviata alle Istituzioni competenti, interessando anche il Presidente del Consiglio dei Ministri e i vari ministeri.

    Vincenzo CREA

    Referente unico dell’ANCADICi

    e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”