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    Il genio mondiale del violino Quarta: “Le etichette stanno rovinando la cultura”

    di Grazia Candido – “Il compositore statunitense Leonard Bernstein diceva che non esiste musica classica e musica leggera ma musica bella e musica brutta” e su questa definizione Alessandro Quarta, violinista, polistrumentista e compositore salentino ci fa subito capire che quello che donerà a Reggio Calabria, domenica 21 luglio all’Arena “Ciccio Franco” in occasione del “Reggio Live Fest 2019” (la serie di eventi frutto della sinergia tra i due Festival “Alziamo il Sipario”, promosso dal Comune reggino e “Fatti di Musica”, nella sua trentatreesima edizione, diretto e organizzato da Ruggero Pegna) sarà un evento unico ed indimenticabile.

    Ci svela qualcosa sulla serata?
    “Presenterò il live “Film Music”, le più grandi colonne sonore di sempre e sul palco con me, oltre al mio quartetto, ci sarà la prestigiosa “Orchestra Roma Sinfonietta”. La musica è emozione, immagini e la cosa più bella è quando la musica stessa riesce a creare magia. Collaboro da un po’ di tempo con l’Orchestra Roma Sinfonietta fondata dal maestro Luigi Lanzillotta e, ormai da oltre un decennio, tiene concerti con Ennio Morricone in alcuni dei più prestigiosi teatri del mondo. Farò rivivere con i miei arrangiamenti, le colonne più belle dei grandi compositori del ‘900 e, anche se alcuni non sono stati scritti nell’albo dei grandi compositori classici, ormai ne fanno parte”.
    Allo scorso festival di Sanremo, nella serata dei duetti, si è guadagnato una standing ovation accompagnando Il Volo e, anche questa estate, prenderà parte ad alcune tappe del tour estivo del trio. Come è nata questa collaborazione?
    “La collaborazione con Il Volo si è instaurata subito dopo il programma “Danza con me” con Roberto Bolle su Rai Uno dove ho portato in scena il mio brano “Dorian Gray”. I ragazzi mi hanno visto e mi hanno chiamato per il festival e ho accettato perché non ho mai fatto differenza tra musica classica e musica pop, amo tutto ciò che arriva dritto al cuore e fa venire i brividi”.
    Ha ricevuto nel 2018 a Montecitorio il premio come “Miglior Eccellenza Italiana nel Mondo” per la musica. Un premio decisamente importante per un artista che vive ed ama la musica classica.
    “La musica classica è amata tantissimo solo che non le si riconosce il giusto merito. Le etichette stanno rovinando la cultura. E’ giusto che esistano le diversità, che possono piacere o no, ma è anche giusto che ci sia la possibilità di scegliere e di vedere il panorama vario dell’arte. La musica classica ti porta ad avere un pubblico più ristretto, più selezionato, non ti porta ad essere riconosciuto per strada, ma ti dà grandi emozioni e maturità artistica. Il mio desiderio è arrivare al pubblico che di solito ascolta musica pop e ritiene la musica classica “noiosa”. Classico può essere un vestito ma è importante che si capisca che se suoni la musica classica anche con un jeans e una t-shirt la musica resta tale, mantiene la sua bellezza. Non è il frac che rende bella la musica classica. Io l’ho tolto il frac perché i teatri devono essere riempiti di gente che ha bisogno di musica e non di abiti vistosi, di apparenze. Anche Mozart può essere pop. Io sono fiero di essere italiano e di portare la nostra musica nel mondo”.
    Cosa rappresenta il violino per lei?
    “Il violino non è uno strumento classico o per lo meno, non è solo uno strumento classico. Per molti anni, il violino era considerato come uno strumento e basta. Il violino è una parte di me, è la mia donna, il corpo delle mie due donne perché io ne ho due antiche: un Alessandro Gagliano del 1725 e un Giovan Battista Guadagnini del 1761. Una bionda e una mora. Il violino bisogna trattarlo sensualmente, non è uno strumento su cui ci devi fare solo due note, ci devi fare l’amore, devi creare delle sensazioni per donarle agli altri. Che poi se si pensa, questa cosa c’è per chi scrive, legge, dipinge, per tutte le cose della vita”.
    Perché i giovani non vanno a teatro?
    “I teatri sono vuoti di giovani ma non è colpa loro ma dei teatri stessi che forzano con le etichette l’arte privando le nuove generazioni della grande musica. Se si dà la possibilità di andare a teatro in jeans e maglietta e non in frac o abiti da cerimonia, non allontani i ragazzi ma li avvicini all’arte. E’ la mia battaglia e la vincerò”.
    Annovera tante collaborazioni nel mondo del cinema e del balletto. Quali sono i suoi progetti futuri?
    “Sto scrivendo le musiche per il film di Anthony LaMolinara premio oscar per “Spiderman2” e ho tanti sogni nel cassetto da realizzare come creare qualcosa che poi possa essere suonata a livello mondiale dagli altri. Credo che per arrivare al successo, bisogna avere una cura maniacale del dettaglio. Questo è il mio mantra. Ogni cosa deve essere voluta, cercata per poi essere donata. In tutto ciò che facciamo, in ogni lavoro è importante il sacrificio, perché in questa vita volere è potere”.